Cogito ergo sum, chiediamolo in piazza
Perché la Regione è inerte sulla difesa della scuola sarda? Ieri sera in piazza Azuni flash mob promosso dal Movimento per la Scuola Sarda
Sassari. Flash mob ieri pomeriggio in piazza Azuni, con l’inedita formula delle domande rivolte «a chi non ha tutelato la scuola sarda e i suoi lavoratori». Promossa dal Movimento per la Scuola Sarda, sui cartelloni sono stati scritti una serie di interrogativi rivolti al presidente Pigliaru e a tutta la Giunta regionale «che non ha tutelato la scuola sarda. Finora Pigliaru e Firino hanno messo in campo solo spot ma non hanno utilizzato nessuno degli strumenti politici, legali e legislativi in loro possesso. Perché?».
Sono state indossate le maschere bianche «che rappresentano i fantasmi a cui la legge 107 (nota demagogicamente come “buona scuola”) riduce i docenti e gli studenti portando a compimento il processo di smantellamento della scuola pubblica laica e democratica già iniziato da Berlinguer, Moratti e Gelmini».
Ecco alcuni dei quesiti, formulati in sardo ed in italiano «a ricordare che quella sarda è una minoranza linguistica che dovrebbe essere tutelata dalla scuola e che per questo servirebbero molti più docenti opportunamente formati, come del resto avviene anche nel Sud Tirolo e nella Valle D’Aosta e in moltissime parti d’Europa»:
– L’11 settembre scade il termine per impugnare la legge 107 alla corte costituzionale. Perché la RAS non l’ha impugnata come hanno fatto altre regioni?
– Perché il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Feliziani ha previsto zero cattedre in deroga per la Sardegna mentre tutte le altre regioni le hanno chieste e ottenute?
– Perché il sindaco Nicola Sanna va alle manifestazioni della Torres e ignora le mobilitazioni per la difesa della scuola sarda e dei suoi lavoratori?
– Perché la RAS non ha fatto valere l’articolo 5 dello Statu Regionale che prevede la possibilità di “adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione in materia di istruzione di ogni ordine e grado”?
– Perché non modifichiamo lo Statuto Sardo inserendo la tutela del sardo così da tutelare la nostra cultura e ottenere gli stessi diritti dei sud tirolesi e valdostani?




