Immigrazione o invasione?
L’esodo di intere popolazioni reca grossi vantaggi alle multinazionali di ogni settore, alle banche di affari, alle banche centrali, alla mafia internazionale e in Italia a scafisti, cooperative, albergatori
di GB Sanna

Sulle coste libiche sono in attesa di imbarcarsi 500.000 persone, sulle coste del nord del Mediterraneo arriverà la marea dell’esodo annunciato. Il piano organizzato dall’ONU si sta attuando. Italia, Grecia, Francia e Spagna saranno un immenso campo profughi per l’Europa. I giovani che arrivano e arriveranno saranno la nuova manodopera da organizzare e sfruttare. Le grandi catene multinazionali avranno il Sud Maghreb libero, potranno sfruttare quelle terre con la coltivazione intensiva delle monoculture e le produzioni saranno lavorate nei paesi più disparati del globo. Il gioco è sempre lo stesso, fare in Europa quello che è riuscito in Sud America.
L’Italia ubbidisce alle direttive, i governi adempiono investiti dall’alto ai desideri delle grandi organizzazioni mondiali, abbandonano la politica nazionale e accettano le imposizioni dell’ONU, dei centri di affari e della Commissione Europea. L’esodo di intere popolazioni reca grossi vantaggi alle multinazionali di ogni settore, alle banche di affari, alle banche centrali, alla mafia internazionale e in Italia a scafisti, cooperative, albergatori, associazioni di volontariato, persino alle famiglie che li potrebbero alloggiare. Queste persone divengono per i loro sfruttatori merce, non valgono niente come esseri umani, sono solo merce, cui si unisce il loro immenso valore aggiunto. Non occorre molta fantasia nel vedere preordinate le guerre in luoghi strategici dell’Asia, del Medio Oriente, dell’Africa e ora dell’Ucraina. Istigare le popolazioni all’odio di razza e di religione, agli scontri tribali per l’occupazione di fette di territorio, sostenendo a piacere il dittatore di turno, per poi abbandonarlo e poi venderlo al successivo dittatore, nella storia dell’uomo, ha sempre reso ai potenti. Oggi si armano i criminali per poi bombardare dall’alto gli stessi criminali e le popolazioni inermi. Si arriverà allo scontro fra etnie anche in Europa. Queste risorse nuove, costrette ad abbandonare i loro territori, sono destinate a rivitalizzare l’Europa e quindi l’Italia che sono regioni del mondo a basso indice di natalità, con coefficienti demografici dal segno negativo e con la presenza di masse di vecchi da mantenere. Significa ristrutturare o modificare il mondo del lavoro, il welfare, la scuola, la sanità, i rapporti sociali, i ruoli acquisiti dalla storia e la religione dominante. Significa liberalizzazione dei mercati e dei flussi, l’imposizione delle merci da consumare, le barriere degli Stati. Significa l’asservimento al nuovo ordine mondiale. Importante è sapere e conoscere che il tutto non avviene per un capriccio della storia. Questi poteri internazionali chissà per quale motivo odiano il Cristianesimo e l’Islam.
L’ONU non nasconde neppure le sue intenzioni. Per l’Europa e in particolare l’Italia si prevede che arriveranno forze di lavoro per rimpiazzare i lavoratori italiani, data la denatalità degli italiani e data l’assurda pretesa di diritti che i lavoratori esigono a fronte di produzioni esigue in quantità e qualità, con retribuzioni troppo alte e insostenibili in un mercato globalizzato. Quindi immigrati giovani, maschi e femmine, di qualsiasi continente, per sostituire gli indigeni che invecchiano. Immaginiamo la Sardegna, deserta al centro, quanti spazi liberi avrebbe per l’accoglienza. Questi giovani forti saranno il seme per rimpiazzare gli autoctoni. È il vecchio e antico sistema del “melting pot” la miscellanea di razze e culture, le migrazioni forzate dall’est all’ovest degli anni venti in America, spiegate da Steinbeck in “Furore”. Lo scopo è quello del neoliberalismo spinto, creare una massa di lavoratori precari da sfruttare per ogni occasione proponibile. Il mondialismo è la logica che abbandona gli stati nazionali, per la regionalizzazione delle attività, per l’omologazione delle produzioni, il Nuovo Ordine Mondiale, il NWO. Il tutto ricorda la fantasia malata del conte Richard Nikolaus di Coudenhove Kalergi, un austriaco nato a Tokio che aveva inventato una Europa unita, abitata da una nuova razza multietnica ottenuta dalla mescolanza delle razze più disparate. Questi meticci così ottenuti, privati di una identità, sarebbero stati dominati da una classe elitaria sovranazionale. L’Unione Europea è anche una sua creatura, le sue tesi influenzarono la Commissione nella stesura del Trattato di Maastricht ma non ebbe la fortuna di vederne i risultati perché morì prima. La CE ha istituito il Premio Kalergi, che si assegna ogni due anni, consegnato ad Angela Merkel, cancelliere della Germania, nel 2010, ad Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio d’Europa, nel 2012, a Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, nel 2014.







