Riparte “Mintuà”, il festival delle parole in circolo
Mercoledì 15 aprile a Tempio Andrea Deiana con “Strappami alla notte”, romanzo pubblicato da Il Maestrale
Tempio Pausania. Riparte “Mintuà”, il festival letterario delle parole in circolo ideato e organizzato dall’associazione culturale Carta Dannata. Quella che verrà inaugurata mercoledì prossimo 15 aprile a Tempio Pausania (Sala Brigaglia della Biblioteca comunale, ore 18) promette di essere un’edizione con i fiocchi, ricca di proposte e rivelazioni allettanti. Ad aprire la programmazione del 2026 sarà Andrea Deiana con “Strappami alla notte”, romanzo pubblicato da Il Maestrale. Insieme a lui, ci sarà la critica letteraria Sara Puggioni, docente di Letterature Classiche al liceo “Dettori-De André”. Per il giovane scrittore bortigiadese, titolare della Libreria Ubik “Bardamù” a Tempio Pausania, è il secondo romanzo. Dopo undici anni, quanti ne sono passati dalla pubblicazione della sua opera prima, “Farfalle”, arriva la conferma di una scrittura raffinata e caratterizzata da un sapiente equilibrio formale, capace di guizzi e di una forte inventiva. Discorso che vale anche per la trama di una narrazione insonne e coinvolgente, il cui inchiostro (quello versato dall’autore) pare lottare con le spire di una vita notturna e di una dimensione onirica a cui, come suggerirebbe il titolo, intende sottrarsi con tutte le forze.
Nasce così la storia di un’anziana donna che ricorda quanto era ancora bambina, dopo il ritrovamento di un cadavere senza identità. Una morte sospetta che generò sospetti e tacite maldicenze sull’integrità e i segreti inconfessabili degli abitanti del paese, uno spicchio di mondo di cui potrebbe esistere qualcosa di simile in tante parti del mondo. La notte insonne spinge l’anziana protagonista a ricordare e a dare ordine a una memoria che riemerge con forza verso la superficie. Sono ricordi che deflagrano, in una combustione di eventi che portano a galla la memoria più profonda: l’infanzia trascorsa tra i nonni, il ricordo sbiadito di una madre che l’ha abbandonata senza fare più ritorno, gli anni di scuola, gli inganni degli adulti e quell’incendio del ‘58 che lasciò in eredità le spoglie di un cadavere senza nome e che pare reclamare una fine più dignitosa.








