La Regione aumenta la tassa per il diritto allo studio

Da 62 passa a 140 euro. Secondo il Forum Studentesco di Sassari l’aumento è privo di ogni logica visto che viene adottato ad anno accademico ormai inoltrato. Ci saranno 600 borse di studio in più ma finanziate dagli stessi studenti

 

GiornateOrientamento2Sassari. Il Forum Studentesco di Sassari denuncia gli attuali punti critici del diritto allo studio universitario. «Con un comunicato stampa uscito alla fine del 2014 – ricorda in una nota Antonio Puddu, rappresentante degli studenti nel CDA dell’Ersu Sassari – la Giunta regionale ha annunciato di aver aumentato la tassa per il diritto allo studio da 62 a 140 euro. È nostra intenzione denunciare fermamente questo provvedimento, in quanto privo di logica visto che viene adottato ad anno accademico ormai inoltrato, quando ogni famiglia aveva preventivato una spesa del 120 per cento inferiore a quella che in realtà si dovrà sostenere. L’aumento della tassa viene inoltre presentato come un successo da questa Giunta, anche se realmente così non è in quanto le 600 borse di studio in più sbandierate dalla Regione, saranno in realtà messe a bando a partire dal prossimo anno accademico e saranno totalmente a carico degli studenti che pagano tale tassa (ovvero che dichiarano più di 25mila euro nella dichiarazione dei redditi). Noi del Forum Studentesco Sassari ci mostriamo fortemente contrari alle politiche messe in atto da questa Giunta in materia di diritto allo studio universitario, che non sembra essere una priorità contrariamente a quanto da loro affermato in campagna elettorale. Vogliamo inoltre denunciare l’assenza di dialogo da parte della Giunta con il mondo della rappresentanza studentesca che non è stata minimamente coinvolta in nessuna iniziativa che la riguarda come protagonista, come ad esempio l’incremento dello stanziamento per le borse di studio del corrente anno accademico che la regione ha deciso di destinare solamente alle matricole, anziché destinarle all’ente per essere distribuite più equamente tra tutte le categorie di studenti idonei non beneficiari. Infatti così facendo si sono trovati svantaggiati gli studenti degli anni successivi al primo che, trovatisi in mezzo al proprio percorso di studi senza borsa, speravano di poter rientrare nell’ulteriore stanziamento. Chiediamo perciò che ci sia una netta inversione di rotta e una maggior programmazione rispetto a queste tematiche».

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