Unioni civili, stasera alle 18 manifestazione in piazza d’Italia a Sassari
In Sardegna altri due appuntamenti: a Cagliari alle 16 sotto le scalinate di Bonaria e a Nuoro alle 16,30 in piazza San Giovanni
Sassari. Oggi «in più di cento piazze, in tutta Europa, centinaia di migliaia di persone suoneranno la sveglia all’Italia, perché l’ora dei diritti è arrivata anche da noi». Sono gli eventi di sostegno alle unioni civili, in particolare al ddl Cirinnà, all’esame delle Camere. In Sardegna gli appuntamenti sono tre: a Sassari alle 18 in piazza d’Italia, a Cagliari alle 16 sotto le scalinate di Bonaria e a Nuoro alle 16,30 in piazza San Giovanni.
«Sono passati 10 anni dalla nascita del Comitato sassarese a sostegno del registro delle unioni civili – ricordano gli organizzatori dell’evento, “Diritti al cuore” e Mos (Movimento Omosessuale Sardo) –. Allora mobilitammo gran parte della città e, in pochi giorni, raccogliemmo cinquemila firme a sostegno dell’approvazione del registro avvenuta nel 2011. Ora, finalmente, quella lotta potrebbe diventare realtà e anche l’Italia “potrebbe” diventare un paese civile. Diciamo potrebbe perché la proposta di legge che la prossima settimana approderà in Senato, frutto di estenuante mediazione fra chi auspicava l’estensione del matrimonio e chi vorrebbe negare qualsiasi diritto a gay e lesbiche, è ancora sotto l’attacco dell’ala più conservatrice del Parlamento che attraversa “democraticamente” tutti i partiti. Il ddl Cirinnà prevede infatti un nuovo istituto, le cosiddette Unioni Civili, accessibile solo alle coppie omosessuali e la regolamentazione delle convivenze di fatto sia etero che omosessuali. Non siamo quindi disponibili a nessuna ulteriore modifica, né per quanto riguarda l’impianto della legge né nella sua parte più controversa, la stepchild adoption».
«La posta in gioco non sono semplicemente le coppie gay e lesbiche e le convivenze ma i valori fondanti della nostra convivenza civile: laicità, libertà e uguaglianza. Non lasciamo che il fondamentalismo e il bigottismo invadano le nostre vite».






