Alla scoperta del passato di Sassari, mercoledì lo spettacolo ‘Julia’
Troppi tagli al settore della cultura: l’assessore comunale Monica Spanedda, insieme al presidente della cooperativa Teatro e/o Musica Stefano Mancini, lancia un appello alla Regione
Sassari. «Abbiamo deciso di presentare questo spettacolo per simboleggiare gli intendimenti forti di questa amministrazione che vuole valorizzare le realtà artistiche nel nostro centro storico cittadino». Così questa mattina, l’assessora alla Cultura del Comune di Sassari Monica Spanedda ha introdotto la presentazione del terzo appuntamento di “Voci di donna”, la rassegna organizzata da Sassari dall’associazione Teatro e/o Musica che quest’anno ha compiuto dieci anni.
E proprio per il decennale della manifestazione si è pensato di proporre qualcosa di alternativo rispetto al passato. Al centro dell’attenzione infatti, mercoledì prossimo, ci sarà un evento originale che avrà luogo in piazza Castello, tra gli scavi del castello ritrovato. La serata, che prenderà il via alle ore 21, vedrà protagonista l’attrice Teresa Soro che, nelle vesti di “Julia”, reciterà un monologo su testi di Cosimo Filigheddu. Proprio tra gli scavi del barbacane cinquecentesco l’interprete darà voce alla strega Julia, che si aggira nei sotterranei del castello. Il pubblico potrà seguire lo spettacolo dalla superficie: nella piazza verrà infatti sistemato uno schermo con le immagini direttamente dalle rovine.

Questa mattina, nella sede dell’Assessorato in largo Infermeria San Pietro, erano presenti, oltre all’assessora, il presidente e direttore artistico di Teatro e/o Musica Stefano Mancini, l’autore del testo, il giornalista Cosimo Filigheddu e lo storico Alessandro Ponzeletti. «Puntiamo – ha aggiunto Monica Spanedda – a fare sì che i nostri concittadini si riapproprino dei luoghi dell’identità e del patrimonio storico-artistico, come il castello, ma anche dell’idioma, della cultura, della musica. In questo progetto si inserisce anche “Julia” e il suo spettacolo, all’insegna della riappropriazione degli spazi». Lo spettacolo sarà articolato in due momenti: uno di carattere storico, in collaborazione con l’associazione Tabula Rasa, con il racconto delle vicissitudini del castello e lo stato degli scavi. «Il pubblico potrà ascoltare una sintesi di 15 minuti, con immagini ed anche novità che svelano alcuni angoli recuperati da piante topografiche», ha spiegato Alessandro Ponzeletti. Un altro momento sarà invece dedicato alla recitazione del monologo da parte di Teresa Soro. «L’idea di “Julia” mi venne nell’estate del 2009 davanti agli scavi Castello. “Scrivi un pezzo da recitare per l’inaugurazione”, mi disse Teresa Soro . Improvvisamente vidi sorgere tra le rovine il fantasma di Julia Carta, la povera donna di Siligo processata dall’Inquisizione, proprio in quel castello, alla fine del Cinquecento», ha detto Filigheddu. «Era quella però una Julia molto diversa da quella vera, descritta negli atti del processo per stregoneria ed eresia riscoperti dallo storico Tomasino Pinna. Quel fantasma non era una vittima passiva e innocente, era proprio una strega: saggia, gradassa e maliziosa, donna fino in fondo e libera sino al midollo, sensuale e forte nella sua incantevole fragilità». La Julia del racconto di Cosimo Filigheddu racconta i suoi tempi vissuti da viva, con l’arresto e il processo, ma anche quelli vissuti da morta: passano così eventi come l’infausta demolizione del Castello nel 1877, un gravissimo errore forse superato solo dall’altrettanto orribile “demolizione Petrucci”, e altri, come la costruzione del “grattacielo”, fino insomma ai giorni nostri. La tesi di Julia è che peggio di quello che è stato realizzato nei nostri tempi non c’è stato nel passato.

L’assessora Spanedda si è poi unita all’appello lanciato dal presidente di Teatro e/o Musica Stefano Mancini sulla carenza di fondi per il settore della cultura italiana. «Stiamo subendo le ripercussioni di tagli che penalizzano tutti e i rischi di non riuscire più a continuare a fare cultura sono serissimi. Questa città oggi è ricchissima di attività culturali. Rischiamo un ridimensionamento, anzi, di andare incontro ad una marginalizzazione», ha detto Mancini. «È vero che il mondo dello spettacolo si deve sostenere con i privati e gli incassi. Ma se la politica deve sapere che con le risorse per la cultura si fa crescere la città. Quindi l’appello alle istituzioni regionale è chiaro. Il Comune ci offre teatri che sono spazi essenziali dove facciamo e proponiamo al pubblico». “Voci di Donna” costa 30mila euro, con un intervento del Comune molto presente. «Con questa rassegna chiudiamo l’attività per il 2014 della cooperativa», ha aggiunto Mancini. In meno complessivamente 50mila euro, all’Ente Concerti mancheranno 150mila euro, per non parlare dei tagli decisi dalla Fondazione Banco di Sardegna, è stato ricordato.
«Noi abbiamo mantenuto gli impegni assunti e vogliamo continuare a mantenerli, perché questa Amministrazione vuole valorizzare la cultura. Allora – ha detto l’assessora Spanedda – faccio anche io appello alla Regione perché le promesse fatte in campagna elettorale vengano mantenute. Un appello che deve coinvolgere tutti i comuni. Il tema – ha detto ancora – è se questa Nazione vuole investire in cultura. Gli enti locali non sono in grado di fare fronte alla necessità di finanziare il settore e le varie iniziative con i tributi locali. Il problema non può essere trasferito dal Governo centrale agli enti di prossimità: Sassari con i comuni dell’area vasta è, tra l’altro, inserita in un’area di crisi e se è così ci sarà un motivo».







