Siti archeologici, ‘Sèbera sa vìsita in sardu’
Domenica 13 dicembre saranno inaugurate le visite guidate in lingua sarda al nuraghe Santu Antine di Torralba e alle domus de Janas di Sant’Andrea Priu di Bonorva
Sassari. Finora erano state proposte in inglese, francese, spagnolo e ovviamente in italiano. Dal 13 dicembre le visite guidate a due monumenti cardine dell’archeologia sarda, il nuraghe Santu Antine di Torralba e le domus de Janas di Sant’Andrea Priu di Bonorva, saranno fruibili anche in lingua sarda. L’appuntamento di inaugurazione è previsto alle 15.30 nella Valle dei Nuraghi, sul sito della struttura megalitica del Santu Antine. Sarà la prima esperienza di visite guidate in sardo garantite sul lungo termine.
L’iniziativa è frutto di un’attiva collaborazione tra le cooperative Sa Pintadera di Torralba e Costaval di Bonorva – che gestiscono la fruizione dei siti – e l’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari che, grazie all’esperta Lucia Sechi, ha permesso di preparare le operatrici culturali con cicli di formazione di venti ore per gruppo.
«Durante il percorso sono state approfondite le caratteristiche di traduzione in sardo del linguaggio storico e archeologico, la Lsc e le differenze con la variante locale – ha spiegato Lucia Sechi – è stata un’esperienza di notevole soddisfazione per il forte interesse e la disponibilità delle guide turistiche, tutte di lingua madre logudorese».
I due siti godono di una frequentazione turistica straordinaria. Ma a quale target può essere rivolta una visita in sardo? «Sorprendentemente sono numerose le persone che apprezzano l’iniziativa, dimostrando una grande sensibilità per la tutela delle lingue minoritarie – affermano le operatrici –. Ma in particolare queste visite sono mirate per i ragazzi delle scuole. Talvolta capita però che siano proprio i turisti venuti dall’estero a chiederci di esprimerci in sardo: sono figli di emigrati sardi e non hanno mai imparato l’italiano».
Il progetto ha goduto della collaborazione delle amministrazioni comunali di Pozzomaggiore, Bonorva e Torralba che, per lo svolgimento dei corsi, hanno messo a disposizione i locali della Biblioteca comunale di via Mercato, il Polo culturale Pepe Sozu e la sede per la ricezione turistica della Valle dei Nuraghi.





