Anche quest’anno assegnata la Dote di San Nicola
Nel giorno della festa patronale di Sassari rinnovato il rito al termine della messa in Duomo. Estratte le parrocchie di Latte Dolce, San Nicola e Santa Maria di Pisa
Sassari. È un rito che affonda le sue radici in un lontano passato, quando ancora si parlava di dote per la sposa. Ha oggi una diversa funzione, un sostegno economico iniziale per le ragazze che affrontano il matrimonio, ovvero un aiuto economico ad una famiglia appena costituita. Nel giorno dedicato al suo patrono, a Sassari si assegna la “Dote di San Nicola”. Domenica sera, al termine della solenne funzione religiosa in cattedrale, sono stati estratti i nomi delle tre parrocchie cittadine a cui appartengono le giovani spose che avranno in dono la dote: Latte Dolce, San Nicola e Santa Maria di Pisa (premiata per il quarto anno consecutivo). L’estrazione è stata coordinata dal canonico parroco di San Nicola, monsignor Dino Pittalis, coadiuvato anche quest’anno dal giovane seminarista Matteo.
Quest’anno sono state sei in totale le parrocchie che hanno aderito all’iniziativa: San Nicola – Santa Caterina, Santa Maria di Pisa, San Donato e San Sisto, Nostra Signora del Latte Dolce, Gesù Buon Pastore, Sacro Cuore.
A ciascuna delle tre ragazze andranno 5000 euro, mentre le altre tre giovani non estratte avranno 2220 euro a testa. Il fondo complessivo era di 21.700 euro (12 mila euro dal Comune, 6 mila dalla Fondazione Righi, la parrocchia del Sacro Cuore con 100 euro, Santa Maria di Pisa con 200, privati e commercianti 400 euro. Per un totale di 18700 euro. A questo va aggiunto il residuo del 2014 di 3000 euro. Il totale complessivo è di 21700 euro, più abiti e corredo. Il nome delle ragazze è rimasto anonimo. Nel 2014 andarono 4800 euro a testa alle tre spose, con un fondo complessivo di 21800.

«Sassari da decenni rinnova questo piccolo segno per le spose. Vi benedico tutti grati per la vostra partecipazione», ha detto l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, che in occasione dell’omelia ha rivolto un appello all’Amministrazione comunale. «Il vescovo deve essere una guida e portare le anime a Cristo, questa la prima e ultima grande finalità della Chiesa. Chiediamo a San Nicola che aiuti la città ed in particolare la sua parte che affronta quotidianamente le maggiori difficoltà. Ma mi rivolgo anche direttamente al nostro sindaco, affinché pensi al popolo del centro storico. Non facciamo mai spegnere la speranza, si faccia faccia qualcosa per animare e dare al centro storico forza e testimonanza ai cristiani che non possono non frequentarlo». L’accompagnamento musicale è stato curato dal Coro della Cappella del Duomo. La funzione religiosa si è conclusa col canto del Magnificat. Alla santa messa hanno assistito il prefetto Pietro Giardina, il questore Pasquale Errico, il generale Arturo Nitti, comandante della Brigata Sassari, i vertici dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il sindaco Nicola Sanna (al quale sono stati rinnovati gli auguri di buon onomastico) e gli assessori comunali Gianni Carbini, Vittoria Casu, Monica Spanedda e Amalia Cherchi, il consigliere comunale Manuel Alivesi ed una rappresentanza dei Gremi, tra cui i Fabbri e i Calzolai, che hanno le cappelle nel Duomo di San Nicola, ed i Massai.
San Nicola non è solo il patrono di Sassari (oltre che delle città di Bari, Venezia, Merano, Ancona e Amsterdam). È infatti anche uno dei simboli delle festività natalizie. Fu lo scrittore Clement C. Moore nel 1821 a descriverlo come un anziano signore barbuto allegro e cicciottello, vestito di rosso con bordature bianche. Ovvero Babbo Natale, che infatti nei paesi di lingua germanica è chiamato Santa Klaus. San Nicola in realtà col Natale – almeno da un punto di vista religioso e liturgico – non c’entra niente. Vescovo di Mira, nella Lycia (regione nell’attuale Turchia), visse tra il 250 (o 260) e il 343. Subì le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano ma fu liberato dall’imperatore Costantino. Le sue spoglie arrivarono a Bari nel 1087. Tante le leggende e gli aneddoti legati alla sua vita. Si racconta che Nicola venne a conoscenza della decisione di un padre, che, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie, aveva deciso di mandarle a prostituirsi. Il vescovo allora fornì tre sacchetti di monete d’oro che costituirono così la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.





