Torres, festeggiare e ripartire
Qualche giorno per gustarsi l’obiettivo raggiunto, per poi iniziare a gettare le basi per programmare la prossima stagione nella quale si punterà a fare uno step in avanti

Il cerchio si è chiuso, il risultato alla fine è stato raggiunto e passata la sbornia per i giusti festeggiamenti e il doveroso stacco mentale necessario per ossigenarsi e rigenerarsi, ci si dovrà sedere per programmare il futuro. Un futuro che sarà costruito partendo dalla fondamentale esperienza accumulata in questa “prima stagione di professionismo” dopo tanti anni passati a vivacchiare fra campi di provincia e improbabili derby con squadre dell’hinterland con le quali, con tutto il rispetto, una società con la storia della Torres non ha niente a che fare.
Un anno agonistico, quello appena concluso, in cui si è pagata l’assenza di programmazione considerate le vicende legate al ripescaggio, che come tutti sanno, ha di fatto costretto la società e il direttore sportivo Colombino a fare la squadra all’ultimissimo momento, cercando di mantenere l’intelaiatura della promozione e inserendo qualche elemento ancora libero, in cerca di rilancio. Gli errori in buona fede ci sono stati, alcuni giocatori non si sono rivelati all’altezza delle aspettative, altri non hanno neanche visto il campo per un minuto, altri ancora hanno avuto difficoltà generali di inserimento. Senza dimenticare gli infortuni che si sono susseguiti a tamburo battente. Anche quest’ultimo però è un aspetto dal quale trarre indicazioni e fare valutazioni, a parte gli infortuni traumatici sui quali c’è poco da prevenire infatti, su tutto il resto si può sempre discutere e certamente lo staff societario saprà analizzare a fondo anche questi aspetti.
Ripartire dall’esperienza accumulata quest’anno dicevamo, bisognerà poi capire da chi si deciderà di ripartire dal punto di vista tecnico. Ad iniziare dal timoniere a cui affidare la barca rossoblù, per poi di concerto lavorare alla costruzione della rosa. Una cosa è certa, Alfonso Greco non sarà un fautore del tiki taka e del calcio champagne (ma onestamente quest’anno squadre spettacolari se ne son viste poche), ma di sicuro è uno che bada al sodo e in serie C, ancor più che in altre categorie, bisogna partire da questo concetto e col suo ritorno dopo l’esonero, il buon Greco lo ha ampiamente dimostrato, in silenzio e senza fuochi d’artificio. C’è poi da fare una considerazione, fu esonerato perchè “si pensava” che la squadra potesse fare di più, chi lo ha sostituito ha dimostrato che si poteva fare anche meno. Probabilmente la verità vera è che, da questa squadra molto di più non si potesse pretendere, perchè alla fine se certi episodi si manifestano per tutto l’anno, c’è poco da recriminare, significa che ci sono dei limiti tecnici e mentali dei giocatori, bisogna accorgersene e fare di necessità virtù, al di là dei “murrugni” della piazza. Greco probabilmente questo lo aveva capito e certi atteggiamenti conservativi in passato, non erano casuali, ma una presa di coscienza. Questo non significa che il tecnico romano debba essere riconfermato a mani basse senza fare valutazioni a più ampio spettro, ma gli va resa giustizia, facendo mea culpa per le critiche che gli sono state mosse da tutte le direzioni qualche mese fa. Se poi la società deciderà di fare altre scelte, ci si stringerà la mano e ognuno proseguirà per la sua strada.
Parlando della rosa, è chiaro che, sentimentalismi a parte, ci sarà da fare una mezza rivoluzione. Dal punto di vista tecnico ci sono certamente alcuni giocatori dai quali, se ci fossero condizioni e reciproche volontà, si potrebbe ripartire. I vari, Dametto, Antonelli, Urso, Diakitè, Ruocco più i sassaresi attualmente in rosa, Scotto, Garau, Masala, rappresenterebbero di sicuro una buona base insieme forse ad un altro paio che quest’anno non hanno sfigurato. E’ però chiaro che, per fare uno step e quindi un minimo di salto di qualità, saranno necessari innesti di categoria a partire da un portiere titolare, due esterni bassi, altrettanti centrocampisti e altrettanti giocatori offensivi che possano garantire un certo numero di reti. Ancora è comunque molto presto per entrare nel dettaglio e le grandi manovre inizieranno nelle prossime settimane, partendo proprio dalle conferme.
Aldo Gallizzi








