Progetto campus a Sassari, pubblicato il nuovo avviso pubblico

Nessuno spazio è attualmente idoneo alla realizzazione del progetto. Il primo avviso per la ricerca di un’area idonea si è concluso nel febbraio 2014

SedeErsuSassariSassari. L’Ersu di Sassari ha pubblicato lo scorso 13 giugno un nuovo avviso pubblico per l’acquisizione di un’area da destinare alla realizzazione di un campus universitario a Sassari. l’Ente ha dato via alla procedura applicando la delibera n°12/14 approvata dal CDA dell’Ersu lo scorso 28 marzo. Nel documento, approvato all’unanimità, il consiglio d’amministrazione dell’Ersu aveva infatti constatato l’urgenza di porre in essere tutti i tentativi e le procedure utili per il mantenimento dei fondi FAS e di quelli regionali per realizzare il campus universitario.

Si ricorda che il primo avviso per la ricerca di un’area idonea pubblicato nel febbraio 2012 si è concluso nel febbraio 2014 senza l’individuazione di un’area idonea dove realizzare la struttura. Pertanto il 28 marzo scorso il CDA dell’Ersu a seguito di un incontro congiunto con Comune e Università ha deliberato che se in tempi brevi non fossero state individuate aree pubbliche idonee alla realizzazione del progetto, l’Ente avrebbe pubblicato un nuovo avviso pubblico. Il CDA ha così inviato all’Università e al Comune una richiesta che invitava le due istituzioni pubbliche a verificare se il progetto campus fosse realizzabile in una loro area. Nel documento inviato dall’Ersu si precisava che il sito eventualmente identificato doveva essere idoneo al programma approvato dal CIPE e rispettare il decreto ministeriale 27 del 2011, che stabilisce le linee guida relative ai parametri tecnici e agli standard minimi qualitativi per strutture universitarie.

In seguito a questa richiesta il Comune di Sassari ha comunicato all’Ersu di non avere nel proprio patrimonio un’area idonea alle caratteristiche delineate nel progetto approvato dal CIPE. L’Università ha proposto invece all’Ersu l’area dell’ex Brefotrofio in via delle Croci al costo di circa sei milioni di euro. L’area, come dichiarato dalla stessa Università, potrebbe ospitare un massimo di 115 posti letto in caso di ristrutturazione dell’edificio preesistente, per arrivare a meno di 300 posti letto se, risolto il problema dei vincoli paesaggistici e architettonici si demolisse e ricostruisse ex novo. La proposta presentata dall’Università è stata esaminata da una commissione tecnica, nominata appositamente (in base a delibera del CDA del 24 aprile scorso) per valutare la congruità delle offerte, nel rispetto dei parametri Ministeriali e del progetto Campus approvato dal CIPE nel 2011. La Commissione composta da: Manuela Abis, docente universitaria con competenze in urbanistica, Antonio Zara dirigente della Provincia di Sassari esperto in opere pubbliche, Ivana Falco esperta in procedure ad Evidenza Pubblica della Regione Sardegna non ha espresso valutazione di idoneità all’area dell’Ex Brefotrofio. Tra le criticità messe in evidenza: l’esistenza di stretti vincoli paesaggistici e architettonici, le ridotte dimensioni dell’area, la difficoltà di rispettare i parametri imposti dal CIPE anche in caso di demolizione e ricostruzione.

In seguito alla valutazione espressa dalla commissione in ottemperanza a quanto disposto dal Cda, e ritenuta l’urgenza di procedere al fine di non pregiudicare la perdita del finanziamento è stato pertanto pubblicato tempestivamente un nuovo avviso pubblico (con scadenza al 30 giugno) secondo le norme di legge e sulla base delle linee di indirizzo deliberate dal CDA basate sulle caratteristiche descritte nella scheda di richiesta del finanziamento.

La struttura da realizzare avrà le caratteristiche descritte nella scheda di richiesta del finanziamento e dovrà essere realizzata nel rispetto degli standard minimi qualitativi e linee guide relative ai parametri tecnici ed economici di cui al DM 27/2011 e della scheda Cipe.

Il progetto campus di Sassari è stato confermato dall’attuale Giunta regionale, con delibera del 6 maggio scorso, tra gli interventi di rilevanza strategica in quanto concretizza il potenziamento dei servizi attualmente insufficienti per rendere effettivo il diritto allo studio costituzionalmente garantito.

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