Il Puc di Sassari bocciato dall’opposizione

Sofia Fiorillo (M5S): «Non si danno risposte adeguate ai problemi che affliggono la città». Manuel Alivesi (Forza Italia): «Il Piano è già vecchio»

 

 

PucConsCom3Sassari. Giudizio negativo da parte dell’opposizione sul Puc di Sassari approvato martedì sera dal Consiglio comunale con 22 voti a favore e 7 contrari. «È un Piano carente e le carenze sono di tipo strutturale. Non si danno risposte ai problemi che affliggono la città», ha evidenziato Sofia Fiorillo (M5S). «Il Puc aggredisce come un tumore maligno la fascia olivetata, accentrando tutte le nuove aree di espansione. Non si propongono soluzioni per l’agro antropizzato, né per nuove aree turistiche da individuare con una non meglio specificata procedura ad evidenza pubblica, né per le aree degradate». Le criticità riguardano anche l’edilizia popolare. «Servono 2500 alloggi per 10mila persone.; ne sono stati individuati invece appena 400». Ma il dito è puntato soprattutto sul Partito Democratico. «Il Piano è diretta conseguenza delle lotte interne al Pd. Occorre emendare le illegalità in esso contenute. La soluzione è revocare la delibera di adozione restituendo piena vigenza al vecchio piano regolatore – ha proseguito Sofia Fiorillo –. Perché dobbiamo dotarci di un Puc così? A chi giova la sua approvazione? Probabilmente al Pd». Parole che non sono piaciute per niente alla maggioranza. «Non sono disposto ad accettare insinuazioni. Qui ci sono persone oneste», ha replicato Simone Campus (Pd).

«Il Puc esprime l’essenza di un Comune. E allora questa Puc è essenza di quale amministrazione? Non si capisce. È un Piano già vecchio. Avremmo voluto per la nostra città il miglior Puc possibile. La minoranza però è sempre stata esclusa dal processo di elaborazione del piano», ha ribadito Manuel Alivesi, capogruppo di Forza Italia. Critico anche il suo collega di partito Giancarlo Carta: «Questo piano era fatto male ed è stato cassato dalla Regione con 104 osservazioni. Non possiamo che votarvi contro nella maniera più netta». E poi ancora l’edilizia popolare. «Il mandato Ganau è passato alla storia perché non ha dato una sola casa popolare. Le ultime le abbiamo date noi con la Giunta Campus». Pronta la replica di Nicola Sanna: «Diamo soddisfazione a 400 alloggi, che rispetto a 1200 domande è un numero più che sufficiente, perché bisogna rispettare una serie di requisiti per accedere alla graduatoria vera e propria».

Adesso all’opposizione ma nel 2009 nel Pd Antonello Sassu, che la prima versione del Puc la votò. Quel Piano aveva diversi limiti. «Ricordo che mancava il Piano di assetto idrogeologico e già allora mi chiesi perché non c’era». Adesso rimangono alcuni punti che non convincono: come il perimetro del centro matrice, troppo ampio rispetto al centro storico vero e proprio. Tra i meriti invece l’azione di recupero dei beni identitari. «Voterò contro», ha concluso il consigliere di Sassari Progetto Comune.

Infine la mancanza di partecipazione. «Il limite in generale del Puc è il celarsi dietro un linguaggio amministrativo e burocratico spesso difficile da capire», ha detto Maurilio Murru (M5). (lufo)

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