Provincia di Sassari, lunedì mattina l’ultimo Consiglio
Parole dure rivolte alla Giunta regionale per la nomina dell’amministratore straordinario Guido Sechi. «Assistiamo ad una fine ingloriosa», ha detto Alessandra Giudici. «La delibera non ci è stata neanche comunicata. Abbiamo saputo tutto dai giornali»

Sassari. Con la seduta di lunedì mattina il Consiglio provinciale di Sassari ha chiuso il suo mandato. Non solo. Arriva alla fine anche la Giunta. La Provincia in realtà non chiude affatto (perché possa essere cancellata serve una modifica costituzionale: e lo Statuto Autonomo sardo è una legge costituzionale e contempla esplicitamente l’esistenza di tre province in Sardegna, Cagliari, Sassari e Nuoro; Oristano nacque invece nel 1974 con una legge ordinaria del Parlamento), semplicemente non ci sono più presidente, Giunta e neanche consiglieri. Sino alla fine dell’anno (ma il termine potrebbe slittare), nelle more della riforma degli enti intermedi all’attenzione del Consiglio regionale, la Provincia di Sassari, come tutte le altre sette province, comprese quelle regionali nate nel 2005, sarà guidata (aggiornamento 2 giugno: ancora non c’è stato l’avvicendamento, ndr) da un amministratore straordinario, Guido Sechi, già commissario straordinario del Comune di Sassari nel 2014 e che vanta un prestigioso curriculum da segretario comunale e direttore generale di enti comunali e provinciali (tra cui il Comune di Sassari e la Provincia di Grosseto).
La nomina di Sechi, decisa venerdì scorso dalla Giunta regionale su proposta dello stesso presidente Francesco Pigliaru, non è stata però gradita dall’Amministrazione provinciale uscente. «L’amarezza di questo momento è tanta. È una fine abbastanza ingloriosa di una provincia che molto ha fatto. Voglio sottolineare che negli ultimi anni abbiamo assistito da parte di enti che avrebbero dovuto aiutare questo territorio ad una serie di ritardi che hanno determinato conseguenze negative», ha detto lunedì mattina nel corso della seduta del Consiglio provinciale, l’ultima, la presidente della Provincia Alessandra Giudici. All’ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto del 2014, con la lettura della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti. Ma, comprensibilmente, l’argomento della nomina dell’amministratore straordinario ha monopolizzato la discussione.
«La nostra è l’unica provincia che chiude il bilancio in pareggio. Un’Amministrazione che si è distinta per tanti atti importanti. Tra gli ultimi, approvata all’unanimità, c’è la delibera consiliare che stabilisce che il Masedu sia lasciato alla città, uno spazio importante consegnato ad un ente altrettanto importante come l’Accademia di Belle arti, non di Sassari ma della regione. Ricordo anche che abbiamo intercettato 10 milioni di euro che andranno ad una realtà asfittica sul piano del lavoro come Porto Torres, soldi che abbiamo passato al Consorzio Industriale e che serviranno per la costruzione del dente di attracco del porto franco a Porto Torres, per il progetto del serbatorio di metano e per il polo informatico che sorgerà nell’area del Consorzio industriale ad Alghero», ha spiegato la presidente Giudici.
«Ci sono tante cose di cui non si parla. Aggiungo la mancata totale collaborazione di una Giunta regionale che con molta tempestività ha risposto circa la nomina di un amministratore che farà sicuramente meglio di noi e farà risparmiare soldi all’ente. Invece altri atti sono rimasti lettera morta. Questo ente ha fatto pochissime nomine e voglio ricordarlo», ha proseguito Alessandra Giudici, che si è poi rivolta direttamente alla Giunta regionale. «Devo anche sottolineare la totale mancanza di rispetto istituzionale. Siamo un’amministrazione eletta. Eppure assistiamo ad una fine ingloriosa, con una delibera di Giunta regionale neanche comunicata a noi ma pubblicata su tutti i giornali (non è stata invece ancora pubblicata sul sito della Regione, ndr)».
Non è finita. La ciligiena sulla torta è costituita dalla decisione di trasferire una parte degli immigrati sbarcati la settimana scorsa in Sardegna nella scuola di Santa Maria La Palma. «Su quella scuola (l’Amministrazione provinciale ha la compentenza sugli edifici scolastici delle medie superiori) c’è un progetto finanziato che dovrebbe trasferire un bel po’ di soldi per la creazione di un polo agrario (l’Istituto Superiore del Tecnico Agrario di Sassari, ndr). Il prefetto mi ha avvisato correttamente di un decreto di requisizione», ha detto ancora la presidente della Provincia. «Bene. Ho apprezzato la cortesia del prefetto. Gli ho però chiesto: il presidente della Regione e gli assessori non ti hanno spiegato che lì c’è un progetto che deve partire a settembre? No, è stata la sua risposta, mi hanno detto che la scuola è completamente abbandonata. Questo fatto è molto grave: conferma l’atteggiamento che stiamo subendo dalla Regione. Non c’è altro da aggiungere se non che la fine di questa legislatura è permeata di amarezza».
Il rendiconto è stato alla fine approvato con 14 voti favorevoli, uno contrario (Franco Sanna) e un astenuto (Antonio Canu). Nel 2014 il bilancio della Provincia è stato di 39 milioni di euro, con una consistente riduzione rispetto, per esempio, al 2012, quanto era stato di 58 milioni di euro, ovvero un terzo delle risorse in meno, ha spiegato il presidente della Commissione Bilancio Paolo Bussu, che ha rimarcato come la decisione della Giunta Regionale di venerdì scorso «non sia stata un bell’esempio di collaborazione tra enti. Tra l’altro, la scadenza del nostro mandato non è il 31 maggio ma è la data di proclamazione degli eletti nel 2010». Quindi il 7 giugno. Ma ormai una settimana in più fa poca differenza. «È stato come lavorare in trincea – aveva detto poco prima l’assessore al Bilancio Enrico Daga –. Si tratta di un consuntivo imbarazzante ma siamo riusciti a fare un piccolo miracolo. Sono convinto che con molti di voi ci ritroveremo. Questo Consiglio provinciale è composto da persone autorevoli e legittimate a svolgere il loro compito. Grazie a tutti». (lufo)
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