Salone del libro: «Sardi, l’arte è nel vostro dna»

La seconda giornata allo stand Sardegna è stata dedicata in particolar modo a grandi artiste rivoluzionarie come Maria Lai, Edina Altara e le sorelle Coroneo

TorinoLibroSecondaGiorn2Torino. «L’arte è la lingua materna dei sardi. Una ricchezza semantica di linguaggio che è insita nell’artigianato, nei pani decorati, nelle tessiture e nella vita quotidiana, insomma nel dna». Parlare di Maria Lai, di Edina Altara o delle sorelle Coroneo al Salone del libro di Torino significa riscoprire la Sardegna come un continente dall’orizzonte culturale inaspettato. Almeno nelle parole usate ieri al Lingotto da Elena Pontiggia, docente milanese con cattedra in Storia dell’Arte all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano. Pontiggia è impegnata in una ricerca senza precedenti sulla vita e sull’opera di Maria Lai, per l’omonima monografia che la Ilisso darà alle stampe il prossimo dicembre.

«All’inizio della ricerca pensavo che la grande artista di Ulassai avesse iniziato il suo percorso artistico partendo dalla civiltà della Sardegna per dialogare con l’Europa – ha spiegato l’autrice al fianco di Anna Pau e Antonello Cuccu –. Arrivata al Museo dell’artigianato di Nuoro mi sono dovuta ricredere, ho capito che la Sardegna che io pensavo fosse un’isola è una galassia. Ho capito che Maria ha messo a confronto il grande universo della Sardegna con il piccolo universo del resto del mondo».

TorinoLibroSecondaGiorn1Una figura rivoluzionaria quella di Maria Lai, riuscita a emergere in un periodo in cui fare arte per una donna era quasi impossibile. Il suo fu un percorso contro corrente, come contro corrente fu quello di Edina Altara e delle sorelle Coroneo, di cui la Ilisso ha presentato al pubblico di Torino le rispettive pubblicazioni.

Nel corso del dibattito è emerso che l’elemento fondante della poetica insita nell’arte di queste “reinas”, è quel mondo di ornamenti, decorazioni, pani intagliati che loro si sono trovate a respirare fin dalla nascita. Per loro ha rappresentato una lingua materna, appunto, che non si può imparare allo stesso modo a scuola o in accademia. Una ricchezza straordinaria insomma, di cui i sardi dovrebbero fare tesoro, in un momento in cui la cultura diventa sempre più globale e quindi sempre più anonima.

Il viaggio alla scoperta delle “reinas” è proseguito con la presentazione dei libri d’autore di Gabriella Locci e Milena Agus, a cura di Mediando Edizioni e Casa Falconieri. In questo lavoro nato appositamente per il Salone di Torino, un’artista visiva e una scrittrice si incontrano per dare vita a un “libro d’autore”, edito come in rari casi avviene per un’opera del genere. I testi sono frammenti letterari accostati dalla Agus alle incisioni realizzate dalla Locci, con tecniche come a punta secca, carborundum e cloroformio. La prima versione, di grande formato, prende il nome di “Luce d’ambra”, nata dall’idea di un varco verso la luce. La seconda, in formato ridotto è intitolata “Ombre”, ed è come un ritorno da quel varco. A novembre il progetto andrà al Fig Festival di Bilbao e a gennaio 2018 al Setup di Bologna.

TorinoLibroSecondaGiorn3La presidente dell’Associazione Editori Sardi Simonetta Castia, titolare della casa editrice Mediando, ha fatto notare come la forma di espressione artistica non sia sufficientemente valorizzata in Sardegna: «È un fenomeno ancora da esplorare nell’isola e l’impegno delle case editrici è anche quello di aiutare gli artisti a promuoversi».

Lo “Spazio Eventi” del Padiglione 3 è stata poi la cornice di presentazione del libro di Giacomo Mameli, dal titolo “Come figlie, anzi. Donne migranti si raccontano”, Cuec edizioni. Incontro molto seguito in compagnia di Carmen Belloni, Martina Giuffrè e Federica Turco, che assieme all’autore hanno parlato delle vicissitudini incontrate dalle tante donne migranti giunte dall’Est Europa, dall’Asia e dall’America latina per occuparsi di madri e padri altrui. «È triste constatare come in alcune parti del mondo le donne non vengano rispettate, per quanto anche in Italia ci siano esempi negativi – ha detto Mameli in conclusione –. Trovare esempi positivi nel superare le differenze di genere è molto importante. Le ragazze che vengono oggi da noi hanno una professionalità incredibile, sono ormai laureate e specializzate».

L’appuntamento di ieri è stato anche occasione, in mattinata, per parlare di povertà in Sardegna, in un incontro dibattito a cura di Csv Sardegna Solidale in collaborazione con la Onlus Emanuela Zancan. L’assessore regionale alla Cultura, Giuseppe Dessena, assieme a Gian Piero Farru, Bruno Luisella ed Elena Innocenti, ha parlato delle trappole in cui finiscono con sempre maggiore frequenza i giovani e le donne.

Assieme ai ragazzi del liceo Asproni di Nuoro, che hanno realizzato una corposa ricerca confluita in un volume, l’esponente della Giunta regionale ha poi introdotto un dialogo su Giorgio Asproni, un protagonista sardo del Risorgimento italiano.

 

Programma di oggi sabato 20 maggio

Alle 11 dialogo attorno al tema della libertà delle donne con Marinette Pendola, autrice del romanzo L’erba di vento, ARKADIA Editore.

Alle 12 “Reinas, raighinas, eroìnas”, dibattito con la presidente del Consiglio comunale di Sassari Esmeralda Ughi, il sindaco di Borutta Silvano Arru, gli studiosi Francesco Casula e Giuseppe Zichi.

Alle 13 “Donne sarde, sensibilità primitive”, TAPHROS editore, con l’autrice Gisella Rubiu e Gianni Pes.

Alle 16 dialogo attorno a Grazia Deledda con Maria Elvira Ciusa, autrice di “Grazia Deledda. Una vita per il nobel” CARLO DELFINO Editore.

Alle 17 si parla di “Giuseppe Dessì: scrittura, cinema, pittura”. Dibattito a cura della Fondazione Dessì per il quarantennale dalla morte, con la partecipazione di Paolo Lusci, Anna Dolfi, Federica Usai e Gianni Olla.

Alle 18.30 ultimo appuntamento con la presentazione di Wedding planner’s Staff, in compagnia dell’autrice Elisa Mocci, edito da CARLO DELFINO.

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