L’Alleanza Verdi e Sinistra presenta i candidati
La lista è una delle quattro della coalizione di centrosinistra. Zedda: «Bisogna combattere collegio per collegio, voto per voto»
Sassari. L’Alleanza Verdi e Sinistra, una delle quattro liste del centrosinistra (che comprende anche Pd, +Europa e Impegno Civico), ha presentato lunedì mattina all’Hotel Grazia Deledda, una delle “case” degli eventi politici in città”, i candidati alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. L’Alleanza comprende Sinistra Italiana, Europa Verde e Possibile, a cui in Sardegna si aggiunge il Partito Progressista, presente in Consiglio regionale nel gruppo dei “Progressisti”. Insieme ai candidati sono infatti intervenuti Massimo Zedda, presidente del Partito Progressista e consigliere regionale, nel 2019 candidato presidente della Regione per tutti il centrosinistra, e Gianfranco Satta, consigliere regionale.

I candidati nel plurinominale per la Camera (collegio regionale) sono Francesca Ghirra, Alessandro Mario Giuseppe Marcellino, Giulia Andreozzi e Roberto Uzzau; nel plurinominale per il Senato (collegio regionale) Giovannico (detto Gianni) Manca, Laura Maria Grazia (detta Lalla) Careddu e Renzo Venturoli. Francesco Muscau, coordinatore regionale dei Verdi, è candidato alla Camera dei Deputati per la circoscrizione europea. I candidati nei collegi uninominali sono invece i nomi che rappresentano tutta la coalizione del centrosinistra, Carla Bassu (Camera) per tutto il nord Sardegna e Gavino Manca (Senato) per Sassari, Gallura, Nuoro e Oristano.
Come percepito la settimana scorsa alla presentazione dei candidati del Pd, anche l’Alleanza Verdi e Sinistra è consapevole che il risultato delle elezioni del 25 settembre, almeno in base ai sondaggi, appare segnato. Tanto che è lo stesso Massimo Zedda a proiettarsi al dopo voto. «Se dovessimo accorgerci che quelle divisioni, al contrario, non ci fossero state e il fronte progressista (quindi anche con il M5s, ndr) avrebbe potuto prevalere, come minimo tutto questo meritebbe un approfondimento», dice. A livello nazionale Fratoianni e Bonelli erano favorevoli almeno a un dialogo con il movimento guidato da Giuseppe Conte, proprio per costruire una coalizione realmente in grado di battere il centrodestra. Dialogo che però non c’è stato. Si inizia ora a guardare anche al dopo elezioni politiche. In Sardegna la scadenza successiva riguarderà la Regione, che andrà a elezioni nel 2024. «Che facciamo, dobbiamo logorarci tra noi e non trovare punti programmatici in vista delle scadenze successive e quindi consegnarci completamente a una vittoria della destra? – dice ancora Zedda –. Quello di Draghi era un governo con la Lega, anche se loro lo definiscono abilmente un governo di centrosinistra. Se la destra prende il Governo e tiene la Regione temo che tutto questo determinerà un corto circuito sul piano politico, perché mostra la pochezza della destra, tanto è vero che adesso devono candidare Pera in Sardegna». La partita del 25 settembre non è però totalmente chiusa. «Bisogna combattere collegio per collegio, voto per voto, per un’idea di sviluppo diverso. Bisogna raggiungere le persone una per una. Da decenni non sentivamo parlare di conflitto nucleare. L’argomento non può essere banalizzato affermando “prima l’Italia, prima Sassari, prima Cagliari, prima gli abitanti di Seulo». I candidati dell’Alleanza Verdi e Sinistra sono all’altezza della sfida. «È una squadra di qualità, dove al percorso politico si affianca per ognuno dei candidati una vita professionale e umana con cui hanno ottenuto la stima dei territori in cui operano. Ogni voto dato a noi è un chiaro messaggio all’operato della giunta regionale. Abbiamo la responsabilità di applicare strategie di sviluppo realmente di sinistra. Solo così potremo convincere anche l’elettorato deluso a tornare al voto»
Prima delle conclusioni di Zedda sono intervenuti i candidati presenti all’incontro, introdotti da Gianfranco Satta: «Sentiamo parlare spesso, a volte a sproposito, di sostenibilità. Per noi il concetto di sostenibilità va applicato a tutti gli ambiti del vivere, dall’economia, alle trasformazioni del territorio, all’occupazione. Con noi questo progetto si può concretizzare».
«Sostituiamo allora la parola sostenibilità con giustizia – ha detto la candidata al Senato Lalla Careddu, consigliera comunale a Sassari dal 2014 al 2019 –. manca quella sociale, quella economica; è totalmente assente per i nostri ragazzi. Ripartiamo da qui: nei Paesi dove c’è giustizia c’è una economia forte perché tutti si avvantaggiano delle risorse di tutti». È la scuola il tema principale del ragionamento di Roberto Uzzau, avvocato sassarese: «Insegnare ai ragazzi il senso civico è una delle cose più importanti. A scuola si deve apprende il senso dello Stato, contro gli egoismi. Iniziamo a dire noi».
Francesca Ghirra, capolista alla Camera, già candidata sindaca di Cagliari per il centrosinistra nel 2019, è diretta: «Siamo una squadra pronta a fronteggiare la peggiore destra avuta in Italia dal secondo dopoguerra. Dobbiamo tutelare i diritti che sono messi a rischio ogni giorno. Ci caratterizziamo come una forza che vuole portare una ventata di sinistra, partendo dal diritto al lavoro». Gianni Manca, capolista al Senato, agronomo nuorese, parla invece di sanità. Nel capoluogo barbaricino è infatti emergenza: «Sostenibile è qualsiasi azione che non lasci impronte sul territorio. Sento urla di dolore provenire dai nostri paesi per la gestione, per esempio della sanità. A Nuoro mancano i medici. Vogliono chiudere Sorgono, depotenziano Macomer e Siniscola. Non possiamo poi pensare a una scuola nella quale siano utilizzati parametri di dimensionamento come quelli per Milano. Vedo allora tanta rabbia ma anche tantissima energia e speranza».
Alla presentazione sono intervenuti per un saluto i candidati all’uninominale Carla Bassu e Gavino Manca. (Lu.Fo.)









