Il sardismo riparte dalle donne
Presentata a Sassari la nuova sezione del PSd’Az intitolata a Marianna Bussalai. Proposta la ricostituzione dell’Associazione Donne Sardiste, creata nel 1949 da Margherita Bellieni. È intervenuto il capogruppo in Consiglio Regionale Christian Solinas
Sassari. Una novità assoluta per il Partito Sardo: una sezione tutta al femminile, «che raccoglierà i suoi frutti perché saranno donne le protagoniste». È stata salutata così la nascita della nuova sezione sassarese del PSd’Az intitolata a Marianna Bussalai, presentata sabato pomeriggio in un’affollatissima sala convegni dell’Hotel Grazia Deledda in viale Dante. L’iniziativa si rifà al patrimonio culturale e umano che “Mariannedda ‘e sos Battor Moros” ha lasciato in eredità. Sardista, scrittrice, poetessa e collaboratrice assidua del quotidiano del Partito Sardo d’Azione “Il Solco” fino al 1926, Marianna Bussalai si impegnò per l’autonomia e l’indipendenza della Sardegna, perché si diceva convinta che proprio l’indipendenza fosse il primo dei diritti di un popolo. La sua esistenza fu breve e segnata dalla malattia: nacque a Orani nel 1904 e morì prematuramente nel febbraio del 1947, pochi mesi prima che l’Assemblea Costituente approvasse l’articolo 116 della Costituzione che comprendeva la Sardegna tra le Regioni a Statuto Speciale.
Marianna Bussalai è uno dei punti di riferimento per le donne sardiste. Ecco perché la scelta di intitolarle la nuova sezione sassarese è quanto mai significativa. «Siamo convinte e convinti che con le donne, partendo dalla nostra specificità, potremo affermare meglio i nostri ideali sardisti», ha detto Carla Puligheddu, del direttivo della sezione, introducendo la presentazione. Sono intervenute le dirigenti della sezione, dalla segretaria Caterina Orecchioni, che ha ripercorso la vita di Marianna Bussalai, a Silvia Schiavini, che si è soffermata sul paese di Orani; e poi le altre componenti del direttivo, Francesca Piras, Eleonora Mulas e Luisa Piras, che hanno citato diversi brani e riflessioni della Bussalai. Hanno portato il loro saluto militanti e dirigenti di tutta la Sardegna. Tra queste Rosanna Ladu, che ha proposto la ricostituzione dell’Associazione donne sardiste, promossa nel 1949 da Margherita Bellieni.

Alla presentazione della sezione ha partecipato il capogruppo del PSd’Az in Consiglio regionale Christian Solinas. «In Marianna Bussalai rivivevano i principi della “Sarda Rivoluzione” di Angioy, tra l’altro suo antenato, in continuità quindi con il pensiero autonomista», ha detto Solinas. «Le donne devono partecipare di più alla vita del nostro partito. Tornati a casa non dobbiamo disperdere il seme di questo incontro, facciamo che germogli e che in ogni territorio ci siano donne che possano impegnarsi in politica. Questo tra l’altro oggi che viviamo un momento di profondo smarrimento: sfido chiunque a dirmi se ha ben chiaro quale sia la rotta verso cui si sta dirigendo questa regione. Non si vede un progetto di sviluppo complessivo».
«Sono dell’opinione che la crisi vada affrontata dalla testa, dagli strumenti più in alto, non dalla coda. Dobbiamo andare a riscrivere la Statuto: negli anni, noi sardisti abbiamo presentato un ddl sull’assemblea costituente ma anche una bozza. Le donne devono partecipare a questo processo. E non è un esercizio di vanagloria retorica», ha concluso Solinas.
Un saluto è stato infine rivolto al popolo catalano chiamato domenica ad esprimersi sull’indipendenza da Madrid (e in sala le bandiere catalane richiamavano il legame ideale con le istanze della Sardegna).







