«La Liberazione un impegno di tanti, semplici, normali»

Sono le parole del sindaco Nicola Sanna. Anche a Sassari celebrato il 25 aprile  con una cerimonia alla quale sono intervenute le massime autorità cittadina. Il servizio di Canale 12

 

LiberazioneSS1Sassari. «La Resistenza ha contribuito in modo determinante ad affermare come soggetti della costruzione istituzionale e politica dell’Italia masse popolari, prima subalterne, escluse dal potere. Con la Resistenza sono entrate in campo idee nuove e rivoluzionarie per l’Italia, che non ha avuto rivoluzioni precedenti». Così questa mattina il sindaco di Sassari Nicola Sanna, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile nel cortile di Palazzo Ducale, ha voluto sottolineare l’impegno di quanti, sardi, italiani, semplici, normali sacrificarono la loro vita per liberare l’Italia dall’oppressione del nazifascismo.

Il primo cittadino ha ricordato che «i sardi che hanno partecipato alla Resistenza sono stati da 6500 a 7000. Persone normali. Molti partigiani sardi sono stati insigniti di medaglie al valore militare: 8 d’oro, 34 d’argento, 34 di bronzo». Sanna ha ricordato i nomi di alcuni da Salvatore Bulla a Luigi Podda, da Fausto Cossu a Pietro Meloni e Elio De Cupis. Un accenno, poi, alla storia, ricostruita dal giornalista Matteo Incerti, del soldato scozzese David Kirkpatrick che con il suo impegno salvò molti italiani. Un passaggio quindi sulla Costituzione e sui valori fondamentali che essa racchiude, «come a esempio l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro».

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L’intervento del sindaco Nicola Sanna

«In queste giornate di festa per la libertà – ha chiuso Nicola Sanna – amiamo dunque la nostra Costituzione, amiamola vigilando su di essa come un bambino vigila sui suoi giochi, con possessività, gelosia, rispetto e amore. Rinnoviamola, laddove serve, per mantenere irreversibili le scelte fondamentali e applicarla nei punti dove, colpevolmente, fa comodo essere disattenti».

Dopo la deposizione delle corone di fiori accanto alla lapide commemorativa del 25 aprile, l’inno di Mameli e il silenzio suonato dalla tromba solista della banda musicale “Luigi Canepa” per ricordare quanti caddero combattendo per la libertà del nostro Paese, è stata la presidente provinciale dell’Anpi, Caterina Mura, a portare la prima testimonianza. Nel ricordare l’impegno dei partigiani e delle partigiane, con armi e senza, come combattenti e come staffette, ha sottolineato che il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Da lei quindi un appello alla pace, al dialogo. «Un gioco di guerra che deve essere fermato – ha detto – che si mettano a tacere l’assurdo di queste intenzioni. Un appello perché i cittadini si mobilitino per diffondere voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra».

È stata quindi la studentessa dell’Università di Sassari, Laura Garau, con la sua testimonianza a sollecitare una riflessione profonda sull’Olocausto. La studentessa, protagonista assieme ad altri giovani, ha partecipato al progetto dell’Arci “Promemoria Aushwitz” finalizzato ad accompagnare le giovani generazioni alla scoperta e alla comprensione della complessità del mondo, a partire dal passato e dalle sue narrazioni, affinché possano acquisire lo spirito critico necessario a un protagonismo come cittadini nel presente. Il suo è stato un invito a non essere solo cittadini spettatori del mondo ma veri protagonisti del cambiamento. «Oggi come ieri – ha detto – dobbiamo prendere consapevolezza dell’enorme potere e dell’enorme responsabilità che ciascuno di noi ha, perché è dal singolo, è da noi stessi che deve partire ogni giorno la volontà di resistere. E resistere significa vedere, agire, opporsi all’ingiustizia, ai soprusi, quando la nostra Costituzione non viene attuata o viene messa a rischio da nuove forme di razzismo e fascismo, opporci quando i nostri diritti vengono calpestati».

La Costituzione e i valori di democrazia e libertà sono stati al centro dell’intervento del prefetto Giuseppe Marani che ha sottolineato che «il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani, un’occasione per rinnovare il vincolo dell’unità nazionale, la giornata in cui si celebra quel processo storico che ha contribuito alla costruzione dell’Europa e ad oltre 70 anni di pace e che fonda le sue radici sui principi dello stato di diritto, dell’uguaglianza e della libertà. Insieme dobbiamo evitare gli errori del passato, insieme dobbiamo coltivare la democrazia e difendere i valori sanciti dalla nostra Costituzione», ha concluso.

Alla Carta costituzionale si è appellato anche l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi che ha invitato a «restituire fiducia ai giovani che si sentono trascurati da una politica che avvertono come lontana e indifferente. Oggi – ha chiuso Guido Sechi – celebriamo con convinzione la liberazione. Lo facciamo con lo spirito di chi riconosce il sacrificio di questo percorso storico e con la consapevolezza di dover andare avanti perpetuando i valori dei diritti civili, politici e sociali».

Alla cerimonia hanno partecipato tanti cittadini che hanno riempito il cortile di Palazzo Ducale. Tra le autorità erano presenti il questore Maurizio Ficarra, il comandante provinciale dei Carabinieri di Sassari colonnello Luca Corbellotti, il comandante della compagnia della Guardia di finanza Antonello Reni, il dirigente della Polizia stradale di Sassari Inti Piras, il delegato del comando Brigata Sassari il tenente colonnello Alessandro Cuccu e il tenente colonnello Salvatore Pala in rappresentanza del 152esimo reggimento fanteria Brigata Sassari, la deputata e sindaco di Florinas Giovanna Sanna. Erano presenti, inoltre, l’Anpi, l’associazione Brigata Sassari, l’associazione nazionale alpini, l’associazione nazionale bersaglieri sezione Sassari, l’associazione combattenti e reduci, l’associazione ufficiali in congedo, l’associazione nazionale caduti e dispersi in guerra.

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