Sanità nel Sassarese, disastro senza fine

L’opposizione in Consiglio regionale si appella al nuovo assessore Carlo Doria: «Stop a scelte irrazionali»

Sassari. «Da quattro anni mettiamo l’accento sul disastro della sanità sarda e del nostro territorio. Non c’è lungimiranza e con il nuovo assessore (Carlo Doria, ndr) si compiono scelte irrazionali». L’opposizione in Consiglio regionale ha presentato sabato mattina alla stampa un lungo elenco di problemi e disservizi che investono il mondo ospedaliero e dell’assistenza sanitaria nell’isola. Un incontro convocato sabato mattina nella sede della federazione del Pd a Sassari, al quale sono intervenuti il capogruppo dem Gianfranco Ganau, Daniele Cocco (Gruppo Alleanza Europa Verde – Sinistra – Possibile – Art.1) e Desirè Manca (M5S), con l’adesione di Antonio Piu (Europa Verde) e Gianfranco Satta (Progressisti).

Il primo punto è quello delle Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale per il covid) e dei medici assunti con contratti interinali, prorogati dal Consiglio regionale fino al 31 dicembre proprio per garantire servizi essenziali come le vaccinazioni anti covid, l’assistenza ai pazienti fragili con covid nonché le sostituzioni delle guardie mediche e turistiche. «Adesso, con una carenza nota di medici, si è deciso di bloccare 200 sanitari, che non possono più garantire i servizi che svolgevano, tra cui anche quelli relativi all’accertamento necroscopico e attività di pronto soccorso», ha rimarcato Ganau. La scelta è stata quindi quella di non rinnovare i contratti. Si tratta in totale di 150 medici Usca e 54 medici interinali. «Avevamo invitato l’assessore a trasformare le Usca in Uca, come previsto dal decreto ministeriale 77 e come fatto da altre regioni, unità non legate al covid. Così non è stato. Il mancato rinnovo ha portato alla chiusura del centro vaccinale di Sassari, al ritardo anche di un giorno negli accertamenti necroscopici nei paesi, alla carenza di medici di medicina generale (come a Oliena, dove 350 pazienti non hanno più neanche la guardia medica diurna dell’Usca), alla chiusura notturna del pronto soccorso di Ozieri. tutto questo disastro era facimente prevedibile ed evitabile. E l’assessore deve prenderne atto», ha proseguito il capogruppo del Pd.

«Lunedì mattina è convocata la conferenza dei sindaci per gli atti delle aziende sanitarie, più Areus e Ares. Con la rivisitazione dell’ultima stesura dell’atto aziendale di Sassari possono arrivare le risposte che ancora attendiamo, su tutte la discrasia tra ospedale di Alghero e quello di Ozieri», ha aggiunto Daniele Cocco. «Si è detto che finalmente si era giunta a una autonomia dei due ospedali. Alghero però è struttura complessa e Ozieri no, quindi continuerà a essere subalterno. Alcuni reparti, importantissimi a livello regionale, come la radiologia o l’oculistica, almeno come ultima stesura, non saranno strutture complesse, mentre lo erano nella prima ipotesi di atto. Ci sono ridondnze incomprensibili che vanno assollutamente riviste», ha detto ancora Cocco, che ha richiamato le altre criticità, dai funerali effettuati con il feretro un giorno in più a casa perché l’ufficiale sanitario non poteva giustificare il decesso, l’Areus il numero unico parte in gravissimo ritardo con una convenzione esterna, le liste di attesa e la chiusura del pronto soccorso di Ozieri. «Confidiamo nel buon senso dell’assessore. Anche se denunciamo da tempo la fortissima sperequazione dei pazienti del nordo rispetto a quelli del sud dell’isola. Infine le selezioni di Areus e Ares, con requisiti diversi».

«L’opposizione lavora insieme per mettere in luce lo sfascio della sanità regionale e territoriale. Portiamo progetti per porre una pezza, eppure non vengono discussi», ha attaccato Desirè Manca. Un’altra criticità è quella delle liste d’attesa: sono 32 i milioni stanziati dal Governo negli ultimi tre anni per lo smaltimento delle liste, che al contrario sono sempre più lunghe. È difficilissimo prenotare una visita, dal Cup danno sempre la solita risposta. «E poi parliamo di interi reparti smantellati, come la lungodegenza. Il territoprio doveva sopperire con Alghero e Ozieri. Così non è e chi ha necessità di essere ricoverato viene dirottato in altri reparti di medicina, adagiati sulle solite barelle nei corridoi. A Sassari non esiste poi il riconoscimento del codice rosa al pronto soccorso: a chiunque sia vittima di violenza non viene riconosicuto il diritto al sostegno psicologico, che prima veniva svolto da un ambulatorio adesso chiuso», ha ricordato Desirè Manca. Si attende l’apertura dell’hospice a Ploaghe e a Sorso, attualmente ancora chiusi. E la chirurgia pediatrica di Sassari: i bambini sono trasportati a Cagliari in ambulanz e non con l’elisoccorso come era stato garantito.

Infine l’edilizia sanitaria. Le case di comunità ancora non ci sono. Eppure esistono realtà come Ittiri dove l’ospedale c’è già. E il nuovo ospedale di Sassari: non si può realizzare, è stato fatto notare in chiusura di conferenza stampa, dove era stato indicato dal presidente Solinas, l’area (in via Bellini, nei pressi dell’Istituto Agrario) non è prevista dal Puc come destinata a strutture sanitarie.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio