Piste ciclabili, il fronte del no si compatta

Insieme comitati civici, M5S e Riformatori. Tutti a favore della mobilità sostenibile, ma le critiche ai lavori rimangono pesanti. Murru: «L’intervento in viale Italia è un cappio che strozza la città»

 

 

IncontroPisteCiclabiliM5SRif2Sassari. È l’argomento di discussione delle ultime settimane. Le piste ciclabili sono diventate terreno di critica, scontro ma anche di dibattito tra i sassaresi. Un progetto che in realtà risale al 2011. Solo adesso però se ne parla, a cantieri aperti. E nuovamente sospesi. Lavori che stanno diventando infiniti e che intanto registrano un deciso stop in viale Dante e anche in corso Margherita di Savoia. Scelta dell’Amministrazione che con il sindaco Nicola Sanna e l’assessore Antonio Piu preferisce attendere che gli altri lotti siano chiusi prima di aprire altri cantieri. Quando? Tutto da capire.

Lunedì scorso l’hotel Grazia Deledda ha ospitato un’assemblea dedicata al tema delle piste ciclabili. A promuoverla il comitato “Sassari SI Muove”, insieme al M5S e ai Riformatori. Una novità questa che fa capire quanto l’argomento accenda l’attenzione dei sassaresi. Ma le piste ciclabili sono davvero cadute dal cielo? O invece erano state decise da tempo? E viale Italia che si pensa di chiudere al traffico: è davvero una novità delle ultime settimane? La domanda l’ha rivolta Leonardo Zanza, del comitato “Sassari SI Muove”, direttamente al pubblico. «Quanti di voi sapevano che all’interno del programma del candidato Nicola Sanna era prevista la chiusura al traffico di viale Italia? Cinque, qui. E tutti gli altri? Eppure il sindaco in campagna elettorale lo aveva detto, aveva parlato di boulevard. Stiamo attenti: la chiusura di viale Italia determinerà la morte della città, sarà un’estensione della Ztl».

PisteCiclabiliviaTaddeiIn prima fila Antonello Unida, Tino Grindi, Mauro Cescon e tanti altri, tutti perplessi per le lungaggini dei cantieri per le piste e che definire critici nei confronti del progetto è poco. A moderare l’incontro Mariolino Andria, che tra un intervento e l’altro ha svelato particolari sulle piste sassaresi. L’appalto è stato diviso in tre lotti, con l’obiettivo di accelerare la consegna, dando anche una data, ripetuta da sindaco e assessore: il 31 dicembre. Ma così non è stato. Alcune parti vanno avanti, altre sono ferme. A complicare le cose, da subito, si è messa una determina dello scorso 5 novembre, con la quale è stato deciso che il saldo della prima rata sarebbe stata ridotta. Nel capitolato speciale di appalto, che le imprese studiano per fare i ribassi, era previsto che la rata sarebbe stata di 100 mila euro; invece è stata dimezzata a 50 mila euro.

Ma è stato Michele Solinas, coordinatore provinciale dei Riformatori, a svelare la prima pesante contraddizione. «Il Pum, il Piano Urbano della Mobilità, approvato nel 2008, diceva che nel centro città erano sconsigliate le piste, da vedere invece come itinerari cicloturistici nell’agro. Eppure l’Amministrazione nel 2015 ha approvato il progetto definitivo, con le indicazioni del Pum che non sono state modificate. Forse sarebbe stato necessario un piano approfondito ma anche una maggiore condivisione. Abbiamo un’Amministrazione che non capisce quali sono le necessità dei cittadini: 15 mesi di crisi comunale e otto mesi di piste ciclabili».

IncontroPisteCiclabiliM5SRif1Maggiori particolari li ha dati Maurilio Murru, capogruppo in Consiglio comunale del M5S. «Noi siamo favorevoli alle piste ciclabili. Però parlerei di improvvisazione. Il Comune dal 2008 ha un Piano Urbano della Mobilità, un documento approvato dalla Giunta. Perché non rispettarlo?», ha esordito. «Queste non sono piste per famiglie, l’obiettivo era un altro. E comunque saranno con limitazioni di velocità, a seconda del tratto».

«Ma quando abbiamo parlato di piste in Consiglio comunale? Mai. Eppure tutta la minoranza il 16 novembre propose di spostare in via dei Mille il tracciato di viale Italia. Il sindaco ci disse che non si potevano più fare modifiche. Eppure lo scorso 12 aprile è approvata la variante per viale Dante – ha proseguito Murru –. In viale Italia è stato fatto un cappio che sta strozzando la città. Non siamo contrari alle piste, ma a questo progetto».

«Questa è una città allo sbando. Ma è anche il momento di unirsi per le battaglie civiche», ha insistito Michele Saba, coordinatore cittadino dei Riformatori.

L’ultima perla la dà Mariolino Andria. «Il Puc prevede dei “nodi complessi”, sette in tutto. Solo due sono in viale Dante. E cosa si fa? Con le piste ciclabili si interviene proprio in viale Dante». «Spero che le piste siano concluse subito, perché così ci renderemo conto degli errori progettuali – ha detto dal pubblico Sandro Perra, libero professionista –. Il progettista non ha fatto verifiche sul posto. E si vede».

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