Fatal Verona per la Dinamo
I sassaresi perdono per 87-74 contro la Tezenis, interrompendo così la strisca di sette successi consecutivi
Trappola fatale quella di Verona per la Dinamo che, dopo sette successi consecutivi deve arrendersi ad una Tezenis brava a mettere in campo maggior aggressività e voglia di vincere. Il Banco ha tenuto il pallino per tre quarti per poi cedere negli ultimi dieci minuti alla grande intensità e fisicità dei padroni di casa che nel computo generale hanno meritato i due punti. I sassaresi sono apparsi un po’ stanchi e appannati rispetto alle ultime uscite e ora avranno tre gare importanti per assicurarsi i play off, ad incominciare dalla prossima in casa con Treviso, da vincere assolutamente prima di andare a Brindisi e di tornare al PalaSerradimigni per affrontare Trieste. In chiusura la trasferta di Bologna, la gara casalinga con Reggio e l’ultima a Milano.
La Dinamo ancora una volta deve rinunciare a Jones, non ce la fa neanche Kruslin, mentre rientra Robinson ed è a disposizione anche Treier, non al meglio a causa di un attacco febbrile che lo ha colpito nei giorni scorsi. Buona partenza del Banco con Dowe, Bendzius e Raspino (4-11) dopo 4 minuti. La partita entra in una fase frenetica e confusa con molti errori da ambo le parti. Sassari sbaglia un paio di tiri aperti e i padroni di casa limano qualcosa (11-14) ma nel finale del quarto le giocate di Dowe, Bendzius e Robinson producono un parziale importante che porta la Dinamo a chiudere il primo quarto sopra di ben 11 punti sul 14-25.
Due triple consecutive di Bortolani e Anderson riavvicinano Verona e costringono Bucchi a chiamare il suo primo time out (20-25). Ancora Bortolani porta la Scaligera sul -2 (25-27) con Verona in netta ripresa e i sassaresi un po’ incartati e poco efficaci in difesa. Johnson azzecca una giocata a metà fra talento e fortuna e porta i gialloblu ad una sola lunghezza (27-28). Bucchi getta nella mischia Chessa, Devecchi e Stephens. Proprio Chessa entra e spara da tre, ma Anderson, su di giri e aggressivo risponde immediatamente. Bendzius fa scorrere il tassametro dalla lunetta (32-35) , Ancora Anderson da fuori impatta (35-35), ma Stephens ne mette quattro di seguito da sotto e il Banco riallunga leggermente (35-39). Intanto si fa male Smith che deve lasciare il parquet. Sotto le plance la Dinamo soffre la vivacità di Johnson, mentre Stephens fa 0/2 dalla linea della carità, ma nel susseguente possesso Verona perde palla e Robinson la punisce da due (36-41). Anderson forza un paio di conclusioni cercando il fallo che gli arbitri non gli concedono, coach Ramagli protesta costantemente con le giacchette grigie alla ricerca di qualche fischio a favore. La posta in palio per i veneti è molto alta e ogni arma è “lecita” anche quella della pressione da mettere agli arbitri che non ci cascano a danno un tecnico all’allenatore. La bomba di Massimo Chessa quasi a fil di sirena, manda negli spogliatoi la Dinamo in vantaggio di 4 punti sul 40-44. Il secondo periodo va comunque appannaggio dei padroni di casa che recuperano ben 7 degli 11 punti di gap accumulati dopo i primi dieci minuti.
Il terzo quarto inizia e va avanti all’insegna del botta e risposta, con la Dinamo che tiene una manciata di punti di vantaggio. Dowe è l’uomo più caldo ma non c’è l’allungo è invece Verona che si esalta con Simon e Casarin e si rimette in linea (55-56) a 2.44. Ma la Dinamo è solida e non trema nonostante l’esaltazione dei padroni di casa e del loro pubblico e Diop dalla lunetta firma il nuovo +6 sul 55-61. Il quarto termina con un’ingenuità di Bendzius che manda in lunetta con tre tiri liberi Bortolani per il 60-63 che chiude il terzo periodo. In qualche maniera sarà questo l’episodio che invertirà l’inerzia della partita.
Anderson dopo 3 minuti firma il sorpasso che chiude la rimonta veronese (64-63). La partita è tostissima, la Tezenis ce la mette tutta per portarsi a casa una vittoria dall’importanza capitale in chiave salvezza e mette in campo grandissima aggressività e fisicità. Il Banco perde lucidità e pasticcia, regalando un paio di possessi agli avversari che non capitalizzano. Bortolani è l’uomo più caldo dei suoi e dall’arco firma il +2 Verona, che diventa 68-65 con il libero di Pini a 5.27 dalla sirena. La Dinamo non ha la solita verve e manca anche un po’ di fiducia, probabilmente per qualche tiro aperto sbagliato. Il parziale della Tezenis è di 8-2, il momento è decisivo e bisogna arrestare l’emorragia. Bucchi lo sa e chiama un minuto di sospensione (69-65). Diop ne mette due da sotto e prende anche il fallo, capitalizzato dalla lunetta (69-68 a 4.28). Potrebbe essere la scintilla che serve, ma Anderson da tre tiene a distanza i biancoblù e Johnson con la schiacciata più fallo allunga. La Dinamo non riesce a invertire l’inerzia, Verona è più cattiva e va a +7 (77-70). Il Banco è scoraggiato, la Tezenis morde, vola e vede il traguardo (82-70). Finisce sul velluto per i padroni di casa che vincono 87-74.
Scaligera Verona – Dinamo Banco di Sardegna 87-74
Parziali quarti: 14-25 / 40-44 / 60-63 / 87-74
Scaligera: Cappelletti 10, Simon 12, Davis 10, Anderson 16, Smith 4, Casarin 9, Johnson 11, Bortolani 14, Rosselli, Pini 1, Udom, Sanders. All. Ramagli
Dinamo: Chessa 5, Pisano, Treier, Bendzius 9, Robinson 11, Dowe 18, Stephens 6, Diop 13, Raspino 5, Gentile 4, Gandini All. Bucchi
Aldo Gallizzi








