Rete metropolitana, prevale il buon senso

Il Consiglio comunale di Porto Torres nei giorni scorsi ha deciso di essere parte integrante del progetto. La posizione di Paola Conticelli

 

di Paola Conticelli
gruppo consiliare di maggioranza “Porto Torres in Movimento”

 

PaolaConticelli
Paola Conticelli

Il Consiglio comunale di Porto Torres ha mostrato una certa maturità e responsabilità nel deliberare di dare mandato al sindaco per procedere a una rielaborazione dei criteri di rappresentatività nella bozza di statuto metropolitana e di sottoporla all’attenzione dei Sindaci componenti l’Assemblea della rete. Quindi una delega senza nessuna indicazione precisa di quali osservazioni portare sul tavolo dei sindaci, che sicuramente saranno impazienti di incontrare il sindaco di Porto Torres per chiedergli spiegazioni dettagliate in merito, constatato che l’unica proposta che è riuscito a portare sul tavolo è stata quella dell’uno vale uno, difficilmente applicabile in questo preciso contesto.

Il buon senso, per fortuna, ha prevalso e le contrapposizioni si sono attenuate considerevolmente.

Il Comune di Porto Torres, quindi, non deliberando nel consiglio la non uscita dalla rete, ha di fatto confermato di volerne fare parte, così come sancito dall’art. 8 della Legge 2 del 4 febbraio 2016, che stabilisce che i comuni che NON hanno intenzione di far parte della Rete Metropolitana avrebbero dovuto esercitare, con apposita delibera consiliare, l’iniziativa del distacco. Questo atteggiamento va chiaramente in contrasto sia con la linea dura fin qui assunta, sia con le recenti note di stampa di alcuni portavoce del M5s, che hanno evidentemente perso la bussola.

Infatti non si riesce a capire il senso di alcune affermazioni del tipo: «l’atto di Porto Torres rimanda senza appello alla assemblea dei sindaci», oppure «il M5S del territorio c’e, non è una comparsa ma ha un peso…».

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Una seduta del Consiglio comunale di Porto Torres

Non si riesce concretamente a capire il senso di tali dichiarazioni, che vengono fatte più per apparire che per raccontare ciò che è veramente accaduto. Tra l’altro penso che una buona parte degli attivisti e dei simpatizzanti del M5s del territorio non sia affatto d’accordo su come sia stata gestita la vicenda sia dai rappresentanti di Porto Torres che dagli altri portavoce locali.

Lo confermerebbe, quindi, la repentina marcia indietro del Comune di Porto Torres che, probabilmente ben consigliato dal proprio apparato burocratico, ha convinto il gruppo consiliare M5S a battere in ritirata. Infatti, se il testo della bozza fosse stato emendato, avrebbe conseguentemente sfiduciato il sindaco Wheeler in quanto anch’egli estensore della bozza.

L’uscita dalla rete, inoltre, non avrebbe avuto conseguenze sostanziali in quanto la Rete Metropolitana si sarebbe costituita anche senza l’adesione del comune di Porto Torres, cosi come stabilito dalla legge Erriu.

Prendere cantonate può capitare in politica: ammetterle è segno di maturità, ma perseverare nel continuare a prenderle è diabolico.

Mi auguro che l’episodio sia oggetto di riflessione e porti consiglio a chi non vede nella coesione e nella sinergia un valore aggiunto irrinunciabile.

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