Stasera al Teatro Comunale di Sassari “Il fuoco era la cura”

Uno spettacolo liberamente ispirato a “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury. Ideazione e regia Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa

Il fuoco era la cura (®Masiar Pasquali Piccolo Teatro di Milano)

Il potere “incendiario” delle idee e il “rogo dei libri” ne “Il fuoco era la cura”, uno spettacolo liberamente ispirato a “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury su un futuro distopico dove un’umanità confusa e smarrita insegue il sogno di un’ipotetica felicità: una creazione di Sotterraneo, pluripremiato collettivo teatrale fiorentino, che si interroga sul rapporto tra cultura e società, censura e libertà di pensiero, in cartellone. Appuntamento al Teatro Comunale di Sassari sabato 21 febbraio sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC/Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Viaggio tra le righe del celebre romanzo dello scrittore statunitense, ambientato agli inizi del ventunesimo secolo, ne “Il fuoco era la cura”, con ideazione e regia di Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa, scrittura di Daniele Villa, disegno luci di Marco Santambrogio, abiti di scena di Ettore Lombardi, sound design di Simone Arganini, coreografie di Giulio Santolini e oggetti di scena a cura di Eva Sgrò. Una produzione di Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa, Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il sostegno di Centrale Fies / Passo Nord.

Sotto i riflettori, Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu, Cristiana Tramparulo prestano volto e voce ai personaggi in una trama fantascientifica che evoca inquietanti scenari tra le misure repressive di un regime totalitario e l’assuefazione al “rumore” proveniente dai maxischermi domestici, con un ottundimento della ragione e dei sensi. In un mondo in cui la conoscenza suscita dubbi “pericolosi”, i preziosi volumi dove è custodito il sapere diventano oggetti “sovversivi”: la distruzione deliberata delle biblioteche pubbliche e private rappresenta il simbolo di una nuova barbarie, e la cancellazione dei simboli della civiltà coincide con la perdita di significato della storia, e quindi dell’identità e della coscienza di sé. Durante lo spettacolo sono utilizzate macchine del fumo e luci stroboscopiche.

Giulio Favini

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