“Rete Dafne” operativa anche a Nuoro

È il servizio di assistenza alle vittime di reato, attivo dal 2018 a Sassari e Cagliari. Si può chiamare il numero verde 800013000, attivo h24

Nuoro. Giovedì 8 giugno 2023, alle 15,30, nella Sala Consiliare del Comune di Nuoro, sarà dato il via all’attività della “Rete Dafne Sardegna” in città, con la partecipazione del sindaco Andrea Soddu, dell’assessora alle Politiche Sociali Fausta Moroni, del presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, del presidente di Rete Dafne Italia Marco Bouchard e di Annina Sardara, responsabile del coordinamento di Rete Dafne Sardegna. Saranno inoltre presenti magistrati del Tribunale di Nuoro e del Tribunale per i minorenni di Sassari, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Rete Dafne Sardegna. Il progetto ha permesso la costituzione di una rete che garantisce ad ogni vittima di reato accoglienza, ascolto, informazione sui propri diritti, supporto psicologico e psichiatrico, assistenza alla polizia giudiziaria, orientamento e accompagnamento ai servizi e mediazione. La Sardegna è la terza regione in Italia ad ospitare la Rete Dafne, nata a Torino e successivamente istituita anche a Firenze. Nell’isola fino ad ora erano due le sedi, Sassari e Cagliari, e il servizio è accessibile tramite il numero verde 800013000, ed il numero di reperibilità 24 ore su 24, 3461007612. Dal 2018 ad oggi sono state accolte ed assistite oltre seicento persone vittime di reato.

La Rete Dafne offre gratuitamente i diversi servizi a supporto delle vittime di qualsiasi reato, di ogni età, nazionalità, condizione economica e sociale, e costituisce attuazione alla Direttiva 2012/29/UE “Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato”, in particolar modo nella parte in cui viene chiesto agli Stati membri di assicurare alla vittima, in funzione delle sue esigenze, l’accesso a specifici servizi di assistenza riservati, gratuiti e operanti nell’interesse della vittima, prima, durante e per un congruo periodo di tempo dopo il procedimento penale.

Il progetto, elaborato dall’Associazione “Mediatori Insieme” di Sassari e sostenuto, fin dalla sua nascita, operativamente ed economicamente dalla Fondazione di Sardegna, è stato realizzato in collaborazione con l’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, il Comune di Sassari, il Comune di Cagliari, il Centro per la Giustizia Minorile della Sardegna, l’UIEPE, il Tribunale Ordinario di Sassari, il Tribunale Ordinario di Cagliari, la Procura presso il Tribunale Ordinario di Sassari, la Procura presso il Tribunale Ordinario di Cagliari, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari, la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari, la Procura presso il Tribunale Ordinario di Nuoro, il Tribunale per i Minorenni di Sassari, il Tribunale per i Minorenni di Cagliari, il Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari, il Consiglio dell’Ordine Forense di Cagliari, la Fondazione Dinamo, la Dinamo Banco di Sardegna Basket ed oggi vede come nuovi partner il Comune di Nuoro, il Tribunale Ordinario di Nuoro, le Aziende Universitarie -Ospedaliere di Sassari e Cagliari e i Comuni di Quartu, Sestu e Capoterra.

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