Sbarra (Cisl) a Sassari: «Ci confrontiamo con tutti»

Il leader nazionale del sindacato ha partecipato al consiglio generale. Eletto il nuovo segretario, Sergio Mura, al posto di Pier Luigi Ledda, diventato segretario regionale

Sassari. «Siamo convinti che la Cisl in Sardegna abbia svoltato». Il segretario generale nazionale Luigi Sbarra era ieri a Sassari, per il consiglio generale convocato nel salone convegni della Camera di Commercio per eleggere il nuovo segretario della Cisl sassarese, in sostituzione di Pier Luigi Ledda, nei giorni scorsi eletto segretario regionale. A prendere il suo posto è ora Sergio Mura, 58 anni, di Sassari. Sposato, padre di due figlie, laurea in Scienze Politiche, Mura è stato segretario provinciale di Sassari della First Cisl (la federazione della Cisl del settore credito) fino al 2013. Da allora è segretario regionale della stessa federazione, guidata in anni di grandi cambiamenti e di crisi del settore ed economica. Ad affiancarlo nella segreteria ci saranno Maria Giovanna Mela e Alessandro Marcellino.

«Serve una Cisl forte e con una visione che la renda protagonista con tutti i soggetti istituzionali – ha detto ancora Luigi Sbarra nell’intervento conclusivo –. Così facciamo sindacato: dialoghiamo e ci confrontiamo con la presidente Todde in Regione e dialoghiamo e ci confrontiamo a livello nazionale con un governo che una diversa rappresentanza politica. Non ci fermiamo alla logica dei governi graditi o non graditi».

Luigi Sbarra (Cisl)

Mancano pochi giorni alle elezioni europee. «Ho visto la politica e i partiti che hanno parlato molto poco delle cose che servirebbe portare in Europa e invece hanno posto bandierine su posizioni interne. Molte cose si decidono più a Bruxelles e a Strasburgo che in parlamento. Spero che la prossima sia una legislatura costituente, che l’Europa sia un autentico bastione per la democrazia, come dice Mattarella, un bastione della pace giusta in Ucraina, Palestina e in tutti gli altri luoghi dove c’è ingiustizia. Mi auguro che all’indomani delle elezioni si ponga fine a questo clima di muro contro muro inutile e dannoso. Si torni a parlare il linguaggio della concretezza e dei nodi che il Paese nei prossimi mesi è chiamato ad affrontare. L’Italia deve dare forma ad un’Agenda che si attivi sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, su politiche attive, formazione e competenze, per una nuova politica dei redditi che difenda risparmi, salari e pensioni, sul rinnovo dei contratti pubblici e privati. Abbiamo bisogno di una riforma fiscale redistributiva che sostenga i redditi medi e popolari, una evoluzione del sistema pensionistico nel segno della sostenibilità e dell’inclusività per giovani e donne, servono più risorse per sanità, pubblico impiego, scuola, politiche sociali e non autosufficienza. Occorre – ha sottolineato ancora il leader della Cisl – un rilancio degli investimenti pubblici e privati, una governance partecipata del Pnrr, politiche industriali e infrastrutturali all’altezza delle sfide».

In Italia l’occupazione cresce e raggiunge il suo primato storico, rafforzandosi soprattutto nella componente stabile. «Certo – ha continuato Sbarra – molto resta da fare: bisogna includere nel mercato del lavoro tanti giovani Neet, moltissime donne, persone che soprattutto al meridione e nelle Isole continuano a restare incatenate alla disoccupazione o al lavoro nero o grigio. Occorre accelerare gli investimenti del Pnrr per elevare e redistribuire la produttività, aumentare i salari, puntare sulla sostenibilità sociale, qualificare un’occupazione che resta schiacciata su un basso valore aggiunto. Ma per fare tutto questo occorre costruire nel dialogo sociale e nella Partecipazione un grande Patto Sociale. La Sardegna è un territorio articolato e complesso che vede coesistere opportunità e realtà produttive, sociali e culturali di grande valore, ma anche zone d’ombra attraversate da disagio, povertà, sfruttamento che reclamano un riscatto fatto di responsabilità e partecipazione», ha concluso Sbarra.

Sergio Mura (Cisl)

Di una nuova capacità di fare sistema, di fare rete, condividere ed assumere una nuova visione strategica e le conseguenti azioni capaci di attrarre capitali e imprese, contribuire a creare occupazione e a valorizzare il capitale ambientale, sociale e territoriale, ha parlato il segretario generale della Cisl sarda, Pier Luigi Ledda, nel suo intervento. «Recovery Fund, Pnrr e programmazione sui fondi strutturali 2021/27 costituiscono, in questa prospettiva, un’opportunità unica e irripetibile per il nord, e più in generale per l’intera Sardegna – ha messo in evidenza Ledda –. Possiamo disegnare un nuovo modello di sviluppo, con un’offerta originale, fortemente ancorata alle radici culturali e all’unicità identitaria del contesto locale, alla capacità di stare al passo con innovazione e modernità perché in grado di puntare sulla qualificazione delle risorse umane e sulle nuove tecnologie e di investire nel digitale, nella riqualificazione dei poli industriali, nelle energie rinnovabili e nella green e blue economy, nell’alta qualità delle produzioni agro-alimentari ed eno-gastronomiche, nei servizi del terziario avanzato, nell’industria dell’eco-turismo attento alla salvaguardia dell’ambiente, nelle bio-tecnologie e nella sanità per innalzare la qualità della vita a favore dei residenti e dei turisti». E una idea: «una agenzia per lo sviluppo, quale supporto forte e qualificato nella programmazione del territorio rispetto ai fondi comunitari 2021/27».

Energia e industria, socio-assistenziale-sanitario e servizi essenziali, mobilità, trasporti e reti, zone interne, opere strategiche e sicurezza del territorio, i pilastri della proposta operativa della Cisl, ha dichiarato Sergio Mura, nuovo segretario sassarese, «sui quali si è articolata la proposta operativa del sindacato nel tavolo che ha riunito tutte le forze del territorio.  E questi sono i punti su cui dovremo necessariamente continuare a lavorare senza sosta e a richiedere l’impegno delle istituzioni, affinché si possa giungere a dei risultati».

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