Un atlante dei sistemi difensivi della Sardegna
Sabato pomeriggio sarà presentato anche a Sassari, nella sede della Fondazione Banco di Sardegna, il libro realizzato dalla Sezione Sardegna dell’Istituto Italiano dei Castelli
Sassari. Nell’ambito delle iniziative “I Pomeriggi della Fondazione” verrà presentato anche a Sassari nella sede della Fondazione Banco di Sardegna, sabato alle 16,30, il volume dal titolo “verso un Atlante dei Sistemi Difensivi della Sardegna”, realizzato dalla Sezione Sardegna dell’Istituto Italiano del Castelli con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari e il contributo della Fondazione Banco di Sardegna.
Di seguito si riporta una nota dei curatori dell’opera, Donatella Rita Fiorino e Michele Pintus. “verso un Atlante dei Sistemi Difensivi della Sardegna” vuole proporre una rilettura dell’ampio patrimonio fortificato e militare della Sardegna non più attraverso i soli canali tematico-cronologici della storiografia tradizionale, ma come la riscoperta del paesaggio densamente stratificato dell’Isola. Per questo motivo, la prima cosa, è stata quella di non parlare di Castelli, ma di sistemi difensivi sul territorio, dal presidio medievale (ma anche con richiami alle preesistenze che in tali siti sistematicamente si registrano), fino alle linee difensive del Novecento e i nuovi fronti quali i beni militari, le basi missilistiche e i poligoni di tiro, etc.
Il volume raccoglie metodologie di indagine ed esperienze di ricerca aggiornate, anche non concluse, che delineano il futuro degli studi in questo ambito. Sullo sfondo, è la scelta dell’Atlante, ovvero di uno strumento che sia fortemente legato ai luoghi. L’incipit “verso un” vuole indicare che si tratta di ricerche non concluse ed esaustive, ma propedeutiche alla stesura dell’Atlante vero e proprio che sarà quello Nazionale, in programma con l’Istituto, per il quale questo lavoro rappresenta una sperimentazione pilota per altre regioni.
Ci auguriamo che questo volume possa rappresentare un veicolo di diffusione per la conoscenza del patrimonio fortificato, una opportunità di sensibilizzazione alla conservazione dei manufatti e del loro paesaggio di pertinenza, oltre che uno strumento di condivisione degli studi e di approfondimento tematico delle ricerche specialistiche. Per questo speriamo che ogni lettore usi e condivida questo lavoro con altri e si senta chiamato personalmente a contribuire alla divulgazione e all’accrescimento di questi contenuti, ciascuno secondo le proprie competenze e possibilità.







