Progetto Sardinia-Dakar, la cultura dell’acqua parte da Sassari
La Società Sportiva Dilettantistica Albatross punta a costruire una salda amicizia con il movimento natatorio del paese africano. L’intervista a Manolo Cattari

Sassari. Quindici anni di lavoro certosino accanto alle persone con disabilità costituiscono un bagaglio storico incommensurabile. La Società Sportiva Dilettantistica Albatross di Sassari sviluppa interventi sempre più migliorativi nella qualità esistenziale dei loro iscritti, attraverso il nuoto. L’intensificarsi dei rapporti umani, la forte solidarietà, l’estensione di attività culturali, sociali e sportive con il coinvolgimento di altre realtà simili, sintetizzano un altro aspetto fondamentale, incentivato grazie ad un team altamente qualificato continuamente in moto nel trovare nuove lungimiranti prospettive. L’idea di creare una salda amicizia con il movimento natatorio senegalese è il sale del progetto Sardinia-Dakar che partirà a fine mese con un viaggio nello stato africano per approfondire impressioni sulla cultura dell’acqua. Ma sarà anche il trampolino di lancio verso una prospettiva inclusiva ad ampio raggio che rafforzi l’amicizia tra la comunità sassarese e quella dello stato che si affaccia sull’oceano.
I dettagli dell’iniziativa sono stati presentati venerdì mattina nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna a Sassari. Con il coordinamento di Marco Del Bianco, dirigente sportivo, direttore della testata nuoto.com, docente in Scienze motorie all’Università di Pavia anche per i corsi di nuoto, sono intervenuti il presidente del Progetto Albatross Manolo Cattari, il consigliere nazionale della FIN (Federazione Italiana Nuoto) Roberto Del Bianco, il presidente della Federazione Italiana Nuoto Comitato Regionale Sardegna Danilo Russu, l’assessora comunale ai lavori pubblici e alle strutture sportive Rosanna Arru e la vicesindaca di Porto Torres Simona Fois. Si sono complimentati con gli ideatori il presidente del Corso di laurea in Scienze motorie, sportive e benessere dell’uomo dell’Università di Sassari Pasquale Bandiera e il presidente del Comitato regionale Sardegna Ansmes (Associazione Nazionale Stelle e Palme al Merito Sportivo) Paolo Poddighe.
In questo primo approccio in Senegal, Cattari sarà accompagnato da Giuseppe Salis, project manager, esperto di progettazione europea e cooperazione internazionale col compito di porre le basi di futuri progetti comuni. La missione, infatti, mira a creare sinergie con gli enti pubblici e le ONG operanti nel territorio, al fine di progettare interventi dove ogni partner possa portare il proprio valore aggiunto.
Dopo un lungo periodo di gestazione il progetto Sardinia-Dakar si accinge a diventare realtà perché il 26 gennaio Cattari si recherà nella capitale senegalese per stringere accordi e sviluppare uno scambio transculturale dove la diversità sarà valorizzata con il tramite dell’attività motoria.
Manolo Cattari: «Mi sono mosso piano, piano, mettendomi in contatto con la Federnuoto senegalese e con l’ambasciata italiana. Ci sono ottime probabilità di interagire con varie ONG del territorio, vorrei costruire un ponte che non esaurisca i suoi effetti in questo viaggio. Al resto ci ha pensato un amico, facendo da tramite con la scuola di un villaggio che conosce molto bene. Ripongo molta fiducia nell’inclusione attraverso lo sport, e quando entrerò in contatto diretto con i bambini proporrò dei giochi di gruppo che qui in Sardegna hanno funzionato. Vorrei che i nostri allenatori di nuoto andassero in Senegal e viceversa, facendola diventare una prassi con scambi costanti e transculturali».
Danilo Russu: «La chiusura delle piscine a causa del Covid ha lasciato un grande vuoto nei fruitori, a conferma di quanto ho sempre dichiarato in tempi non sospetti. La divulgazione del nuoto come attività di prevenzione e miglioramento della qualità della vita è un mio pallino che porto avanti con immutata ostinazione. La pratica del nuoto è una panacea per le persone con disabilità, ma anche un’ottima arma di prevenzione. Senza tralasciare le potenzialità dell’attività motoria adattata per chi ha problematiche articolari e neurologiche. E poi c’è il nuoto come protezione dall’annegamento che ha in un certo senso dato il là al progetto Sardinia-Dakar».
Rosanna Arru: «Questo progetto è un vero e proprio moltiplicatore dei valori dello sport: inclusione, socializzazione, cura della salute e del benessere psicofisico, dei giovani così come di tutti coloro che si avvicinano a qualsiasi disciplina sportiva. Riuscire a essere addirittura un ponte, attraverso lo sport e più specificamente il nuoto, tra Italia e Senegal non può che aumentare ulteriormente il pregio di questa iniziativa. Per questo ho accolto con sincero piacere e interesse l’invito a essere qui con voi oggi».
Giuseppe Salis: «Sono stato coinvolto dall’Albatross in questa fase del progetto per il follow up progettuale. Abbiamo ravvisato la necessità di dare sostenibilità allo stesso, in modo da non disperdere i risultati ottenuti finora. Il mio ruolo sarà quindi quello di aiutare le parti in causa a progettare ulteriori azioni di intervento in modo da sollevare il livello di intervento e costruire ponti stabili di cooperazione nell’ambito sportivo (e oltre) tra Italia e Senegal».







