Strutture residenziali sociali a Sassari, definite le linee di indirizzo
I criteri che saranno osservati per le graduatorie sono stati illustrati alla V Commissione dall’assessore Monica Spanedda. Due le possibilità: Casa Serena o contributo retta

Sassari. La Giunta comunale ha definito le Linee di indirizzo per l’ammissione alle strutture residenziali sociali (Comunità integrata e Comunità alloggio) di anziani o adulti non autosufficienti e di anziani autosufficienti. Le modalità e i requisiti di accesso ai due interventi e i criteri per la valutazione delle singole situazioni sono stati illustrati dall’assessore alle Politiche Sociali Monica Spanedda ai consiglieri comunali della V Commissione (Servizi Sociali e Cultura) presieduta da Carla Fundoni (Pd). «Si tratta di un lavoro che ha portato a una riflessione interna alla struttura comunale e relativamente ai rapporti con la Asl. La popolazione invecchia e un’assistenza qualificata è necessaria. In città abbiamo molti anziani soli, parecchi sono ultraottantenni», ha spiegato l’assessore Spanedda.
L’obiettivo delle nuove Linee Guida è «riorganizzare il governo delle linee di intervento che consentono l’attivazione di percorsi residenziali nelle strutture sociali, quali comunità integrate (ex comunità protette) e comunità alloggio, in favore rispettivamente di anziani e adulti non autosufficienti e anziani autosufficienti, per garantire risposte appropriate alle persone impossibilitate a vivere nel proprio domicilio». Le tipologie di comunità sono i livelli assistenziali, che possono essere attuati secondo due soluzioni. Una è la misura del contributo di integrazione della retta in strutture private, l’altro è l’inserimento nella struttura di Casa Serena, di proprietà del Comune. Le liste d’attesa sono differenti.
«Con le Linee Guida abbiamo cercato di oggettivizzare il percorso. Ma sempre tenendo presente che si tratta di politiche sociali. Tanto più che si cerca di costruire un percorso puntuale ma quanto più possibile personalizzato: abbiamo previsto una ulteriore clausola di salvaguardia come gli inserimenti urgenti», ha spiegato l’assessore. Su autorizzazione del dirigente è possibile un inserimento in deroga alla graduatoria. Si tratta di persone che non possono più essere lasciate in determinate condizioni. Si pensi alla lungodegenza in ospedale: potrebbero tornare in famiglia ma potrebbe anche essere necessario sistemare degli spazi fisici.
Ipotizzato anche un primo momento di richiesta. Le domande possono essere presentate in ogni momento, con la graduatoria che si aggiornerà una volta al mese.
Le Linee Guida si applicano al territorio comunale sassarese. Con alcune eccezioni per Casa Serena, per la quale sono previsti quattro inserimenti dai comuni del Plus in comunità protetta più uno in comunità alloggio. La struttura infatti è nata come centro per il territorio. È comunque in corso una verifica per capire quanti posti liberi ci sono attualmente sia per la comunità integrata sia per la comunità alloggio. «Sono posti diversi. Nel corso di questi anni molti anziani sono diventati non autosufficienti», ha proseguito Monica Spanedda.
Linee di indirizzo della Giunta su criteri C.A. e C.I. 17 maggio 2016

«Si tratta di criteri in perfetta linea con altri esempi livello nazionale. L’operatore ha la possibilità di cucire addosso ad un soggetto un piano di accoglienza e ascolto personalizzato», ha aggiunto Francesca Arcadu (Città Futura). «Sì, però chi poi deve decidere chi ha il diritto di avere o no l’assistenza o il contributo è un dirigente o un funzionario, che sta in una stanza e decide una graduatoria. Chiedo che all’interno di quelle commissioni ci siano cittadini», ha chiesto perplesso Pierpaolo Bazzoni (Pd). «È un timore che non ha fondamento – ha assicurato l’assessore –. Gli assistenti sociali vedono meglio. E comunque i criteri sono indicati nella delibera».
«Non c’è però solo Casa Serena, che mi sembra anche una struttura fatiscente. Si finanziano anche altre strutture?», ha chiesto Desirè Manca (M5S). «L’istituto di via Pasubio è un valore per questa città, il fiore all’occhiello. C’è una lista d’attesa lunghissima», ha spiegato Monica Spanedda. E non è per niente fatiscente. «Respingo questa definizione. Ci sono stati problemi di adeguamento alla normativa antincendi. Ma la struttura non è affatto fatiscente». Casa Serena è di fatto in gestione diretta da parte del Comune, con personale dell’Amministrazione in posizione di coordinamento.
«Avremo presto piacere di mettere all’ordine del giorno un’audizione a Casa Serena. Oggi abbiamo sentito l’illustrazione delle Linee Guida, che potranno in futuro, se necessario, essere anche modificate. Per la maggior parte si tratta di parametri di tipo medico e socio assistenziale», ha detto in conclusione la presidente Carla Fundoni. (lufo)





