Torres, fra punti persi e salto di qualità ancora da fare
L’ennesima occasione sprecata dai rossoblù da l’impressione di essere frutto di una mentalità che non è ancora quella giusta. Giocare a nascondino non sta pagando
Quando gli episodi decidono ancora una volta una partita, due son le cose; o si è particolarmente sfortunati oppure ci si sta mettendo del proprio per cercarseli. A voler fare un’analisi onesta, senza mettere la testa sotto la sabbia, la sfortuna può si incidere, ma non più del 20 o 30%. Il resto sembra proprio essere una carenza, si spera momentanea di questa Torres, ovvero una mentalità che non è quella di una grande squadra. In primis lasciano onestamente perplessi le dichiarazioni di Alfonso Greco, che se da una parte sono dettate dalla volontà di non caricare di troppe responsabilità la squadra e se stesso, dall’altra stonano con quelle che sono le reali ambizioni della piazza. Perchè se è vero che la società non ha mai dichiarato apertamente le proprie ambizioni, non significa che non ci siano e sinceramente certe frasi pronunciate ad ogni conferenza stampa, iniziano a suonare come un disco rotto.
Campionato competitivo, si può vincere e perdere con chiunque, non si può pensare di vincere sempre 3-0 eccetera, eccetera. Tutto vero, verissimo, ma per fare il salto di qualità anche dal punto di vista mentale occorre anche prendersi e assumersi più responsabilità a costo di sembrare talvolta presuntuosi. Sembrare attenzione, non esserlo, mettendo in campo maggior convinzione, determinazione e ardore agonistico, cose che non sempre accompagnano le prestazioni dei rossoblù.
Poi si può discutere sul rendimento dei singoli, sul fatto che rispetto all’anno scorso manchi come il pane un giocatore come Ruocco, perchè Varela, al di la delle sue qualità atletiche e della corsa, non è esattamente un fulmine di guerra dal punto di vista tecnico e se non ha a disposizione praterie, risulta sostanzialmente nullo. Ma quello dell’attaccante portoghese è solo un esempio. Al di la di tutto, se l’anno scorso c’era una squadra nettamente più forte come il Cesena, quest’anno non è così e la sensazione è che davvero lo step vada fatto dal punto di vista mentale e che in primis sia proprio l’allenatore a dover cambiare atteggiamento, perchè a Sassari ormai non ci si vuole e non ci si può più nascondere, poi vada come vada e se ci sarà qualcuno che dimostrerà di essere più forte ci si metterà tutti l’animo in pace, lo si applaudirà e gli si faranno i complimenti.
Aldo Gallizzi








