Salone del libro di Torino, la Sardegna presenta le sue reinas

In particolare, le grandi donne della politica: Ninetta Bartoli, Margherita Sanna, Bastianina Musu Martini e Marianna Bussalai. Spazio anche per Grazia Deledda. Ricordato Giuseppe Dessì

 

SaloneLibroPubblicoTorino. La terza giornata al Salone del libro di Torino conferma il successo di una trentesima edizione particolarmente riuscita. File lunghissime ai cancelli del Lingotto e un via vai di gente alla ricerca di un libro o semplicemente incuriosita dall’infinità di proposte e appuntamenti. Insomma, un pienone che a sentire gli addetti ai lavori non si era mai visto negli ultimi anni.

Allo stand Sardegna sono state protagoniste le “reinas” della politica sarda, straordinarie figure come quelle di Ninetta Bartoli, Margherita Sanna, Bastianina Musu Martini e Marianna Bussalai, alle quali l’editoria isolana sta oggi dando grande rilievo. La giornata è stata anche occasione per riscoprire Grazia Deledda, immancabile tra le “reinas”, e per ricordare Giuseppe Dessì nel quarantennale dalla morte.

SaloneLibroUghi
Giuseppe Zichi, Esmeralda Ughi, Silvano Arru e Cesare Casula

Nel corso del dibattito “Reinas, raighinas, eroìnas”, introdotto dalla presidente AES Simonetta Castia, la presidente del consiglio comunale di Sassari, Esmeralda Ughi, ha tracciato il profilo di Bastianina Martini Musu, sassarese fondatrice del Comitato di difesa della donna assieme a Rita Montagnana, in prima linea nella battaglia per il diritto all’elettorato femminile, ottenuto nel ’46 grazie anche al suo notevole impegno.

«Al di là della biografia sicuramente importante, donne come lei hanno trasmesso una grande eredità alle donne contemporanee che tentano di far politica», ha affermato Esmeralda Ughi, che ha poi voluto ricordare come non sia stata ancora approvata una legiferazione sulla doppia preferenza di genere.

Il sindaco di Borutta, Silvano Arru, ha invece ricordato Ninetta Bartoli, prima sindaca d’Italia, eletta nel ‘46 nel piccolo borgo del Meilogu lasciando una serie di grandi opere tra le quali spicca la ristrutturazione del monastero di San Pietro di Sorres, che finanziò di tasca. «Un esempio – ha detto Arru – anche per i politici di oggi, e non solo per le donne». In Sardegna lo stesso anno della Bartoli fu eletta anche Margherita Sanna, prima cittadina di Orune, le cui vicissitudini sono state delineate dallo studioso Giuseppe Zichi. Francesco Casula ha invece rievocato i tratti della vita dell’oranese Marianna Bussalai, a cui ha dedicato una monografia (Alfa editrice). Malaticcia ma forte di carattere, pur semplice nei modi, fu sardista antelitteram ma non volle mai candidarsi. Fu lei a coniare il motto “Sardigna no est Italia”.

La presentazione di “L’erba di vento”, edito da Arkadia, è stata invece occasione per parlare di emancipazione della donna, sullo sfondo dell’emigrazione italiana in Africa ai primi del Novecento. L’autrice Marinetta Pendola, in un confronto con la spigliata blogger marchigiana Giulia Ciarapica, ha esposto la storia vera di una donna siciliana emigrata in Tunisia che, con la tenacia dell’erba di vento (cioè la parietaria), diventa una piccola eroina che insegue il proprio riscatto agognando una completa indipendenza dall’universo maschile.

Di longevità e di tradizioni si è invece dibattuto durante la presentazione di “Donne sarde, sensibilità primitive” di Gisella Rubiu, Taphros Editrice. Nel dibattito moderato da Dario Maiore, è emerso che la longevità nasce da fattori epigenetici, da riferirsi all’alimentazione, allo stile di vita, all’attività motoria e al contatto con la natura. Nel cibo vi è anche un richiamo alla convivialità e quindi alla socializzazione. L’incontro è stato occasione per una degustazione a tema, con pietanze di cui il volume tratta in una sezione dedicata alle ricette ogliastrine.

SaloneLibroPubblicoFilaDalle reinas del Salone di Torino non poteva mancare Grazia Deledda, di cui è stata presentata la prima “vera biografia”. Così l’ha definita Carlo Delfino, che ne ha curato l’edizione. Una biografia realizzata da Maria Elvira Ciusa dopo anni di intenso lavoro alla ricerca di documenti e foto inedite. Il libro ripercorre soprattutto il “periodo romano”, meno conosciuto e «non sempre trattato con coscienza di causa». Dal volume viene fuori l’immagine di una donna di grande spirito, simpatica e comunicativa, aperta al mondo intellettuale romano e mondiale, capace di mettere in soggezione con il suo sguardo ipnotico.

Carlo Delfino Editore ha anche proposto Wedding planner’s Staff, un manuale per chi desidera lavorare nel mondo dei matrimoni esclusivi. L’autrice è l’imprenditrice sassarese Elisa Mocci, prima wedding planner in Sardegna e una delle pioniere del settore in Italia, che ha ideato una Accademy per formare professionalità di settore, aprendo una prima sede a Sassari che poi si è allargata a Roma e Milano.

Nella sezione Tra Isola e mondo è emersa l’immagine inedita di Giuseppe Dessì pittore. Un’immagine scandita dai racconti di Anna Dolfi, presidente del premio a lui dedicato e di Paolo Lusci, presidente della Fondazione Dessì, che ha curato il dibattito. Ad analizzare le sua cifra artistica è stata Federica Usai, giovane ricercatrice del dipartimento storia dell’arte dell’università di Cagliari, secondo la quale Dessì non può essere associato a un artista d’avanguardia: «La sua è una pittura è abbastanza antica ma priva di retorica e di folclore, che tralascia le specificità etniche». Durante l’incontro è stato letto un testo di Gianni Olla, per ricordare l’aspetto poliedrico di Dessì, le sue passioni e i progetti nel campo documentaristico, televisivo e teatrale. La testimonianza più commovente è stata quella del figlio Francesco, che sin dall’infanzia aveva considerato il padre un pittore, piuttosto che uno scrittore, «sempre legato alle cose della sua Sardegna e allo stesso tempo curiosissimo di ogni tecnica moderna».

Oggi (21 maggio) giornata conclusiva.

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