A rischio la sezione della Polizia Postale di Sassari

Potrebbe arrivare nella prima decade di dicembre la decisione sulla soppressione del presidio del nord Sardegna. Segnalati nel 2013 50 siti pedopornografici. L’appello dell’Ugl ai politici locali

 

 

PoliziaPostalefotoSassari. Entro il primo trimestre 2015, il Dipartimento della Polizia di Stato sopprimerà alcuni presidi su tutto il territorio italiano, se non si riuscirà a scongiurare tale progetto, nella riunione che si terrà nella prima decade di dicembre. Nell’ambito della cosiddetta “revisione della spesa”, che a quanto pare interessa solo la Polizia di Stato, verranno chiusi uffici come commissariati, sezioni di Polizia Stradale, sezioni di Polizia Postale e Ferroviaria, le Squadre Nautiche e Sommozzatori, alcune scuole. «Tra le chiusure che interesseranno il nord Sardegna – scrive Tamara Marcelli, segretario provinciale e vice segretario regionale dell’Ugl Polizia di Stato – risulta inaccettabile quella relativa alla Polizia Postale; specialità ormai punto di riferimento quasi imprescindibile per tutti gli altri Uffici di P.S. e non, distaccati e soprattutto per i residenti nel nord Sardegna. La Sezione della Polizia Postale risulta essere l’unico presidio specializzato nel territorio nella prevenzione e nel contrasto della criminalità informatica a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione, specializzato alla repressione di reati, in un momento storico in cui si osserva un incremento esponenziale,afferenti alle materie di pedopornografia, cyberbullismo, copyright, hacking, e-banking, analisi criminologica dei fenomeni emergenti, giochi e scommesse on line. Tra l’altro non è corretto affermare che la chiusura delle Sezioni di Polizia Postale di Sassari possa comportare risparmi economici, dal momento che le stesse vengono, ad esclusione degli stipendi, sovvenzionate dalla società Poste Italiane S.p.A., società privata che assume sul proprio bilancio tutti i costi di gestione che non vanno a gravare, conseguentemente, su quelli del Ministero dell’Interno».

«Paradossalmente, proprio la chiusura – prosegue Tamara Marcelli – comporterebbe un aggravio ulteriore di spesa per dotare quel personale, trasferito ad altra sede, di computer, attrezzature tecnologiche ed informatiche, arredi, autovetture di servizio, consumi di energia, affitti dei locali ed altro, il cui costo, ad oggi è a carico della società privata Poste Italiane.

Non è altrettanto corretto affermare che la chiusura delle Sezioni porti ad una razionalizzazione delle risorse umane. Razionalizzare significa utilizzare al meglio il personale già specializzato, e questo come sarebbe possibile se lo stesso verrà disperso in attività dì carattere generale, vanificando quella esperienza e professionalità acquisita nel corso degli anni anche attraverso numerosi e dispendiosi corsi di specializzazione voluti da quella stessa Amministrazione che oggi vuole cancellare tutto? La Sezione della Polizia Postale di Sassari è composta da 8 uomini altamente specializzati, attivi nella Provincia storica più estesa d’Italia, la cui chiusura farà si, che non si potrà più contare sugli incontri periodici effettuati in ambito scolastico ed universitario, relativi all’uso sicuro del web (solo nell’anno in corso sono stati organizzati numerosi incontri, che hanno coinvolto più di 1.000 studenti con diverso grado d’istruzione); non si potrà più fare affidamento ad un reparto che solo nel corso del 2013 ha ricevuto circa 600 denunce, indagato circa un centinaio di persone in stato di libertà, che ha svolto più di 100 indagini delegate dall’autorità giudiziaria e circa 400 d’iniziativa, circa 100 richieste di collaborazione da parte di altre forza di Polizia, circa 600 siti pornografici controllati e circa 50 siti segnalati con contenuto pedopornografico, garantendo inoltre numerose pattuglie in servizio di controllo del territorio. Inoltre un dato che non viene registrato ma fondamentale per la sicurezza del cittadino è la ricezione di innumerevoli richieste di delucidazioni in materia inerente le nostre competenze, che vengono puntualmente soddisfatte tramite presenza fisica. In senso più ampio sopprimere la Sezione composte da 8 unità, produrrebbe uno scarso recupero di risorse senza nessun beneficio concreto, anzi vedrebbe accrescere esponenzialmente le problematiche organizzative, accentrando e demandando l’intera complessa materia informatica alle Questure, imponendo di fatto l’istituzione di un Ufficio ad hoc per la trattazione del nuovo carico di lavoro, con personale che dovrà essere opportunamente formato e qualificato, sottraendo risorse ad altri settori già carenti».

Sensibili alla questione si sono dimostrati fin da subito i sindaci delle maggiori città della provincia, Nicola Sanna (Sassari), Mario Bruno (Alghero) e Gianni Giovannelli (Olbia). «Un invito ai Politici, le Istituzioni, i cittadini tutti di questa provincia a far sentire la loro voce a difesa di un’istituzione così importante ed aiutarci a non far calare l’attenzione sulla sicurezza», è la conclusione della sindacalista dell’Ugl.

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