Radio, fotografia e documentari protagonisti al festival Asincronie
Tra gli eventi di oggi l’inaugurazione della mostra del fotografo Antonio Mannu in Sala Duce e la proiezione gratuita del film iraniano candidato all’Oscar “Cutting through Roks” al Cinema Cityplex Moderno
Sassari. Si passa dalla radio alla fotografia al cinema nella terza giornata di Asincronie, oggi venerdì 5 giugno, con tre appuntamenti in tre luoghi diversi di Sassari. Il festival di cinema documentario e fotografia organizzato da 4Caniperstrada inizia di mattina in compagnia di Radio Frammenti, la web radio culturale itinerante che quest’anno è ospite del festival e lo racconta dall’interno e che, alle 11.30, allo Spazio Bunker (via Porcellana 17/A) dedica un omaggio a Aldo Salvo, pioniere del giornalismo radiofonico, autore negli anni ‘50 e ‘60 di magistrali radiodocumentari sull’Italia di allora, tra ripresa economica e cambiamenti sociali, tra i quali uno sull’isola dell’Asinara ai tempi della colonia agricola.
Alle 21 al Cityplex Moderno è in proiezione gratuita il documentario candidato all’Oscar “Cutting through rocks” di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni. Un film potente che inneggia alla parità sessuale e che, come dice il titolo, si propone di scalfire la roccia delle ataviche tradizioni patriarcali iraniane. Sara Shahverdi – divorziata, motociclista ed ex ostetrica – è infatti la prima consigliera donna eletta nel suo piccolo villaggio e ha intrapreso una battaglia per emancipare le ragazze e mettere fine ai matrimoni infantili. Alla proiezione sarà presente Virginia Pishbin, medico e attivista di origini iraniane.
Tra i due eventi, alle 17, nella Sala Duce di Palazzo Ducale (Comune di Sassari) Asincronie, in collaborazione con le associazioni Ogros e Sarditudine, inaugura la mostra personale “Saldigna. Min älskar du” del fotografo sassarese Antonio Mannu, che, in apertura, condurrà una visita guidata aperta a tutti, in dialogo con il collega fotografo Nanni Angeli. Attivo professionalmente dalla fine degli anni Ottanta, Antonio Mannu ha esposto in Italia e all’estero ed è autore di numerosi e apprezzati reportage fotografici, che spaziano dalla Sardegna delle feste e dei mestieri tradizionali alla migrazione contemporanea dei sardi nel mondo, dalla tradizione induista della Kumbh Mela alla vela latina.
La Sardegna ritorna protagonista assoluta nella mostra in Sala Duce con cinquantacinque foto, 31 delle quali in bianco e nero, stampate in camera oscura dal negativo analogico con l’ingranditore, e 24 digitali, a colori. «La foto che risale più indietro nel tempo è del 1992 ed è stata scattata a Sassari durante i Candelieri. Tutta la porzione in b/n riguarda feste e tradizioni popolari, come appunto i Candelieri, l’Ardia, la Novena di San Francesco a Lula, la Settima Santa, e i mestieri tradizionali, come la pesca al tonno, che si pratica anche oggi ma in maniera diversa da un tempo» racconta Mannu. Le foto a colori sono invece molto più recenti, e tra queste c’è anche un’immagine personale che ritrae «il matrimonio di mia figlia. Un momento particolarmente emozionante, che in qualche modo è legato anche al titolo della mostra» spiega. «Mia figlia è svedese per parte di madre e Min älskar du” significa “ti amo”, o “sei il mio amore” in svedese. Ho scelto questo titolo perché questa espressione mi è sempre risuonata in maniera particolare, e un po’ anche per evitare l’uso dell’inglese, che oggi è inflazionato».
Ingresso gratuito dal 5 al 20 giugno 2026 dal lunedì al venerdì 10-13 / 16-19 | Sabato 10-13








