I sindacati insistono sugli asili nido: l’appalto è da revocare

«Il nuovo servizio comporta un aumento di ore di lavoro e dei costi di gestione, a fronte di una base d’asta uguale a quella del 2009»

 

AsiloNido.jpgSassari. E sugli asili nido comunali i sindacati scrivono nuovamente al sindaco di Sassari Nicola Sanna, al presidente del Consiglio comunale Antonio Piu e ai capigruppo nell’Assemblea Civica, nonché alla dirigente del R.U.P. Simonetta Cicu. Il messaggio è che il ricorso al Tar è dietro l’angolo se l’Amministrazione non «interverrà in autotutela, annullando gli atti della gara in oggetto, stanziando risorse sufficienti a garantire i servizi e i posti di lavoro e ri bandendo nuova gara».

 

Oggetto: Appalto per l’affidamento della Gestione dei Servizi Educativi per la Prima Infanzia del Comune di Sassari – Anno educativo 2015/2016; RICHIESTA REVOCA IN AUTOTUTELA.

PREMESSO CHE

1. In data 17 giugno 2015 (provvedimento prot. n. 75787 del 16 giugno 2015) codesta Amministrazione comunale ha pubblicato il bando relativo alla gara per l’affidamento della Gestione dei Servizi Educativi per la Prima Infanzia del Comune di Sassari – Anno educativo 2015/2016, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli artt. 81 e 83 del d.lgs. n.163/2006.

2. L’importo a base di gara è fissato in relazione a ciascuno dei sei lotti in cui è articolato l’appalto e, precisamente:

Lotto n. 1, “Via Cottoni” € 572.778,42; Lotto n. 2, “Via De Carolis” € 572.778,42; Lotto n. 3, “Via Fais” € 572.778,42; Lotto n. 4, “Via Madrid” € 572.778,42; Lotto n. 5, “Via Pascoli” € 572.778,42; Lotto n. 6, “Via Satta – Via Barbagia – Via Berlinguer” € 557.154,87.

CONSIDERATO CHE

3. Gli importi sopra evidenziati sono assolutamente incongrui sia per quanto riguarda il costo del lavoro che i costi di gestione complessivi dei singoli lotti, e comunque tali da non consentire una valida formulazione dell’offerta anche da parte delle aziende interessate, impossibilitate nei fatti a calcolare la convenienza economica dell’offerta stessa. Per quanto appena espresso e di seguito illustrato si chiede che l’Amministrazione Comunale e il Responsabile Unico del Procedimento vogliano intervenire in autotutela annullando il bando e rivedendo in aumento gli importi posti a base di gara.

4. Le scriventi infatti, nell’esaminare bando e capitolato speciale, hanno rilevato che la base d’asta non permette di formulare un’offerta che rispetti il costo del lavoro, nonostante appaiano evidenti numerosi licenziamenti atti a tagliare dei costi, e che, comunque, consenta alle concorrenti di presentare una offerta remunerativa nel rispetto della normativa regionale vigente in tema di rapporto educatore / bambino.

Quanto al primo profilo, il solo costo del lavoro, calcolato sulla base dei dati occupazionali storici forniti da codesta Amministrazione Comunale nell’allegato 8 capitolato speciale, confrontati con la tabella del costo del lavoro per i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative sociali allegata al D.M. 2 ottobre 2013, al netto di eventuali indennità di turno e senza alcun onere IRAP (scelta peraltro non condivisibile in quanto lo sconto IRAP è previsto a vantaggio delle imprese e non del Comune di Sassari), in applicazione della innovazione portata dalla legge di stabilità 2015, porta a ritenere che il prezzo base sia antieconomico e soprattutto che l’operatore che partecipa non possa garantire il rispetto del costo del lavoro e degli altri costi di gestione.

Ed esattamente, tale costo è pari, per singolo plesso, a: Nido d’infanzia Via Cottoni € 598.288,32; Nido d’infanzia Via De Carolis € 583.743,44; Nido d’infanzia Via Fais € 542.551,68; Nido d’infanzia Via Madrid € 557.093,04; Nido d’infanzia Via Pascoli € 587.888,64; Nido d’infanzia Via Satta € 530.451,84

Ai quali sono da aggiungersi i costi di gestione così articolati e validi per i primi 5 lotti:

• euro 30.000 per costi derrate alimentari, materiale didattico, cancelleria, pulizia ambienti, cura e igiene dei bambini e altro materiale richiesto.

• euro 54.000 circa come previsto dal bando per le spese generali.

• euro 28.000 circa come previsto dal bando per l’utile d’impresa.

• euro 15.000 circa come costo assicurazione infortuni bambini e personale.

• euro 80 per operatore come costo visite mediche che dimostra che l’importo di euro mille stanziato non è sufficiente.

Sul sesto lotto non sono previste le spese per le derrate alimentari calcolate in circa 19.000 euro.

RITENUTO CHE

A seconda dei lotti presi in esame si generano importi totali per i costi di gestione ben al di sopra degli importi posti a base di gara in una dimensione quantitativa tale da rendere incongruo in modo grave l’intero appalto.

I calcoli analitici sono riportati nelle allegate tabelle di calcolo, alle quali si rinvia integralmente.

Inutile evidenziare che il fattore “forza lavoro” è. nell’affidamento in esame, preponderante, per cui nella determinazione della base d’asta codesta Amministrazione comunale deve inderogabilmente garantire che sia rispettato il contratto di lavoro e i livelli occupazionali senza “strangolare” le Aziende che, da sole non possono sopportare interamente tale onere. Inoltre, nella parte in cui stabilisce il livello minimo retributivo per le varie figure professionali, la gara dovrebbe poter consentire che, rispetto all’importo a base d’asta, vi sia la possibilità di modulazione del ribasso, per preservare valori intangibili, quale il costo dei lavoratori. Ancora e “ad abundantiam” il rispetto del numero dei posti di lavoro e del loro costo, stante anche il fatto che l’appalto prevede un aumento di ore di servizio, parte proprio dalla definizione di una esatta base d’asta, che, come prescritto dall’art 86 del d.lgs. n. 163/2006, deve essere adeguata e sufficiente, al fine di garantire l’applicazione dei minimi retributivi previsti dalla contrattazione collettiva. Nel caso di specie questa adeguatezza non è garantita, per cui il bando appare incongruo. 5. Nonostante si affermi, cosa gravissima, la riduzione dell’impegno e, conseguentemente del costo personale, questo risulta invece aumentato, dato che le ore destinate ai servizi non più previsti sono inferiori rispetto alle ore richieste per garantire i servizi nuovi introdotti nel presente appalto. Tale condizione rende impossibile garantire tutti i posti di lavoro poiché non vi sono risorse sufficienti ma, scarica sulle Aziende l’onere di sopportare le certe cause di lavoro ex art. 37 del CCNL che, i licenziati, intraprenderanno con probabile esito favorevole stante la non reale riduzione delle prestazioni peraltro indispensabili.

Tutti questi elementi, deducibili già da una prima lettura degli atti di gara, in particolare del capitolato d’appalto, attestano come, contrariamente a quanto asserito da codesta Amministrazione, il nuovo servizio comporta un aumento di ore di lavoro e dei costi di gestione, a fronte di una base d’asta uguale a quella del 2009 maggiorata ai sensi della disciplina in materia sino al 2013.

CHIEDE

che l’Amministrazione Comunale intervenga in autotutela, annullando gli atti della gara in oggetto, stanziando risorse sufficienti a garantire i servizi e i posti di lavoro e ri bandendo nuova gara.

Distinti saluti

Paolo Dettori – FP CGIL; Armando Ruzzetto – CISL FP; Giovanni Condorelli – Legacoop; Gavino Soggia – Confcooperative

 

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