Zes, opportunità e prospettive di sviluppo

Convegno a Sassari organizzato dal Consorzio Industriale insieme ad Ordine dei Commercialisti e Camera di Commercio

Sassari. Le Zone Economiche Speciali, che dopo un lungo percorso hanno visto la luce anche in Sardegna, e la loro capacità di rilanciare l’economia isolana sono state al centro del convegno organizzato lunedì scorso alla Camera di Commercio di Sassari dal Consorzio Industriale Provinciale, dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dello stesso Ente Camerale. 

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Nanni Campus, dei primi cittadini di Alghero e Porto Torres, Mario Conoci e Massimo Mulas, e dell’amministratore straordinario della Provincia Pietrino Fois, i lavori, moderati dal giornalista Marco Ledda, si sono aperti con l’intervento di Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio. «Il nostro territorio – ha detto Visconti – risulta fra i primi tre in Italia come tasso di crescita del numero delle imprese, un grande segnale in tempi così duri. La Camera di Commercio lavora molto in questo periodo soprattutto sulla digitalizzazione delle nostre aziende, perché solo il 10 per cento di esse fa parte della fascia alta in questo settore, mentre il 63 per cento è sotto il livello della sufficienza».

Valerio Scanu, presidente del Consorzio Industriale Provinciale, è entrato nel dettaglio dell’argomento all’ordine del giorno. «Gli elementi fondamentali delle Zes – ha messo in evidenza Scanu – sono la collocazione geografica e la presenza di un porto con ampi spazi a disposizione e quello di Porto Torres è la nostra porta sul Mediterraneo, che puntiamo a rilanciare riqualificandone le aree. La Zes di Sassari, Alghero e Porto Torres ha potenzialità straordinarie, ce lo dicono proprio gli imprenditori e ora dobbiamo farla conoscere anche all’esterno».

Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sardegna, ha aggiunto che «su queste nuove zone ci sono molte aspettative. Si reggeranno soprattutto su due gambe, il credito fiscale, e la semplificazione amministrative ed autorizzativa. Quest’ultima decisiva dato che in Sardegna un semplice permesso a costruire richiede 189 giorni di attesa, il doppio dei 94 che rappresentano la media europea».

Secondo Marco Scanu, presidente dell’ordine dei Commercialisti, «questa Zes è un bel regalo di Natale, che arriva in un momento particolarmente problematico, che offre un credito di imposta notevolmente potenziato grazie alla possibilità di acquisto di immobili strumentali, terreni e spese di ricostruzione e riqualificazione. Sulla carta dovrebbe scadere al 31 dicembre di quest’anno, ma si parla sempre più di una proroga, nella quale si potrebbero inserire anche aziende di categoria al momento escluse come quelle dell’industria siderurgica, della cantieristica navale e della distribuzione di energia».

A seguire Omar Chessa, ordinario di Diritto Costituzionale al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, che si è soffermato sulle possibilità che i benefici portati dalle Zes potranno in futuro essere cumulati con quelli delle zone franche (attualmente ne esiste solo una a Sardegna, a Portovesme) anche se questo comporterebbe delle difficoltà tecniche tutte da affrontare. «Per esempio, le minori entrate fiscali causate dalle imprese che operano nella Zes graverebbero sul bilancio della Regione, per effetto del pareggio effettivo di bilancio». Un altro accademico, Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto Comparato all’Università di Cagliari, ha voluto segnalare in particolare le criticità delle Zes: «Dopo cinque anni rimangono ancora sul tavolo dei problemi complessi. In pratica è ancora un cantiere sul quale bisogna lavorare tutti i giorni, perché in Italia i vari ministeri coinvolti a vario titolo non dialogano fra loro, e fra il nostro Paese e la Ue è un dialogo fra sordomuti».

Ultimo intervento quello del commissario straordinario Zes Sardegna Aldo Cadau, che ha illustrato il sistema sardo e in particolare l’area del nord ovest della Sardegna, che si estende su un totale di 500 ettari, 307 nell’area industriale di Porto Torres, 115 a Sassari a Truncu reale e 78 ad Alghero nella zona San Marco. «Al centro di tutto questo ci sono le imprese – ha dichiarato –. Sono in carica solo da due mesi ma da tempo dialogo con gli altri soggetti che ne fanno parte, dobbiamo lavorare sulla capacità di attrazione di nuove aziende, e la nostra disponibilità di spazi è ben superiore a quella di molte altre Regioni, e sulla loro internazionalizzazione. A breve poi le Zes diventeranno soggetti attuatori nell’utilizzo di risorse europee, ed in quest’ambito penso ad esempio alla vendita alle attività di energia a prezzi calmierati. Intanto oggi stesso presenteremo progetti studiati nelle aree di tutta l’Isola per un totale di 82 milioni di euro».

Grandi opportunità quindi, che hanno raccolto l’assenso anche del Tavolo Istituzioni e Parti Sociali per bocca del coordinatore Pierluigi Ledda, della vicepresidente di Confapi Sardegna Valeria Fadda, del direttore generale del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese e della presidente regionale di Confartigianato Imprese Maria Amelia Lai. Pur assenti per concomitanti impegni istituzionali infine non hanno voluto far mancare il loro plauso all’iniziativa per iscritto anche la viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde e il presidente del Consiglio Regionale Michele Pais.

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