La storia italiana vista da Giancarlo De Cataldo
Ospite di Florinas in giallo, lo scrittore e magistrato ha ripercorso le vicende e le trame degli anni ’70 e ’80, tra investigazione e mistero. Oggi ultimi appuntamenti del festival
Florinas. «Se i libri sono in crisi è in crisi l’intero sistema culturale del paese». Giancarlo De Cataldo lo dice solo alla fine e usa il tono grave di chi sa di non dire una banalità. È solo uno dei passaggi dell’intervento del celebre scrittore e magistrato, uno dei nomi di punti della letteratura italiana contemporanea, sabato sera a Florinas per la quinta edizione di “Florinas in giallo – L’Isola dei Misteri”. Intervistato dal direttore della Nuova Sardegna Andrea Filippi, De Cataldo ha ricordato la genesi del suo libro più famoso, “Romanzo criminale”. «Volevo raccontare l’Italia degli anni ’70 e ’80. La letteratura italiana, dopo Pasolini e altri grandi come Moravia, non raccontava più la storia. Il nostro è un paese che a partire dal 12 dicembre 1969 ha conosciuto una violenza politica, la strategia della tensione, le Br, il terrorismo nero, l’uccisione di Aldo moro, fino alle bombe del 92/93. Nessuno l’aveva raccontata e ci voleva qualcuno che avesse il coraggio di rischiare», ha detto. All’inizio era un romanzo storico. «È poi diventato un affresco di caratteri. Tutti si ricordano il libanese, il dandy, però degli eventi italiani di quegli anni non se ne parla tanto. Di certo non mi aspettavo il clamore che ha avuto». L’analisi della storia recente italiana è proseguita con altri titoli, su tutti “Nelle mani giuste”, dedicato alla trattativa Stato-mafia degli anni ‘90. C’è anche il Risorgimento, con “I traditori”. «Anche allora c’erano segreti, con documenti che abbiamo scoperto solo in tempi recenti. Mazzini quando era condannato a morte va a Torino, entra a Palazzo Carignano di nascosto e raggiunge Cavour, per mettersi d’accordo per organizzare attentati e indurre l’Austria a dichiarare guerra. Quindi il capo del governo di uno Stato liberale stringe un’alleanza con Mazzini per la ragion di Stato». I segreti come filo conduttore della storia italiana. Ombra luce è invece puro intrattenimento. «Tutti, anche Ariosto, scrissero testi di questo tipo». E Masterpiece, il programma di RaiTre? «I lettori hanno rivendicato il loro diritto a rimanere appartati rispetto alla tv. Lo giudico un atteggiamento conservatore. Vivete invece il libro come oggetto vivo, non siate snob».
La Sardegna? «Sono dell’idea che per conoscere i codici criminali bisogna essere nati nella loro terra di origine. Non ho mai voluto inserire un sardo che si muove a casa, perché c’è il Codice barbaricino, così bene analizzato da Antonio Pigliaru, e bisogna interpretarlo correttamente. Meglio invece un sardo che agisce in esterno, fuori dalla sua isola».
Asinara. A De Cataldo la Sardegna piace e nel corso dell’intervista lo ha ripetuto. In questi giorni si sta facendo strada l’ipotesi di riaprire il supercarcere dell’Asinara riportando i mafiosi, come propone – riportano le cronache, in attesa di conferme da parte del Ministero della Giustizia – un team di magistrati consulenti del Governo e coordinati dal procuratore calabresi Gratteri. «Ne penso peste e corna. È un parco meraviglioso. Lasciamolo così, per piacere. E poi voi sardi avete già dato». Un no che trova d’accordo Giovanna Sanna, deputato e sindaco di Florinas. «Sono decisamente contraria a qualsiasi ipotesi di riapertura della struttura carceraria. Stiamo riscoprendo in questi anni le bellezze naturali dell’Asinara. È giusto che sia restituita completamente ai sardi ed è fondamentale insistere in questa riappropriazione anche sotto il profilo della sensibilità ambientale», ha detto il parlamentare del Pd, a margine dell’incontro con De Cataldo. Occorre quindi proseguire con il rispetto delle norme di tutela esistenti e dei vincoli dell’Ente Parco. Il ritorno di mafiosi e di detenuti in regime di 41bis potrebbe allora essere semplicemente un ragionamento a voce alta e che non troverà seguito.
La seconda giornata del festival si era aperta alle 17 con un focus sul panorama locale del mondo del noir, con gli scrittori sassaresi Gianni Tetti e Paolo Mura, sollecitati dalle domande di Emiliano Longobardi (Libreria Azuni). Subito dopo la giornalista Maria Francesca Chiappe e il video maker Federico De Virgilis hanno discusso del caso Manuella. È poi intervenuto il giornalista Celestino Tabasso, che ha letto il brano “Il giallo dei personaggi letterari: la soluzione”. La serata si è chiusa con il giornalista ed enogastronomo Pasquale Porcu, che ha raccontato delitti e delizie della Maremma attraverso la vena investigativa del gourmet Pellegrino Artusi, con le letture di Maria Antonietta Azzu tratte da “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi.
La terza e ultima giornata. Alle 17 quando Alberto Urgu intervisterà il giornalista della Nuova Sardegna Piero Mannironi, che ripercorrerà le sue inchieste più celebri, dal caso Volpe al tragico rogo della Moby Prince, dal banditismo corso fino ai poligoni militari. Alle 18 lo scrittore Giuseppe Rizzo dialogherà con Gaetano Savatteri, inviato del Tg5. Si proseguirà con un viaggio nella malavita napoletana con il produttore televisivo e cinematografico Gianluca Arcopinto, intervistato da Flavio Soriga. I corti del Laboratorio Mina di Scampia serviranno per descrivere la vita in uno dei luoghi simbolo della lotta alla criminalità organizzata, il quartiere delle Vele di Scampia. L’ultimo appuntamento della quinta edizione del festival Florinas in Giallo sarà con Lalla Careddu, che intervisterà Rosaria Capacchione, autrice di “L’oro della camorra”, dedicato all’ascesa del clan dei casalesi.
Spazio anche agli eventi collaterali della rassegna. I laboratori. Anche per questa edizione la Comes, Cooperativa Mediateche Sarde, ha organizzato due momenti per i più piccoli dal titolo “A caccia di misteri… in biblioteca”: alle 16 la lettura animata di “Il Misterioso caso del Bruco mai sazio”, riservata ai bambini dai 3 ai 5 anni, alle 17,30 caccia al tesoro letteraria, “La bibliotecaria rapita” per bambini dai 7 ai 10 anni. Esposizione florovivaistica. All’esterno della tensostruttura allestita nell’anfiteatro comunale si rinnova l’appuntamento con il “Giardino in Giallo”, a cura dei produttori locali e dell’azienda Gemma Sud Mediterranea. La cucina. Gli ospiti hanno a disposizione il “Menù in Giallo”, con portate tutte a base di prodotti sardi, con un costo di dieci euro. La musica. Nella serata di domenica il festival è accompagnato dagli interventi musicali della Tinto Brass Marching Band. (lu.fo.)








