Papa Francesco riduce Fernando Cornet allo stato laicale per scisma

Sull’ormai ex parroco di San Sisto e San Donato la condanna inappellabile del pontefice. La comunicazione della cancelleria dell’Arcidiocesi di Sassari

Fernando Maria Cornet

Sassari. Che il Vaticano stesse valutando gli ultimi atti e interventi, anche sul web, di Fernando Maria Cornet lo si sapeva da tempo. Oggi è arrivata l’attesa comunicazione direttamente dal Santo Padre. Papa Francesco, «con decisione suprema e inappellabile, ha dimesso dallo stato clericale il signor Fernando Maria Cornet, in conformità all’art. 26 SST2021 e dispensato dal celibato ecclesiastico per delitti contra fidem (scisma)». E la condanna per scisma (can. 1364 §1) comporta l’automatica scomunica (ma nel testo diffuso dell’Arcidiocesi di questo non si fa menzione).

L’ormai ex don Cornet è così ridotto allo stato laicale, con la conseguente esclusione dall’esercizio del ministero. Sacerdote argentino con ascendenze sassaresi, laureato in Teologia e Scienze patristiche a Roma e in Lingue all’Università di Sassari, Cornet da tempo sosteneva che la legittimità dell’elezione di Papa Francesco non fosse del tutto chiara, tesi argomentata nel libro “Habemus Antipapam? Indagine in onore della Verità”, pubblicato nell’agosto del 2023, e che è stata ripresa recentemente in diversi dibattiti anche online. È in uscita in questi giorni un altro libro, “Alla ricerca del Munus perduto”, nel quale si definisce non valida l’abdicazione di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) da pontefice nel 2013 e quindi, a cascata, la stessa elezione di Papa Francesco. Nella comunicazione della Cancelleria dell’Arcidiocesi non si fa in realtà alcuna menzione delle motivazioni della condanna decisa dal Santo Padre. La scomunica era però nell’aria. Recentemente lo stesso Cornet, consapevole del probabile esito dell’inchiesta già avviata, aveva infatti detto: «Se mi condannano rimarrò parroco in sede impedita».

La parrocchia di San Donato e San Sisto, finora guidata da Cornet, è stata affidata dall’arcivescovo Gian Franco Saba al parroco di San Giuseppe, il reverendo don Antonino (Tonino) Canu, che è anche vicario della Sottozona Centro Storico Urbano e che ricoprirà quindi l’incarico di amministratore parrocchiale di San Donato e San Sisto. Sarà coadiuvato, per il servizio pastorale, dai sacerdoti del Cottolengo che già operanti nel centro storico insieme agli altri presbiteri della circoscrizione pastorale.

L’Arcivescovo – dice ancora la nota della Cancelleria della Curia sassarese – esorta la Comunità diocesana a pregare per l’unità della Chiesa, tenendo presente che i cristiani, oltre al legame di sangue e l’appartenenza alla comune famiglia umana «hanno Dio come Padre e la Chiesa come unica madre», e sono parte dello stesso corpo di Cristo di cui sono le membra. «Le membra di Cristo non devono essere in contrasto tra loro; tutti coloro che formano il suo corpo devono compiere ciascuno il proprio ufficio… affinché non vi siano divisioni nel corpo, ma unità, e le membra siano sollecite le une verso le altre» (Sant’Agostino).

Aggiornamento. La comunicazione della condanna per il delitto di scisma è stata data a Cornet dall’arcivescovo Saba che nella tarda mattina di mercoledì ha convocato il consiglio episcopale. Il Dicastero per la Dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio, aveva dato all’ormai ex prete e parroco la possibilità di difendersi. Ma lui stesso – così trapela – aveva rigettato questa possibilità. L’arcivescovo lo aveva incontrato otto volte, per cercare di convincerlo ad abbandonare la sua posizione contraria al Papa e adesso qualificata ufficialmente come scismatica. La decisione finale è stata firmata dal Pontefice e trasmessa alla diocesi sassarese.

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