Al carcere di Bancali riprende a “ballare” il candeliere di San Sebastiano

Dopo due anni di stop forzato per la pandemia il cero votivo ha riportato lo spirito della Faradda nel penitenziario sassarese

Sassari. Dopo due anni di stop forzato per la pandemia da coronavirus, questa mattina il candeliere di San Sebastiano è ritornato a “ballare” nel carcere di Bancali. E per la seconda volta (la prima era stata nel 2019) l’iniziativa, organizzata dalla direzione dell’istituto, si è svolta nel cortile interno del penitenziario. Una terza volta invece per il nuovo candeliere, con i portatori, ospiti della casa di reclusione. Presenti all’evento la direttrice della struttura carceraria Patrizia Incollu e don Gaetano Galia, cappellano del carcere. Hanno partecipato le autorità civili, militari e religiose, tra le quali la prefetta Paola Dessì, l’arcivescovo Gian Franco Saba, il deputato Mario Perantoni e il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, oltre al sindaco Nanni Campus, che anche quest’anno ha consegnato una targa celebrativa. Un evento contrassegnato però da un velo di malinconia, per la recente tragica morte in carcere di un detenuto.

Al termine i portatori del candeliere hanno eseguito un inchino alla statuetta della Madonna esposta nel cortile, alla presenza del padre guardiano di Santa Maria di Betlem Salvatore Sanna.

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