Stato di Grazia

Fino al 30 giugno il Consiglio regionale della Sardegna ospita la mostra dedicata a Grazia Deledda. Ieri (sabato) l’inaugurazione in occasione di Monumenti Aperti

 

 

MostraGrazia4Cagliari. È stata inaugurata sabato mattina in Consiglio regionale la mostra dedicata alla scrittrice sarda Grazia Deledda, in occasione della due giorni di Monumenti Aperti a Cagliari. L’esposizione, curata da Davide Mariani, dal titolo “Stato di Grazia. Artisti e opere intorno a Grazia Deledda” ripercorre attraverso un racconto per immagini, i momenti più significativi che hanno contrassegnato la vita e l’opera della scrittrice. Dopo il taglio del nastro, il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha ricordato lo scultore Pinuccio Sciola: «Un artista straordinario – ha sottolineato Ganau – che purtroppo ci ha lasciato ma che sono convinto continuerà a vivere attraverso le sue pietre sonanti. Non mancheremo di offrire il giusto tributo che merita la sua arte».

MostraGrazia1Suddivisa in tre sezioni tematiche, la mostra è arricchita dagli inediti appartenenti al patrimonio del Consiglio regionale, i manoscritti e le corrispondenze tra la scrittrice sarda e il professor Luigi Falchi. Si tratta di una serie di lettere e cartoline indirizzate all’intellettuale sassarese, tra il 1891 e il 1928. La raccolta è stata donata alla Biblioteca del Consiglio regionale dagli eredi dello scrittore nel 1999.

L’obiettivo principale che ha seguito il curatore della mostra è stato proprio quello di scoprire e rendere finalmente fruibili al pubblico le risorse del patrimonio del Consiglio regionale, come i libri della scrittrice in edizione d’epoca e la stessa raccolta dei manoscritti.

MostraGrazia3La mattinata ha avuto inizio già alle nove quando i primi visitatori hanno incominciato ad “invadere” gli uffici della presidenza situati al sesto piano del Palazzo di via Roma. Lungo il corridoio della Galleria dei ritratti degli ex presidenti, dentro la stanza del presidente e all’interno dell’emiciclo dell’aula consiliare, i cittadini hanno potuto seguire delle accurate visite guidate offerte dagli studenti dell’Istituto Tecnico Statale “Enrico Mattei” di Decimomannu ai quali sino a domani, domenica 15 maggio, sarà affidata la narrazione del patrimonio storico e artistico dell’edificio.

La mostra invece rimarrà aperta al pubblico sino al 30 giugno, tutti i giorni dalle 9 alle 20.

La rassegna si apre con la sezione “Grazia Deledda. La vita, tra invenzione e realtà” che, oltre a presentare un nutrito corpus di foto d’epoca e video, mette in luce la raccolta, appartenente alla Collezione del Consiglio Regionale della Sardegna, dei manoscritti e delle corrispondenze tra la scrittrice sarda e il Prof. Luigi Falchi unitamente a una selezione dei suoi più celebri romanzi, esposti per l’occasione in edizioni d’epoca, come La via del male (1896), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915) e L’incendio nell’oliveto (1918).

La figura di Grazia Deledda risulta altrettanto centrale all’interno della sezione “L’ambiente artistico – culturale della Sardegna del Primo Novecento” in cui sono presenti le opere di alcuni tra i maggiori artisti sardi da lei frequentati e stimati come Francesco Ciusa, presente in mostra con la scultura in gesso L’Acquaiola (Donna che va alla fonte) del 1904, Antonio Ballero, di cui viene esposto anche il debutto come scrittore con il romanzo dal titolo Don Zua del 1894, riproposto qui in edizione d’epoca, ma anche di Giuseppe Biasi, del quale si espongono anche le illustrazioni per le novelle della scrittrice sarda, pubblicate in riviste come “La Lettura” e “Il Giornalino della Domenica”, e infine Eugenio Tavolara con una Coppia in costume dei suoi celebri pupazzi che richiamano quelli presenti sulla scrivania dello studio romano della scrittrice.

L’ultima sezione “Visioni contemporanee” vuole rappresentare un itinerario nell’immaginario Deleddiano attraverso le opere di Irene Balia, Roberto Fanari, Antonio Lucchi e Narcisa Monni, i quali nella loro ricerca, trovano affinità tematiche e concettuali con le suggestioni e le impressioni presenti anche nella letteratura dell’autrice nuorese. A partire dal peccato, dal senso di colpa e dal sentimento di religiosità, tradotto visivamente nell’ opera di Narcisa Monni “Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore”, si passa poi alla superstizione, rappresentata nel lavoro di Irene Balia, dal titolo “La medicina dell’occhio”, e si culmina con i riti della festa popolare, restituiti dal “Ritorno del figliol prodigo” di Roberto Fanari. Gli elementi centrali della poetica della narratrice sono inoltre sintetizzati nelle illustrazioni realizzate appositamente per l’esposizione da Antonio Lucchi per la novella “Zia Jacobba”, tratta dalla raccolta “Tentazioni” pubblicata nel 1899.

Chiude simbolicamente il percorso espositivo l’inedita documentazione fotografica dell’ultima opera di arte pubblica di Maria Lai che alla scrittrice sarda dedica un monumento nel 2012, intitolato “Andando via”, realizzato nei pressi della Chiesa della Solitudine a Nuoro (dove dal 1959 sono custodite le spoglie della Deledda).

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