Un anno senza Leonardo Sole
Docente universitario (ha insegnato Linguistica Generale all’Università di Sassari), critico teatrale, drammaturgo, poeta, ha lasciato un segno indelebile nella cultura cittadina e sarda

Sassari. È passato un anno dalla morte del professor Leonardo Sole, docente universitario (ha insegnato Linguistica Generale all’Università di Sassari), critico teatrale, drammaturgo, poeta. Nato a Sassari nel 1934, ha studiato per moltissimi anni, anche con ricerche sul campo e meticolose analisi linguistiche e semiotiche, i modi tipicamente sardi di comunicare, le matrici culturali e linguistiche della cultura sarda, le tradizioni e i miti, visti in funzione di nuove forme di comunicazione teatrale. È stato per molti anni, fin dalla sua fondazione, membro del “Bureau européen pour les langues moins répandues” (che ha sede a Bruxelles e a Dublino) e presidente del Confemili (Comitato nazionale federativo minoranze linguistiche d’Italia). Specialista dei problemi linguistici delle minoranze, ha prodotto numerosi studi sull’argomento. Come specialista dell’analisi del testo e semiologo ha scritto molto sul teatro (oltre le migliaia di articoli pubblicati sulla Nuova Sardegna in qualità di critico teatrale ufficiale per circa quarant’anni) e dedicato numerosi saggi ai rapporti tra oralità e scrittura, al linguaggio iconico negli scrittori sardi, alla semiotica del teatro e della danza sarda, ai gerghi sardi, ai modeli semiotici della cultura sarda, ai poeti in lingua sarda. Ha analizzato sotto questo aspetto, rivolto cioè alla individuazione delle matrici semiotiche e antropologiche, ai modelli linguistici di base e alle modalità di scrittura, tutti i maggiori scrittori sardi, dalla Deledda a Salvatore Satta, sino agli autori più recenti.
Ha svolto numerose ricerche interdisciplinari sul campo, soprattutto in Barbagia, in collaborazione con la Discoteca di Stato, con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico e con altri illustri studiosi (coi musicologi Diego Carpitella e Pietro Sassu ha pubblicato tre dischi (ora disponibili anche in CD) di “Musica sarda. Canti e danze tradizionali”, accompagnati da un saggio di analisi semiotiche, presso la Albatros, Vedette-Records, Milano, 1973. Si tratta di un’opera ancora oggi ritenuta fondamentale.
Tra le opere teatrali, si possono citare: “Pedru Zara” (1978); “Funtanaruja” (1979), da “Fuenteovejuna” di Lope de Vega, in collaborazione con Marco Parodi; “Il pianto della Madonna” (1979); “Occi mei occi toi” (1984); “Parauri” (1986); “L’incendio nell’oliveto” (1986); “Leonardo Alagon” (1988), un racconto sceneggiato in dieci puntate, andato in onda su Rai Sardegna nel 1988 e nel 1992; il mito drammatico “La casa del bosco” (1988); “Nur” ( versione in italiano – 1990); “La panchina” (1992); “Compari” (1993); “Il grido dell’erba” (1993); “La casa nuova” (1994); “La valigia” (1995); “Giogli meu” (1995); “La faradda di li macchi” (1996), libera traduzione e adattamento dal “Pozzo dei pazzi” di Franco Scaldati; “Itaca, Itaca” (1997), in collaborazione con Jacques Thiers e Franco Scaldati; “Andendi a Balai” (1997); “Mascaras” (1997); “Il Ciclope” (1998), in collaborazione con Jacques Thiers; “Nur” (versione in logudorese – 1998). Tra le ultime opere si segnalano “Lu viziu di Masthr’Antoni”, “Processo all’Autore”, “Alghe”, “Senz’ali” e “Sa vitta e sa morte et passione de Sanctu Gavinu Protu et Januariu”(riduzione ed adattamento teatrale del testo scritto nel Quattrocento da Antonio Cano).
L’altra grande passione di Leonardo Sole è stata la poesia. Diversi suoi testi poetici sono stati inseriti in numerose antologie e riviste, anche internazionali. Oltre a “Tra le pieghe della luce”, Lisena Edizioni, che verrà presentata nella serata-evento del 22 novembre, sono state pubblicate altre due raccolte di poesie: “Katabasis”, Boetti & C., 1994 e “Licheni rossi”, Boetti & C., 1995.
Lo scorso 22 novembre Leonardo Sole è stato ricordato al Teatro Civico con un recital-evento di poesie e musica tratto da “Tra le pieghe della luce”, la sua ultima raccolta di poesie.






