Mario Pala: ‘La sanità a Sassari rischia un serio ridimensionamento’

«Forze politiche, istituzioni e cittadini facciano sentire la loro voce», auspica il consigliere comunale del Pd. Necessaria una giusta valorizzazione del secondo polo sanitario della Sardegna

 

 

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Mario Pala

Sassari. Sul programma di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Sardegna interviene il consigliere comunale Mario Pala (Pd), che giovedì scorso a Palazzo Ducale durante la discussione dedicata al tema dalla V Commissione Sanità e Servizi sociali ha anticipato la sua posizione e messo in evidenza limiti e criticità delle riforma.

 

Dopo circa 6 anni di assenza di qualsiasi tipo di programmazione sanitaria nella nostra Regione, bisogna dare atto all’attuale giunta di centrosinistra di avere messo in campo un documento, aperto alla discussione e alla critica, dove si disegna una nuova rete ospedaliera della Regione Sardegna.

Seguendo quelle che sono le normative nazionali e regionali in materia e in base anche alla particolarità geografica e al numero di abitanti della Sardegna si delimitano alcune aree geografiche dove individuare le strutture ospedaliere più importanti chiamate “HUB” (mozzo) e quelle meno importanti chiamate “SPOKE” (raggio).

In Sardegna sono state individuate, in base all’articolazione geografica e alla distribuzione della popolazione, due aree, Nord-Ovest e Sud-Est, dove prevedere un presidio di II livello (HUB) e cinque aree (SPOKE) dove individuare Ospedali di I livello e Ospedali di Base.

In base a questa articolazione le sedi dei due HUB e cioè le strutture ospedaliere ad alta complessità in grado di erogare prestazioni di eccellenza, sono rispettivamente l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari con incorporato l’Ospedale SS Annunziata e l’Azienda Brotzu di Cagliari composta dall’Ospedale San Michele, dal Microcitemico e dall’Ospedale oncologico Businco.

Essendo due HUB di livello regionale dovrebbero erogare le stesse prestazioni. Purtroppo non è cosi. E vediamo perché.

Il territorio del Nord-Ovest viene penalizzato nelle attribuzioni di competenze sia per quanto riguarda l’AOU, sia per quanto riguarda gli ospedali del territorio che vengono entrambi declassati, Alghero e Ozieri, a Ospedali di Base.

Nell’AOU di Sassari, cosa gravissima, viene cancellata la chirurgia pediatrica, che nel contempo viene attivata con 11 posti letto nel Nord-Est (Mater-Olbia). È universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica che la chirurgia pediatrica per la tipologia di interventi che vengono effettuati debba necessariamente essere allocata in un Dipartimento Materno-Infantile in quanto alcune patologie neonatali non consentono il trasporto seppur minimo del neonato (per es. ernia diaframmatica neonatale), ma un intervento chirurgico nella stessa struttura ospedaliera. Sempre in ambito chirurgico non viene previsto nessun posto letto per la chirurgia toracica e cosa ancora più grave non viene prevista la Breast-Unit, che è una unità operativa che si occupa in modo specifico di chirurgia della mammella, a fronte di circa 260 interventi all’anno che vengono effettuati nell’AOU di Sassari. La normativa nazionale ne prevede l’istituzione nei presidi ospedalieri dove già si effettuano 150 interventi all’anno. Anche questa struttura è prevista nel Nord-Est (Mater-Olbia).

L’Ospedale Businco di Cagliari diventa HUB di riferimento regionale per le neoplasie. Altra branca penalizzata è la Pediatria. Non viene previsto il Pronto Soccorso Pediatrico e vengono cancellati i posti letto dedicati all’oncoematologia pediatrica. Mentre l’HUB di riferimento regionale per la pediatria è dislocata a Cagliari, dove si concentrano l’offerta assistenziale e le competenze super specialistiche. Da sottolineare che a Sassari esiste una Clinica Pediatrica Universitaria per la formazione di studenti e specialisti in Pediatria.

Così come non viene menzionata la Cardiologia Pediatrica, già funzionante a Sassari da più di un anno ed ormai centro di riferimento per il centronord Sardegna. Le cardiopatie congenite hanno un’incidenza di 10 x 1000 nati vivi essendo la malformazione congenita più frequente in assoluto.

Gli ospedali del nord ovest sono tra i più penalizzati della Sardegna. L’Ospedale di Alghero e l’Ospedale di Ozieri vengono classificati come Ospedali di base che comprendono solo alcune specialità. Per fare un esempio l’Ospedale di Alghero perderebbe il centro immunotrasfusionale con tutto quello che ne consegue. Avrebbe solo un’emoteca.

Altra attenzione meritano gli Ospedali di Ittiri e Thiesi con soluzioni prospettate di Ospedale di Comunità e Case della salute con fondi stanziati dal 2008, ma mai realizzate.

Da questo quadro emerge un netto ridimensionamento delle strutture sanitarie di questo territorio, ad iniziare dalla costituenda nuova Azienda Ospedaliero-Universitaria, che individuata sulla carta come HUB regionale, non lo è nelle strutture e nei servizi previsti. Ad essere penalizzati non sono solo i pazienti, che saranno costretti a rivolgersi ad altre strutture della Regione ed anche extraregione, ma anche gli studenti della Facoltà di Medicina e i medici in formazione che non potranno avere una preparazione adeguata, paragonabile a quella offerta da altre Facoltà Mediche. Se questo progetto dovesse andare in porto, continueremo ad assistere ad un progressivo ed inesorabile impoverimento di questo territorio sia dal punto di vista dell’offerta sanitaria, ma anche di quella culturale e formativa, che porta come conseguenza una minore attrazione per gli studenti, che sono poi la linfa vitale per una Città Universitaria come Sassari.

Quanto proposto dalla Giunta regionale e dall’Assessorato alla Sanità non è immutabile. È compito delle forze politiche, delle Istituzioni democratiche, Università, Comuni, Provincia, organizzazioni sindacali, dei cittadini, dei pazienti, degli studenti e soprattutto dei consiglieri regionali del territorio che dovranno approvare la legge in Consiglio, far sentire alta la loro voce contro questa impostazione, proponendo, invece, un potenziamento e una giusta valorizzazione di quello che dovrebbe essere il secondo polo sanitario della Sardegna. 

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