Vicesindaco di Sassari, tutto tace

Durissimo intervento del coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi sulla nomina che non arriva. «E i due assessori che mancano? Troppe deleghe al sindaco»

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Da sinistra, Michele Solinas e Michele Saba

Sassari. «Sono passati ormai quasi due mesi dalle dimissioni di Gianni Carbini dalla carica di vicesindaco, e tutto tace», attacca il coordinatore cittadino Michele Saba. «Il vicesindaco è un ruolo molto importante della Giunta. Tant’è che il legislatore comunale ha dedicato un articolo, il 37 dello Statuto, proprio alla sua figura». Tale articolo dice che “il sindaco nomina vicesindaco un assessore per sostituirlo in caso di assenza o impedimento in tutte le sue funzioni a lui attribuite dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti. Il punto due, aggiunge che “in caso di contemporanea assenza di sindaco e vicesindaco le funzioni vengono esercitate dall’assessore più anziano”. A tal riguardo – aggiunge Saba tra il serio e il faceto – toglierebbe ogni dubbio la nomina ad assessore di Tonino Falchi, per evitare indelicati conteggi sull’età, visto la presenza di signore in Giunta».

«La città è anche da tempo senza due assessori di vitale importanza. Il sindaco attualmente ha una concentrazione di deleghe francamente eccessiva: pianificazione territoriale, attività produttive ed edilizia privata, politiche educative, giovanili e sport. Era questo che volevano parte del Pd e dei monogruppo? Non era stata richiesta più collegialità? Il risultato è un abnorme concentrazione di deleghe nelle mani del sindaco. E quest’ultimo non ci sembra Pico della Mirandola, per potersi occupare di tutto. Attendiamo al più presto delle doverose risposte istituzionali. La città non può essere governata con queste piccole logiche di calcoli e tatticismi», aggiunge il coordinatore di collegio Michele Solinas.

«Prendiamo atto – concludono all’unisono Solinas e Saba – della rilevante affermazione di consenso dell’ex assessore Gianni Carbini, ottenuta recentemente alle primarie del pd. Insomma, “Stanno tutti bene”, come quel famoso film di Mastroianni. Molto peggio sta la città, sempre più abbandonata a se stessa».

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