Numero Unico 112, nel 2023 780mila chiamate alla centrale di Sassari

Una media di duemila chiamate al giorno nei mesi invernali con picchi di ottomila in estate

Cagliari. L’Azienda regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna traccia il bilancio del primo anno di attività del Numero Unico Europeo. Nel 2023 alla Centrale Unica di Risposta di Sassari (dal 1° gennaio al 31 dicembre) sono giunte complessivamente 780mila chiamate, una media di circa duemila chiamate al giorno nei mesi invernali con incrementi significativi nei mesi estivi che hanno fatto registrare picchi di ottomila chiamate al giorno.

Incremento significativo registrato anche la notte di Capodanno 2024. Alla Centrale del Numero Unico Europeo sono giunte 900 chiamate in più rispetto alla media del periodo, nella maggior parte richieste di soccorso gestite poi dal 118.

L’azione di filtro della Centrale Unica di Risposta ha permesso di inviare agli enti preposti (118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia) il 48 per cento del totale delle chiamate ricevute (circa 374mila).

Le chiamate non inoltrate, perché improprie, superano invece il 52 per cento del totale. I dati confermano che il NUE112 ha svolto un’azione di filtro importante ed è stato in grado di orientare correttamente il cittadino verso il suo reale bisogno, spesso non di reale emergenza, alleggerendo di fatto il carico di lavoro sugli enti coinvolti nel Numero Unico Europeo 112 (118, polizia, carabinieri, vigili del fuoco e Capitaneria)

Ridotti drasticamente anche i tempi di attesa. La CUR di Sassari risponde alla chiamata dell’utente in soli 3 secondi e mezzo, in linea con le performance delle altre CUR italiane, già attive in Italia da anni. L’Operatore Tecnico di Sala Operativa del NUE codifica la richiesta di soccorso o di emergenza e immediatamente attiva le centrali di secondo livello (soccorso o forze dell’ordine) trasferendo in pochi secondi dettagli e posizione precisa del chiamante.

Il nuovo sistema è partito ufficialmente in tutta l’isola il 1° marzo 2023 dopo un graduale passaggio che ha interessato dopo Olbia, tutti i distretti telefonici dell’isola grazie ad un importante raccordo tra Areus e le prefetture.

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