Palazzo Ducale, la maggioranza civica (+M5s) approva il bilancio di previsione
Ma è anche l’occasione per tirare le somme a pochi mesi dalle elezioni amministrative

Sassari. È l’ultimo bilancio di previsione del mandato, ma è anche il secondo consecutivo approvato nei termini previsti dalle norme ovvero entro la fine dell’anno. A Palazzo Ducale è però tempo non solo di definizione del documento contabile previsionale principale. Giovedì pomeriggio il Consiglio comunale non si è limitato a discutere i numeri della gestione “civica” (più M5s). Il dibattito, finalmente partecipato come non se ne vedevano da tempo, ha riguardato anche, se non soprattutto, quattro anni e mezzo di governo della città da parte dell’amministrazione Campus. Alla fine il dato più importante è quello del voto: 19 a 8, con alcune assenze, a certificare che in realtà l’attuale maggioranza è più solida che mai.

Il bilancio di previsione. A presentare il bilancio di previsione 2024-26, subito dopo l’intervento di Angelo Vittorio Cannas, presidente del Collegio dei revisori dei conti, è stato l’assessore alle Finanze Carlo Sardara. «È il risultato del lavoro di squadra della Giunta e di una collaborazione tra i vari settori dell’Amministrazione dei rispettivi dirigenti lungo tutto l’anno e che ha permesso di investire in misura in percentuale più alta rispetto al passato. Ma è anche la conseguenza positiva di un approccio di ampia condivisione delle problematiche e strategie, con la definizione delle priorità, rispetto alla evidente generale scarsità di risorse e in linea con gli obiettivi programmatici di mandato», ha esordito. È il secondo anno di seguito, come detto, che la votazione avviene entro il 31 dicembre, dando così ai settori la possibilità di utilizzare immediatamente tutte le risorse stanziate.
Con riguardo alle entrate tributarie, previste per il 2023 in crescita per 3.5 milioni, sono aumentate (a ottobre) di circa 5,7 milioni rispetto al 2022 e si prevedono ulteriori 1,5 milioni nel 2024. Tutto ciò grazie alla lotta all’evasione fiscale. Tra il 2022 e il 2023 si è riusciti a incrementare la platea dei contribuenti che sono passati dai 69.342 del 2021 ai 70.800 del 2022 e 75.745 del 2023, quindi 6.500 nuovi utenti negli ultimi 2 anni, in precedenza evasori totali. Con riguardo alla lotta all’evasione si fa notare come il bilancio di previsione dello scorso anno considerasse entrate per 8,2 milioni (di cui 5,6 Tari) mentre a oggi l’importo è pari a 11,2 di cui 7,8 di Tari. Tali maggiori accertamenti rispetto alle previsioni si ripercuoteranno nella determinazione dell’avanzo di amministrazione al momento di definizione del rendiconto 2023 ed è questo uno dei motivi che hanno portato all’azzeramento del disavanzo l’anno scorso. Il bilancio complessivo quindi si attesta su 172 milioni di euro (171 milioni e 923mila euro), con un disavanzo pari a zero. «Fin dal nostro insediamento abbiamo avuto tra gli obiettivi il suo azzeramento e questo finalmente è avvenuto nel 2022. Il 2018 si era chiuso con una perdita di quasi 25 milioni di euro, che negli ultimi quattro anni sono stati recuperati interamente», ha sottolineato l’assessore Sardara. Anche la chiusura del rendiconto 2023 riporterà un avanzo di amministrazione e il Comune avrà a disposizione almeno 5 milioni di euro da spendere liberamente in investimenti che, sommati al basso livello di indebitamento esistente, dà all’Amministrazione enormi potenzialità di progettualità. Infatti, a fronte di un indebitamento complessivo del Comune di Sassari di 13 milioni del 2023, il valore scenderà nel 2025 a circa 5,6 milioni con la liberazione di risorse da quel momento in poi per circa 2,3 milioni. Una ulteriore ipotesi di utilizzo dell’avanzo è quella relativa all’estinzione di quella parte di debiti che consentirebbe una maggiore spesa corrente per circa due milioni. La percentuale di incasso è in netto miglioramento. Come emerge dall’analisi dell’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità, lo stesso per il 2023 era pari a 16,8 milioni, con una incidenza dell’8,27 per cento mentre nel nuovo bilancio è pari a 16 milioni con una incidenza del 6,87 per cento su un totale delle entrate che è passato da 203,8 milioni a 234,2 milioni.
Sono così cresciute anche le previsioni delle uscite. Considerati i trasferimenti destinati a opere e servizi vincolati e primari, prima rimanevano poche risorse da destinare per la manutenzione di verde, strade e marciapiedi. Oggi invece potrà essere utilizzata una parte dell’avanzo. Inoltre, nel bilancio di previsione si è data primaria importanza a far fronte a servizi fondamentali quali asili (10,1 milioni contro 9,4 bilancio precedente), mense e trasporto scolastico (8,6 milioni contro 7,2 del bilancio precedente), anziani (Casa Serena, 5,1 milioni contro 5 del bilancio precedente), ai quali si sono aggiunti interventi essenziali nell’ambito dei servizi sociali (totale politiche sociali e famiglia 50,4 milioni contro 47,5 bilancio precedente). In particolare, per i servizi all’infanzia, minori ed asili nido su un valore complessivo di 10 milioni di euro oltre l’80 per cento è gestito con fondi comunali liberi pari a 8,3 milioni. Inoltre, in seguito alla riduzione dei fondi statali e regionali destinati al sostegno delle famiglie per il pagamento degli affitti, è stato presentato un emendamento da parte della Giunta che incrementa la dotazione in bilancio di 200mila euro, integrando nell’importo (da 100 a 200mila euro) quello presentato dal Pd, che prevedeva inoltre fonti di finanziamento non percorribili; ulteriori fondi potranno essere stanziati in seguito all’approvazione del rendiconto con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione.
Fondamentali restano i lavori pubblici. Le previsioni 2024-2026 accolgono investimenti in avvio per oltre 100 milioni di cui 80 dal Pnrr. Con riguardo alla viabilità e infrastrutture stradali nel 2023 sono stati investite risorse comunali per circa 3,4 milioni. Per le spese per il personale di importanza strategica è il piano programmatico delle assunzioni di rilievo (oltre tre milioni di euro lo stanziamento previsto a regime nel 2023). Per il 2024 sono previste dieci nuove assunzioni a tempo indeterminato, dodici nel 2025 e dieci nel 2026. La Polizia Municipale nel 2024 raggiungerà una dotazione di 137 unità contro i 130 del 2018.
Altra particolarità del bilancio 2024-2026 riguarda le risorse dedicate alle borgate e ai consorzi delle strade vicinali. Fino al 2021 era previsto un fondo di 50mila euro. Dal 2022 l’istituto del bilancio partecipativo è stato convertito nella previsione di una quota di risorse per interventi su viabilità, lavori pubblici, ambiente e manifestazioni culturali mediante previsione/integrazione dei corrispondenti capitoli, anche con l’apposizione di vincolo, in modo che l’importo destinato ad interventi sul territorio della Municipalità della Nurra ammonti complessivamente a 158mila euro. Per i consorzi strade vicinali sono stati previsti in bilancio circa 240mila euro.

Il dibattito in Consiglio comunale. Il primo a prendere la parola è stato il capogruppo del Pd Giuseppe Masala, che ha aperto la serie degli interventi degli esponenti dell’opposizione, che hanno tutti riprodotto uno stesso schema: congratulazioni alla struttura (e, seppure con accenti differenti, anche all’assessore), bocciatura invece sul piano politico. «Questo bilancio di previsione assume una valenza ulteriore perché tra sei mesi scade il vostro mandato. In Commissione abbiamo detto che il nostro gruppo non ha nulla da eccepire da un punto di vista amministrativo: gli indicatori sono performanti, non abbiamo fatica a complimentarci con la struttura. Da un punto di vista metodologico – ha rimarcato Masala – è però incompatibile l’abuso della decretazione d’urgenza, troppe le delibere di giunta adottate con i poteri sostitutivi del Consiglio. Lo abbiamo definito “metodo commissariale”. Non eravamo d’accordo sul posizionamento del centro intermodale nella nuova area e neanche sul tracciato di Sirio verso Li Punti, sulla rimodulazione del progetto del mercato, sul social housing al Turritania. Non siamo stati d’accordo su tante scelte urbanistiche. Ci posizioniamo in maniera antitetica a questa Giunta, perché sta compiendo scelte che non daranno un valore aggiunto alla città».

«Mi complimento per il riordino del bilancio – ha detto Mariolino Andria (Misto di minoranza – PSd’Az) –. Rimane il fatto che gli atleti vanno nelle palestre comunali e mancano le docce. E tanti altri problemi non risolti. Questa è una giunta di civici, non di centrodestra né di centrosinistra, aveva detto il sindaco nelle prime sedute di questo mandato, insistendo sulla lontananza dai partiti. Stride allora che qualcuno in questo Consiglio si stia intestando il lavoro della Giunta, associandola alla coalizione di centrodestra, che magari avrebbe fatto altro, per esempio avrebbe avuto un leggero disavanzo cercando di non fare inciampare “zia Maria”». Il riferimento, non tanto nascosto, è al consigliere Daniele Deiana (unico esponente di Fratelli d’Italia a Palazzo Ducale), da tempo sostenitore della Giunta Campus anche se formalmente siede tra i banchi dell’opposizione. Poco prima aveva elencato una serie di decisioni prese dalla Giunta: «Le piste ciclabili? Le stiamo togliendo. Come in via Washington, le file della mattina non ci sono più. Dovete ammettere – rivolgendosi al centrosinistra – che avete fatto un errore perché spinti da questa visione ambientale. L’inquinamento è sceso da quanto abbiamo riaperto la Ztl. E tanti altri interventi».
Parole che hanno però attirato le ironie dell’opposizione. «Deiana dice “abbiamo fatto”. Ma non dovrebbe essere un esponente della minoranza anziché dei “civici”? Lei è confuso», ha rimarcato Marco Dettori (Alleanza Rosso Verde). Più duro Marco Manca (ex civico, adesso all’opposizione in Sassari Civica): «La sua è confusione mentale più che politica. E rimprovero al sindaco il mancato coinvolgimento della città nelle scelte strategiche e metodologiche. Si è svilito lo spirito civico vero – ha detto anche Manca – ed è stato il sistema partitico che ha salvato il governo “civico” grazie al M5s e poi all’occorrenza con l’accordo di un consigliere che ancora non ha capito da che parte stare». No al bilancio da un punto di vista politico anche da Massimo Rizzu (Sassari Civica): «Nulla da eccepire da un punto di vista amministrativo. Il Consiglio però non è mai stato realmente coinvolto. E poi c’è un dato che va in controtendenza: lo spopolamento di Sassari, i cui abitanti si attestano a quota 120624 contro i 121mila residenti dell’anno precedente».

Netto il no di Mariano Brianda, che nel 2019 era stato il candidato sindaco del centrosinistra. «Ho trovato una ripetizione di quanto scritto nei bilanci degli anni passati. È l’immagine di una città ferma. Mi sono messo anche il problema se fosse il caso di intervenire, perché sono cose che abbiamo già detto e le abbiamo ripetute stancamente negli anni», ha attaccato. «Il dato tecnico è in ordine ma sotto questi numeri c’è una realtà che è rimasta immodificata. In tutti questi anni qual è stato il ruolo del Consiglio comunale? Sarebbero venuto fuori decisioni differenti se lo avessimo tolto? La verità è che questo Consiglio alla città non è servito a niente, tutte le indicazioni venute dalla minoranza sono state regolarmente disattese per ragioni ideologiche, quelle della maggioranza perché inutili. È tutto già preconfezionato. E poi questa amministrazione ha funzionato perché un partito gli ha dato soccorso. Il primo turno, lo ricordo, era stato vinto da Brianda (parla in terza persona, ndr). Campus ha vinto grazie a un accordo sotterraneo che poi si è qui manifestato al momento del bisogno. Prendiamo i grandi temi della città, dal centro storico a Predda Niedda: non è cambiato nulla. Le case di Area rimangono fatiscenti, le povertà sono cresciute. Sulla viabilità è stato presentato un Pums allucinante e scombinato. La politica giovanile dove sta? È mancato proprio il rapporto con i cittadini che avrebbero potuto aiutare. Questo è un bilancio del fallimento del cosiddetto civismo, che in realtà è altra cosa».
«Guardando la città non vedo cambiamenti», ha detto poco, in fase di dichiarazione di voto, Francesco Ginesu (Forza Italia). «È stato come cambiarsi l’abito senza farsi la doccia. Ricordo che nel 2018 una banda di squinternati si affacciò da Palazzo Chigi gridando di avere abolito la povertà. Mi rifiuto di votare questa pratica». No anche da Lello Panu (centrosinistra, eletto nel 2019 con Italia in Comune): «Ho visto un livello bassissimo in questi cinque anni, con consiglieri che non hanno mai utilizzato le loro prerogative, che significa portare la voce di chi ci ha fatto sedere in questi scranni».

Sì convinto, ovviamente, da parte dei consiglieri della maggioranza. «Senza dimenticare un biennio di pandemia, oggi ci troviamo con un tesoretto che permetterà di portare ristoro e con tante opere di cui la città ha bisogno», ha rimarcato Giancarlo Profili. «L’assessore ha portato dati tecnici ma la sua è di fatto una relazione politica, che certifica l’impegno che questa amministrazione ha messo fin dal primo giorno per risollevare questa città. Stiamo consegnando a chi verrà gli strumenti per poter continuare a fare sviluppare un benessere già tangibile», ha ricordato Grazia Di Guardo. Sostegno pieno al bilancio preventivo da parte anche del M5s, con la consigliera Patrizia Zallu. Ulteriori parole di apprezzamento sono arrivate durante il dibattito, da Giuseppe Deiana e Lucio Carta.
Al termine è intervenuto il sindaco Campus. «È giusto definire il bilancio come atto fondamentale – ha fatto notare –. Si tratta dell’ultimo bilancio presentato da questa amministrazione di Nanni Campus (anche lui si è espresso in terza persona, ndr). Sono molto soddisfatto. Passare da un disavanzo di 28 milioni a un avanzo significa avere gestito bene ma molto bene a vantaggio di una città». Subito un complimento al consigliere Daniele Deiana. «Daniele sono molto contento per te perché sei stato argomento di discussione, ti fa onore. Sono invece perplesso per altro che è stato detto. Abbiamo sentito dei veri e propri vaniloqui di educazione civica da sussidiario o di analisi micro e macro economica da pallottoliere. Io sono qui per accordi sotterranei, ha detto qualcuno. La colpa della sua sconfitta va quindi cercata in questi accordi sotterranei e non invece perché ha perso voti? Certo, si poteva fare molto di più. Il raffronto non è con quello che si vorrebbe fare ma con ciò che si può. Abbiamo ereditato un mutuo di sette milioni da investire sulle strade, soldi semplicemente a sbuffo. All’opposto, abbiamo messo tre volte quella cifra senza fare alcun debito».
«Tra poco si arriverà alla fine di questo mandato e si valuterà quanto fatto. Ricordo che il nostro progetto Pinqua sul centro storico è stato messo nel sito del Ministero dell’Interno tra i migliori progetti italiani. Il Turritania non si può buttare giù. Non è allora meglio portarci 18 famiglie? Lo vogliamo ripopolare questo centro storico? Siamo stati tra i migliori. Il progetto su Latte Dolce per gli alloggi Erp ce lo hanno finanziato solo in seconda battuta, ma lo abbiamo portato a casa. Sul centro storico non abbiamo fatto niente, avete detto. Altri invece hanno disegnato una tartaruga… Avete insultato i consiglieri di maggioranza e quelli che hanno accettato di fare un accordo programmatico per mantenere impegni presi anche da loro. Il Consiglio rappresenta la città, non è un comitato di quartiere autonominato», ha concluso Nanni Campus.
Luca Foddai








