No alla politica del “law & order”
La riflessione della consigliera comunale sassarese Lalla Careddu (Ora Sì). «Abbiamo trascurato le politiche giovanili in Italia e nella nostra regione. È ora di cambiare passo». Quei “violenti” sono i nostri figli
Sono consapevole che alcune aggressioni ad opera di minorenni e giovani in città possano destare scalpore e preoccupazione, e non intendo certamente sottovalutare la preoccupazione di molti cittadini. Sento spesso parlare di giovani come se fossero alieni atterrati sulla nostra città, entità strane e a noi sconosciute. Quei ragazzi sono i nostri figli, i nostri cugini e i nostri nipoti. Non sono mostri, non sono killer in libertà.
Abbiamo, a tutti i livelli, trascurato le politiche giovanili in Italia e nella nostra regione, non abbiamo ascoltato gli insegnanti, non abbiamo costruito con la scuola e con le famiglie quel rapporto stretto e propositivo che ci possa condurre a creare per certe fasce di età una città accogliente ed inclusiva. È ora di cambiare passo, e stiamo già cominciando a lavorarci.
E ben vengano i comitati di cittadini che elaborano proposte, ben vengano i flash mob, ben vengano i ponti costruiti fra tutte le componenti che si occupano di giovani, mettendo in rete tutte queste esperienze: per questo io mi metto a totale servizio, e sicuramente tutta la Giunta e il Consiglio comunale. È un momento favorevole in cui la massiccia presenza femminile negli Assessorati e nel Consiglio può creare sinergie che riescano a vedere i problemi sotto un altro punto di vista.
Ma dico un no deciso alle ronde, alla politica del “law & order”, ai cittadini sceriffi, al paternalismo esacerbato: ovunque hanno fallito. L’assunzione di responsabilità dei ragazzi deve essere preceduta dalla nostra presa in carico delle nostre responsabilità, come genitori, come insegnanti, come amministratori.
Il percorso per la cittadinanza attiva è lungo, faticoso, a volte frustrante: ma lo dobbiamo percorrere tutte e tutti.
Lalla Careddu
consigliera comunale Ora Sì








