Scuola, quale riforma?
L’Associazione Enrico Berlinguer organizza per venerdì alle 18 in via Oriani a Sassari un incontro dibattito con operatori scolastici, studenti, genitori e rappresentanti sindacali e politici
Sassari. L’Associazione “Enrico Berlinguer” organizza, per venerdì 17 aprile alle 18 nella sua sede in via Oriani 31 a Sassari, un incontro dibattito sulla riforma della scuola. L’introduzione ai lavori sarà svolta da Massimo Sechi, dirigente del Liceo Classico “Azuni” di Sassari, seguirà un dibattito alla presenza di operatori scolastici, studenti, genitori e rappresentanti sindacali e politici del territorio.
L’incontro si propone di discutere del disegno di legge n. 2994 conosciuto con il nome “La Buona Scuola”, l’Associazione Berlinguer ritiene utile dare contribuito ad una discussione aperta e partecipata tra tutte le componenti del mondo della scuola. In particolare l’Associazione ritiene necessario: che per le assunzioni previste per il prossimo anno scolastico sia disposto un provvedimento apposito e separato da tutto il resto; che la funzione più importante della scuola sia quella di ridurre le disuguaglianze, permettendo a tutti il diritto all’istruzione e distribuendo le risorse nel modo più adeguato per garantire il diritto allo studio; che l’autonomia scolastica, sia basata su regole democratiche che trovano il loro compimento negli organi collegiali, e non sia invece l’autonomia del dirigente scolastico su cui si concentra tutto il potere decisionale sulle questioni didattiche; che la scuola diventi primo luogo di integrazione e multiculturalità, con la formazione continua, e un rapporto stretto tra il mondo della scuola e il lavoro.
L’Associazione Berlinguer ribadisce inoltre il proprio impegno a difesa della scuola pubblica e soprattutto al suo rilancio, con azioni che garantiscano la qualità effettiva, che passa attraverso la continuità scolastica, il tetto massimo di alunni per classe, l’attivazione di nuovi spazi collegiali di programmazione e progettazione didattica. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di una risposta politica complessiva per contrapporsi all’idea di una società sempre più verticale in cui il decisionismo conta più della partecipazione e della democrazia.




