Torres, se ne hai le capacità devi cambiare marcia
I rossoblù vincono troppo poco in un campionato che non fa sconti, dove i pareggi muovono troppo poco la classifica e le sconfitte fanno precipitare

Con i pareggi si fanno passettini talvolta impercettibili e la classifica sostanzialmente cambia poco, con una vittoria si “rischia” di guadagnare due o tre posizioni in un colpo solo, viceversa con una sconfitta, specie se si viene da un mese di pareggi, avviene l’esatto contrario e moralmente può essere più pesante in negativo, rispetto quanto una serie di pareggi possono esserlo in positivo. La sostanza è che mancano le vittorie, quelle vittorie (di sicuro almeno due) che sono state letteralmente buttate via. Discorso semplice e apparentemente banale, ma che serve per capire che in una campionato come la LegaPro, dove non esistono squadre materasso e tutti son pericolosi, non si possono regalare banalmente punti alle avversarie, specialmente contro le dirette concorrenti o le cosiddette squadre alla portata e soprattutto che, quando si può vincere, bisogna essere mentalizzati per farlo, step questo che la Torres non sta dando l’impressione di aver compiuto.
Analizzando il cammino della Torres salta agli occhi come i rossoblù abbiano concesso punti a formazioni messe peggio in classifica o che lo erano sino a pochi giorni prima, ma soprattutto che lo abbiano fatto, spesso commettendo sempre gli stessi errori nei finali di gara. Senza voler andare troppo lontano, Olbia e Pontedera sono solo gli ultimi esempi e in queste due partite sono stati buttati via ben 3 punti a partita praticamente finita (due con l’Olbia e uno con i toscani) che sono costati la perdita di un paio di posizioni (ora la Torres è 14^), in una classifica che sta incominciando ad allungarsi.
Intendiamoci, non c’è da vincere un campionato ma da salvarsi, ma è proprio in quest’ottica che, guardando in prospettiva, perdere opportunità contro dirette concorrenti potrebbe alla fine risultare pericoloso. Ergo, la Torres se ne ha la forza e le capacità deve cambiare marcia, per togliersi dal limbo e dare una connotazione al suo campionato che finora è stato onestamente piuttosto piatto, se si esclude l’exploit contro il Siena, nel senso che si sono lasciate intravedere ottime potenzialità che, però non si sono ancora sviluppate e tardano ad essere espresse.
Lo scotto del cambio di categoria è stata un attenuante considerabile e applicabile nelle prime quattro o cinque partite, ora onestamente non più, perchè sarebbe fuorviante e suonerebbe come ricerca di un alibi. E’ vero che gli infortuni o la condizione fisica non ottimale di alcuni sta rallentando la crescita e il perfezionamento della chimica, ma alla luce di certi episodi, c’è evidentemente da crescere anche sul piano mentale. E’ dunque necessario rimboccarsi le maniche e limare una volta per tutte certi difetti per consentire di vedere espresse tutte le potenzialità di questo gruppo, nessuno escluso, anche nell’ottica di un prossimo intervento nel mercato di riparazione per eventuali inserimenti e/o uscite.
Aldo Gallizzi







