Giuseppe Masala (Pd): ‘Pensiamo a due province autonome in Sardegna’
«La città metropolitana nel nord Sardegna unico strumento per un riequilibrio con Cagliari. Ma non escludiamo una profonda riforma della Regione», è la riflessione del vicecapogruppo a Palazzo Ducale

Sassari. Lo schema di riordino degli enti locali in Sardegna che prevede una sola città metropolitana a Cagliari escludendo quella del Nord Sardegna decreterebbe il definitivo impoverimento del territorio sassarese e con esso il decadimento di un territorio fortemente martoriato da una profonda crisi economica e sociale. È quanto rimarca il consigliere comunale del Pd Giuseppe Masala, vicecapogruppo a Palazzo Ducale, che analizza l’ipotesi di riforma degli enti locali che si sta definendo in Regione.
«Il riconoscimento della città Metropolitana di Sassari è l’unico sistema per garantire il riequilibrio territoriale per dare forza ed impulso allo sviluppo dell’isola intera. Se le rivendicazioni di questo territorio dovessero rimanere inascoltate si creerà una disparità senza precedenti che sancirebbe la desertificazione istituzionale del territorio con la conseguente impossibilità di attrarre risorse pubbliche nonché investimenti privati decretando in modo inequivocabile la marginalità di un territorio e con esso di una comunità quella del Nord Sardegna. Occorre una mobilitazione forte e vigorosa del mondo politico e non solo, di modo tale che le istanze di questo territorio vengano ascoltate e recepite, ma occorre, altresì,
aprire un’attenta riflessione politica per capire se lo strumento normativo e l’assetto istituzionale del Popolo sardo sia da considerarsi superato e se davvero possa essere pensabile un profonda riforma, un nuovo apparato istituzionale della nostra regione finalizzato ad aprire una nuova fase dell’Autonomia della Sardegna attraverso l’istituzione di due Province autonome individuate attraverso l’analisi delle affinità storiche, linguistiche, geografiche e demografiche della nostra Regione con la conseguente devoluzione dei poteri legislativi e amministrativi dalla Regione alle Province autonome. Potrebbe davvero essere questa – conclude Masala – l’unica direzione ed opportunità che si dovrebbe intraprendere per contenere le conseguenze nefaste di un centralismo ormai superato e palesemente incapace di raccogliere le sfide del nuovo scenario politico ed economico europeo».







