Testaverde: «La Nurra è un litorale dimenticato»
Sardegna al Centro 2020 chiede un cambio di passo alle amministrazioni competenti. Spiagge in semi-abbandono e servizi inesistenti, la pulizia è affidata solo ai volontari e la messa in sicurezza in perenne ritardo
Sassari. Il territorio della Nurra e la sua splendida costa versano ormai in uno stato di semi-abbandono costante, una ferita aperta nel cuore del Nord Sardegna che si ripresenta, puntuale e aggravata, a ogni stagione estiva. La denuncia arriva forte e chiara da Giuseppe Testaverde, coordinatore cittadino di Sardegna al Centro, che accende i riflettori sull’incuria del territorio e sulla totale assenza di una programmazione pubblica adeguata.
La situazione più critica si registra proprio sulle spiagge della costa occidentale del Sassarese. Tratti di litorale di immenso pregio naturalistico costellati di Bandiere Blu, sono di fatto privi dei servizi essenziali: mancano i controlli, la cartellonistica adeguata, le passerelle per l’accessibilità ai disabili e una gestione ordinaria e dignitosa di alghe e rifiuti. In questo vuoto istituzionale, le uniche spiagge che restano minimamente fruibili e decorose lo devono esclusivamente alla buona volontà di singoli cittadini, ai titolari delle concessioni demaniali e alle associazioni ambientalistiche, che si sostituiscono a chi dovrebbe garantire la manutenzione del bene pubblico per legge.
Ma il degrado non si ferma alla linea di costa. L’incuria del territorio è generalizzata e si estende persino agli interventi più elementari di sicurezza, come lo sfalcio dell’erba lungo le arterie e le aree pubbliche. Si tratta di interventi obbligatori per legge per la prevenzione degli incendi, che quest’anno sono stati eseguiti solamente la settimana scorsa, a stagione estiva e turistica già ampiamente avviata, esponendo l’intera zona a un gravissimo e inaccettabile rischio roghi.

«Non è tollerabile che la tutela e la sicurezza di un patrimonio ambientale di questa portata siano scaricate interamente sulle spalle del civismo o gestite con ritardi ingiustificabili – dichiara il coordinatore cittadino di Sardegna al Centro, Giuseppe Testaverde –. I cittadini e i turisti hanno il diritto di trovare un territorio decoroso e soprattutto, sicuro. Eseguire lo sfalcio a luglio inoltrato significa aver sottovalutato le più basilari norme di prevenzione incendi, mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Non aver ancora eseguito la rimozione posidonia a luglio inoltrato significa non volere turismo e non agevolare chi con il turismo ci lavora. La Nurra non può essere considerata una terra di serie B, dimenticata dalle istituzioni proprio quando dovrebbe mostrare il suo volto migliore».
Sardegna al Centro chiede un cambio di passo immediato e perentorio alle amministrazioni competenti: serve un piano straordinario di interventi coordinati che metta fine alla gestione emergenziale e tardiva, garantendo un presidio costante sul territorio, l’installazione dei servizi primari e il rispetto rigoroso dei calendari di prevenzione e pulizia. La Nurra e la sua comunità meritano rispetto, sicurezza e dignità.








