Partito Progressista: «Rivedere i criteri di scelta del candidato governatore sardo»

Il coordinamento regionale si è riunito mercoledì a Cagliari. «Bisogna ritrovare l’unità di tutte le forze del campo largo». Con Soru e fuori dal centrosinistra?

Cagliari. Dal coordinamento regionale del Partito Progressista riunito ieri 8 novembre a Cagliari in piazza Galileo Galilei è emersa «una grande preoccupazione rispetto al merito e al metodo nella scelta» della candidata o candidato alla presidenza della Regione Sardegna. «Sul metodo, infatti, il tavolo della coalizione aveva posto come primo punto fondamentale l’esigenza di riunire e tenere unita la coalizione – si legge in una nota –. Constatiamo, invece, il restringimento del perimetro del campo, sempre meno largo e sempre più conflittuale, esternamente ed internamente alle forze politiche che lo compongono. Non accorgersi di questo sarebbe miope e sbagliato. Ecco perché non parteciperemo alla riunione prevista stamattina, giovedì 9 novembre. Nessuno più di noi, parlano i fatti, lavora e ha lavorato in questi cinque anni per superare l’attuale gestione regionale e dare alla Sardegna un’alternativa, collaborando e facendo da collante tra le parti politiche del campo largo, compreso il Movimento 5 Stelle, i cui rapporti con il resto dell’opposizione erano connotati da una forte diffidenza politica reciproca. Pensiamo, inoltre, che le prossime elezioni regionali si possano vincere, ritrovando l’unità di tutte le forze politiche e movimenti».

«Sempre per quanto riguarda il metodo – prosegue il Coordinamento dei Progressisti –, riteniamo che la scelta della futura candidata o candidato alla presidenza della Regione debba partire da quei principi democratici che hanno sempre animato le forze e i movimenti all’interno del campo largo e che occorra riconnettere lo schieramento democratico al proprio popolo elettore, avviando procedure di consultazione per verificare il gradimento prima sulla candidata o sul candidato presidente, poi sui punti programmatici di maggior rilievo. Sul merito, invece, crediamo sia importante mettere al centro una serie di temi: sanità, lavoro, trasporti, istruzione, ecologia, transizione energetica e digitale, tutti temi che non devono più vedere la Sardegna come fanalino di coda dello sviluppo nazionale ed europeo. Sabato 11 novembre abbiamo previsto una grande assemblea (con Renato Soru, ndr) al Teatro Doglio in via Logudoro 32 alle 17 e invitiamo cittadine e cittadini a partecipare a momenti di approfondimento di questo percorso, che è lungo e sicuramente non si chiuderà domani».

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