Per Sassari un piano città degli immobili pubblici di Sassari
Accordo tra Agenzia del Demanio, Comune di Sassari, Città Metropolitana, Regione Sardegna e Università di Sassari. Nella lista il vecchio carcere di San Sebastiano
Sassari. È stato sottoscritto nel primo pomeriggio nella Sala Sciuti del Palazzo della Provincia in piazza d’Italia il Piano Città degli immobili pubblici. Hanno firmato l’accordo la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il rettore dell’Università Sassari, Gavino Mariotti. Con il documento si punta a pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, promuovendo una rigenerazione urbana sostenibile, in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e dei territori e generando valore economico, sociale, ambientale e culturale. È intervenuta da remoto la sottosegretaria all’economia e delle finanze Lucia Albano. In sala, la prefetta di Sassari Grazia La Fauci, l’assessore regionale dell’Urbanistica Francesco Spanedda, i consiglieri metropolitani, oltre agli assessori e ai consiglieri comunali di Sassari, oltre al questore Filiberto Mastrapasqua e ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il Piano Città ha l’obiettivo di riqualificare importanti complessi pubblici, con l’ottica di offrire non solo occasioni di straordinarie operazioni di recupero di beni che, sebbene in disuso e in degrado, possiedono un intrinseco valore architettonico, storico e culturale, ma anche di alimentare, attraverso tali interventi, processi più ampi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, che potranno abbracciare le più vaste aree urbane che ne caratterizzano il contesto. Tra questi spicca l’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano a Sassari, di proprietà dello Stato, da diversi anni inutilizzato, che sarà oggetto di una gara di progettazione indetta nelle prossime settimane dall’Agenzia del Demanio. Sarà così realizzato il nuovo Polo Giudiziario della città con un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e restituendo alla comunità nuovi spazi da fruire, caratterizzati da qualità architettonica, identità urbana e un mix funzionale che vedrà protagonisti funzioni museali e socio culturali integrate, nella vasta area dell’ex carcere, a quelle giudiziarie. Carico di significatività è il passaggio da spazi di detenzione dei giudicati, caratterizzati da muri di “chiusura” verso l’esterno, a spazi di produzione della giustizia, i cui confini diventano soglie di “apertura” alla città.
Un altro immobile di rilievo è l’ex Hotel Turritania, di proprietà dell’amministrazione comunale, progettato tra il 1942 e il 1944 e per anni utilizzato come albergo e casa dello studente, rimasto poi in stato di abbandono per lungo tempo. L’edificio di cinque piani grazie a fondi PNRR si avvia a divenire un nuovo modello di edilizia residenziale sociale.
«Il Piano Città di Sassari è uno strumento dinamico e flessibile attraverso cui l’Agenzia del Demanio analizza, pianifica e sviluppa di intesa con il territorio progettualità per attivare i più ampi processi di rigenerazione urbana e rispondere col patrimonio pubblico ai fabbisogni della collettività – ha dichiarato la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme –. La strategia è fondata sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare storico e ambientale per una Sassari sostenibile e attenta al territorio, inclusiva, proiettata verso il futuro. Al centro vi sono il rilancio del centro storico, spazi museali e potenziamento dei servizi territoriali, dal Polo Giudiziario ai programmi di Social Housing».
«Questo accordo ha il grande pregio di riaprire un discorso inspiegabilmente rimosso dall’agenda della politica cittadina per diverso tempo, ossia il destino dell’ex carcere di San Sebastiano», ha rilevato il sindaco metropolitano Giuseppe Mascia, auspicando che «accordi analoghi possano interessare altri centri del nostro territorio». Tornando poi a San Sebastiano, «per la sua posizione, per la sua dimensione, per la sua storia e per la moltitudine di singole storie individuali e collettive di cui è tuttora custode, quell’edificio oggi rappresenta una ferita, uno strappo con il passato della città e della comunità – ha rimarcato Mascia – restituirgli una funzione coerente con la sua identità, sul piano architettonico e simbolico, significa guardare avanti e riconsegnare a Sassari il diritto a immaginarsi più bella, più vivibile, più ospitale e più inclusiva». In generale, ha concluso il sindaco, «il Piano Città rappresenta una straordinaria opportunità di riportare bellezza e vita all’interno e intorno a immobili che, quando acquisiranno di nuovo funzioni di servizio al pubblico e saranno visitabili, favoriranno, con l’aiuto di tutte le istituzioni coinvolte, il processo in atto di rigenerazione sociale, culturale, economica, immobiliare e urbanistica della città, a iniziare dalla sua parte storica».
«Con il Piano Città, il Governo sta costruendo un modello di valorizzazione fondato sulla sinergia tra istituzioni, superando frammentazioni e mettendo finalmente a sistema competenze, strumenti e livelli amministrativi – ha dichiarato la sottosegretaria Lucia Albano –. Si tratta di un approccio che consente di integrare il patrimonio pubblico con le esigenze dei territori e con i processi di rigenerazione urbana, in una logica unitaria e non più episodica. L’obiettivo è chiaro: rendere il patrimonio pubblico uno strumento attivo di trasformazione, capace di generare sviluppo e risposte concrete, attraverso una governance più efficace e strumenti operativi adeguati».
«Restituire valore a edifici pubblici significa riconsegnare risorse preziose alla vita sociale e culturale della comunità – ha sottolineato la presidente Alessandra Todde –. La firma del Piano Città degli immobili pubblici di Sassari rappresenta un impegno concreto per la valorizzazione storica, culturale e funzionale del patrimonio pubblico. L’obiettivo è trasformare beni spesso trascurati, con un approccio improntato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale in risorse preziose per la collettività, riportandoli al centro della vita sociale della città. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, intendiamo dare concretezza ad una visione che mette insieme tradizione e innovazione, con uno approccio volto alla valorizzazione storica degli asset pubblici come attivatori di sviluppo urbano e sociale».
«Il recupero e la valorizzazione degli edifici ex Ipai e di Palazzo Segni rappresentano per l’Università un passaggio strategico di grande rilevanza – ha dichiarato il rettore Gavino Mariotti –. Non si tratta soltanto di restituire alla comunità spazi di pregio storico e architettonico, ma di ripensarli come luoghi vivi e funzionali. Con questi interventi rafforziamo il legame tra Ateneo e territorio, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della città in un’ottica attenta alla sostenibilità ambientale».
Il Piano Città degli immobili pubblici di Sassari seleziona un primo portafoglio immobiliare di 12 beni (3 dello Stato, 3 del Comune, 2 della Città Metropolitana, 2 della Regione e 2 dell’Università). Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni.
Tutti i dettagli del Piano a questo link: https://gisportal.agenziademanio.it/portal/apps/storymaps/stories/ca4f7a0ba0ea4ccdb9601cda83460f6e
Immobili dello Stato
Ex Carcere San Sebastiano
Villa Melis
Ex Palazzo Intendenza Di Finanza
Immobili Comune di Sassari
Ex Hotel “Turritania”
Ex Tipografia Chiarella
Palazzetto dello Sport
Immobili Città Metropolitana
Ex sede Archivio di Stato
Ex Questura di Sassari
Immobili Università di Sassari
Ex Ipai
Palazzo Segni
Immobili Regione Autonoma Sardegna
Villa Pozzo/ Ex Villa Caria
Ex centro regionale di formazione San Camillo







