Pesta suina, la Sardegna sarà commissariata

La misura deve essere presa dal Ministero della Salute su richiesta dell’Unione Europea. «Tutto l’export italiano delle carni suine è a repentaglio», ha detto il ministro Lorenzin a Cagliari. Le reazioni

MaialiCagliari. L’emergenza della Sardegna è la peste suina. E per eradicarla una volta per tutte serve il commissariamento nazionale. L’annuncio è arrivato venerdì mattina dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a Cagliari per partecipare al convegno ‘Il malato più difficile? La sanità sarda”, organizzato dai Riformatori.

La peste suina mette a repentaglio tutto l’export italiano delle carni suine e dei suoi derivati. «Serve un piano di eradicazione serio e mediato con le popolazioni. Il Ministero andrà avanti con un commissariamento nazionale», ha detto la Lorenzin. Questo è richiesto dall’Unione Europea.

La replica della Regione Sardegna. «Abbiamo appreso con grande sorpresa delle dichiarazioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, su un’ipotesi di commissariamento della Regione Sardegna per la peste suina africana». Lo ha detto l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, che ha spiegato come la Regione Sardegna ha «tempestivamente avviato, dopo un lungo periodo di stallo, con una delibera di Giunta del 2 luglio, una nuova governance politica e operativa per il contrasto e l’eradicazione di questa malattia».

«Non abbiamo bisogno di alcun commissariamento esterno – ha aggiunto l’esponente della Giunta Pigliaru – e siamo certi di aver intrapreso un percorso che ci porterà finalmente a sconfiggere una malattia che da decenni colpisce gli allevamenti suini della Sardegna e provoca gravissimi danni economici all’intera regione. Ci aspettiamo perciò un comportamento leale da parte del ministero per affrontare efficacemente e definitivamente questa emergenza sanitaria, senza fughe in avanti o peggio, voglia di protagonismo, che possono portare solo a incomprensioni e mancate soluzioni».

«Il problema della peste suina africana va gestito in Sardegna e non commissariato da Roma», ha aggiunto l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi. «Da anni la nostra regione non riesce ad affrontare le epidemie che colpiscono gli allevamenti ovicaprini e suini isolani – ha detto ancora l’assessore – e proprio in queste settimane, con le inchieste romane sulla Lingua blu, abbiamo avuto conferma di cosa non si deve continuare a fare: lasciare in mano la gestione delle emergenze sanitarie a chi non ha lavorato bene e che è stato condizionato da logiche estranee al bene della nostra terra. Abbiamo già chiesto un passo indietro al dottor Marabelli, coinvolto nelle indagini, abbiamo annunciato che ci costituiremo parte civile in un eventuale processo e stiamo valutando altre iniziative. La Sardegna non va commissariata, siamo la parte lesa. Ecco perché, se di incapacità si deve parlare, nel contrasto delle infezioni, non va certo cercata solo in Sardegna. Troppi allevatori hanno pagato e stanno pagando per la mala gestione delle epidemie».

E sul commissariamento prende posizione anche il senatore del Pd Silvio Lai. «Sono colpito negativamente dal comportamento del ministro Lorenzin e dal merito delle sue affermazioni» afferma il segretario regionale del Partito Democratico. «Il commissariamento della Sardegna sulla peste suina é inutile e persino dannoso e non fa recuperare credibilità ad un ministero che per il sistema veterinario europeo é sotto osservazione per aviaria e lingua blu. L’eradicamento della peste suina si può fare con la task force, guidata dal massimo esperto in Europa di lotta a quella patologia, che la nuova giunta regionale ha già deliberato. Aggiungo che resto sbigottito perché alla Lorenzin dovrebbe essere noto che un eventuale commissariamento si comunica alle istituzioni, che peraltro erano presenti vicino a lei, e non alle agenzie di stampa oltre a tutto nel corso di una iniziativa promossa da chi la peste suina in questi cinque anni l’ha lasciata sviluppare, da chi ha partecipato alla Giunta Cappellacci che ha creato in cinque anni due miliardi di euro di deficit sanitario regionale. Piuttosto la Lorenzin ritiri rapidamente la nomina del suo rappresentante nel cda dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, quello sarebbe un passo concreto di aiuto del suo ministero alla lotta alla peste suina. Cambi registro e sviluppi una collaborazione con la nuova Giunta che sulla sanità é partita con il piede giusto, dopo anni di sfaceli».

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