Il Puc va in Consiglio comunale
Questa mattina sì della Commissione Urbanistica. Martedì prossimo la pratica passa all’Assemblea Civica. Recepiti i chiarimenti chiesti dalla Regione
Sassari. Questa mattina la Commissione urbanistica, presieduta da Marco Manca (Sel), ha finalmente recepito i chiarimenti che la Regione chiedeva per poter dare il definitivo visto di conformità. La palla ora passa al Consiglio comunale che verrà convocato (con tutta probabilità) martedì. Da quel momento gli uffici regionali avranno 45 giorni di tempo per il definitivo via libera.
«La maggioranza, in scioltezza – spiega in una nota Simone Campus, che è intervenuto a nome di tutto il Pd –, ha approvato l’elaborato tecnico predisposto dagli uffici, rispondendo coi fatti ai tanti dubbi, alcuni dei quali legittimi, che serpeggiavano in città in questi giorni. Siamo stati nei tempi previsti dagli accordi, dando un segnalo chiaro di compattezza e determinazione. Ora la Regione non ci faccia perdere altro tempo.
Rischio ricorsi. «Non c’è procedimento alcuno che ci metta al riparo dal rischio ricorsi. Anzi da questo punto di vista è mettersi l’anima in pace. Chi si sente danneggiato li presenterà comunque, prepariamoci serenamente a questa eventualità. Ma i ricorsi se arriveranno, arriveranno sulla sostanza del Piano che è stata approvata dallo scorso Consiglio e che non è stata modificata».
Le polemiche della minoranza. «Dalla Minoranza è arrivato un voto negativo. È un elemento di chiarezza. Il M5S in particolare adombra chissà quale opacità. Se avessero indicato con precisione i problemi avremo potuti eventualmente risolverli, invece si rifugiano in calcio d’angolo perché non hanno intenzione di prendersi responsabilità vere agli occhi della città».
Lo strumento è perfettibile. «Come tutte le cose umane anche il PUC è certamente imperfetto. Da quando è partito l’iter è cambiato il mondo e gli indicatori socio economici che ne rappresentano le fondamenta sono certamente cambiati, ma noi abbiamo il dovere di completare un percorso lungo che comunque potrà essere migliorato tramite varianti e adeguamenti sostanziali che in questa fase non si sono potuti introdurre come è nel diritto del nuovo Consiglio Comunale sentita la città ad iniziare dalla revisione del regolamento edilizio».
DDL Erriu in materia di urbanistica e l’edilizia. «A tal proposito occorrerà avviare sin da subito un’interlocuzione coi riferimenti istituzionali regionali espressi dal territorio perché le criticità urbanistiche della nostra città (agro diffuso e centro storico in degrado) parrebbero particolarmente toccate dalle disposizioni contenute nel DDL Erriu che pongono una serie di vincoli e limitazioni, rispetto ad esempio alla Legge 4/2009, non favorevoli all’affermazione dei principi di semplificazione, equità e facile applicazione della normativa che nel tempo potrebbero cagionare danni ad un comparto già di per in difficoltà, in un’ottica di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente».






